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Il Contrappunto

Come sta davvero Gentiloni?

E quale Governo, del caso, lo sostituirà. Intanto sul fronte Referendum...

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La questione vera è come sta davvero Paolo Gentiloni. E se le sue condizioni gli permetteranno di continuare a guidare il Governo. Questo, realmente, nessuno può dirlo oggi, neppure Gentiloni stesso, neppure i medici che lo hanno in cura. Colpito da malore già durante la visita all’Eliseo per incontrare il Capo di Stato francese, poi il rientro da Parigi a Roma, la coronarografia serale al Gemelli e la decisione dei sanitari di intervenire immediatamente con intervento di angioplastica. Anche nella migliore delle ipotesi, e prendendo per buoni sino in fondo (ma, come sempre, con sana cautela e professionale scetticismo) i Bollettini medici diffusi, solo in prospettiva si potrà capire qual è davvero la situazione, e soprattutto quali saranno le condizioni generali dell’attuale Presidente del Consiglio. E se questo comporterà una sua prosecuzione della guida del Governo, o se dovrà lasciare il testimone al Presidente del Senato, Pietro Piero Grasso, o se addirittura non sia possibile il ritorno alla guida diretta dell’esecutivo di Matteo Renzi. E tutto questo, per quanto riguarda la prosecuzione o meno di questa XVII legislatura sino alla sua naturale scadenza di inizio 2018, ha conseguenze molto diverse.

In questo scenario si inserisce l’attesa decisione della Corte Costituzionale. Il Referendum sull’’Articolo 18 non si farà: la Consulta ha dichiarato inammissibile il quesito proposto da Cgil ed altre forze che puntava ad abrogare le modifiche apportate dal Jobs Act allo Statuto dei lavoratori e a reintrodurre i limiti per i licenziamenti senza giusta causa (‘Abrogazione delle disposizioni in materia di licenziamenti illegittimi). Via libera invece agli altri due quesiti sui Voucher (‘Abrogazione disposizioni sul lavoro accessorio (voucher)’) e sulla Responsabilità in solido appaltante-appaltatore (‘Abrogazione disposizioni limitative della responsabilità solidale in materia di appalti’). La questione si intreccia con il post Referendum di inizi dicembre scorso. Dice Alfiero Grandi, Vicepresidente del Comitato per il NO!, che «restano ora in campo due Referendum di grande valore. Vanno appoggiati, la vera difficoltà sta essenzialmente nel raggiungere il quorum di validità: dopo il 70% di votanti al Referendum Costituzionale è un obiettivo raggiungibile. Governo e Parlamento debbono garantire che le ventilate elezioni anticipate non diventino l’occasione per il rinvio dei Referendum rimasti, che vanno calendarizzati prima di un eventuale voto politico. In ogni caso va approvata una norma che, come già avvenuto nel 1987, garantisca la possibilità di votare per i Referendum nello stesso anno di eventuali elezioni. Questi Referendum pongono l’obiettivo di tutelare diritti essenziali dei lavoratori, in coerenza con la Costituzione che per fortuna il voto sul Referendum del 4 dicembre ha difeso e rafforzato».

Avevamo provato a delineare le prospettive che ci attendono con ’2017, ecco s’avanza uno strano anno…’ ne ‘il Contrappunto’ del 9 gennaio 2017. Gli eventi che segneranno l’Italia e il mondo nei mesi che ci aspettano, informando pesantemente di sé il futuro non solo prossimo, per quanto riguarda il nostro Paese si fanno addirittura più incerti. Intanto sabato 21 gennaio si terrà a Roma, presso ‘Spin Time Labs’, l’Assemblea Nazionale dei Comitati territoriali del Comitato per il NO! al Referendum Costituzionale, quello guidato da Alessandro Pace. Poi, appena tre giorni dopo, martedì 24, è finalmente attesa la sentenza della stessa Corte Costituzionale sulla legittimità della nuova Legge elettorale ‘Made in Renzi’, il cosiddetto Italicum. E da allora tutti i giochi saranno aperti.

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