giovedì, maggio 24

Cisgiordania, nuovi scontri dopo i morti a Gaza Gli Usa hanno deciso: nuove sanzioni contro il governatore della Banca centrale iraniana. Ucraina, perquisizioni a RT e Ria Novosti

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Giornata di lutto per i palestinesi della Cisgiordania e di Gerusalemme est dopo i 60 morti e le migliaia di feriti al confine con Israele, nella Striscia di Gaza. La protesta (che include tre giornate di lutto) è diretta anche contro il trasferimento a Gerusalemme dell’ambasciata Usa. Intanto lo Shin Bet, la sicurezza interna di Israele, e l’esercito hanno rivelato che almeno 24 dei manifestanti palestinesi uccisi ieri durante gli scontri sul confine con Gaza «erano terroristi nell’atto di compiere atti di terrore». La maggior parte di questi – hanno aggiunto – erano di Hamas ed altri della Jihad islamica.

Nel frattempo oggi altri scontri segnalati a Betlemme, Hebron e Nablus. Qui almeno 46 manifestanti palestinesi sono rimasti feriti, mentre manifestante palestinese è stato ucciso da Israele ad est del campo profughi di Al-Bureij.

Non si sono fatte attendere le reazioni internazionali. L’ambasciatore israeliano ad Ankara Eitan Naeh è stato convocato al ministero degli Affari esteri turco ad Ankara e gli è stato chiesto di lasciare la Turchia «a causa dei morti» a Gaza. «Israele deve calibrare l’uso della forza, deve proteggere i suoi confini ma farlo in modo proporzionato. Mentre Hamas non deve usare le proteste per mettere bombe e compiere atti provocatori», ha detto invece Nikolay Mladenov, coordinatore speciale dell’Onu per il processo di pace in Medio Oriente, durante la riunione di emergenza del Consiglio di Sicurezza sulla situazione a Gaza. «La comunità internazionale deve intervenire e prevenire una guerra», ha aggiunto Mladenov, definendo la situazione nella Striscia ‘disperata’. A bloccare però una dichiarazione del Consiglio di Sicurezza Onu elaborata dal Kuwait che esprimeva sdegno e dolore per la morte dei civili palestinesi a Gaza, e chiedeva «un’indagine indipendente e trasparente delle Nazioni Unite per determinare la responsabilità» gli Stati Uniti.

Gli Usa hanno deciso: nuove sanzioni contro il governatore della Banca centrale iraniana con l’accusa di sostegno e finanziamento al terrorismo. «Gli Usa non permetteranno i crescenti abusi iraniani sul sistema finanziario internazionale», ha affermato il segretario al Tesoro americano Steven Mnuchin. Intanto di Iran hanno parlato al telefono oggi il presidente russo Vladimir Putin e il suo omologo francese Emmanuel Macron. I due leader hanno discusso anche di Siria. «La Russia e la Francia ribadiscono il loro impegno a rispettare l’accordo», hanno fatto sapere in una nota.

Andiamo in Corea del Nord, perché sono state avviate le opere di smantellamento del sito di test nucleari di Punggye-ri, già prima della cerimonia ufficiale di chiusura del 23-25 maggio davanti a esperti e media internazionali, in vista del summit di Singapore del 12 giugno tra il leader Kim Jong-un e il presidente americano Donald Trump. Lo affermano i militari di Seul, in base a immagini satellitari del 7 maggio.

Alcune centinaia di attivisti della sinistra britannica, con esponenti della diaspora curda e oppositori turchi emigrati, hanno protestato nel centro di Londra contro la visita del presidente Recep Tayyip Edogan, che ha incontrato sia la regina che la premier Theresa May. Intanto in Turchia maxi-operazione della polizia antiterrorismo per sgominare una cellula dell’Isis a Istanbul. Almeno 54 presunti jihadisti sono stati arrestati in raid condotti in 19 indirizzi di 13 quartieri della città. I sospetti sarebbero stati pronti a raggiungere zone di conflitto in Siria e compiere attentati.

Andiamo in Ucraina, perché il governo di Kiev ha accusato lo staff dell’agenzia di stampa ‘Ria Novosti Ucraina‘ di alto tradimento. «Gli investigatori hanno prove che dimostrano che questa agenzia ha ricevuto denaro per intraprendere una guerra di disinformazione contro l’Ucraina, che ha coinvolto cittadini ucraini che hanno anche ottenuto la cittadinanza russa», ha scritto su Facebook il procuratore generale ucraino Yuri Lutsenko. In particolare i servizi di sicurezza ucraini (Sbu) hanno condotto una serie di perquisizioni presso le redazioni dell’agenzia di stato russa Ria Novosti e dell’emittente legata al Cremlino Russia Today a Kiev. L’Sbu ha emesso un comunicato in cui rivela che è stata scoperta «una rete di media russi usati da Mosca per la sua guerra ibrida».

«Kiev ha deciso di vendicarsi per l’inaugurazione del ponte sullo stretto di Kerch in Crimea (avvenuta oggi, ndr), hanno fatto irruzione nei nostri uffici, i collaboratori non sono raggiungibili e il sito non viene aggiornato», ha commentato su Twitter la direttrice di Rt Margherita Simonyan. Duro il commento del presidente russo Vladimir Putin che ha definito ‘un oltraggio’ l’operazione. Mosca, ha aggiunto, risponderà ‘in modo speculari’ ma prima si renderà necessario acquisire ‘maggiori informazioni’.

Chiudiamo andando in Spagna, dove il premier Mariano Rajoy ha visto questa mattina alla Moncloa il capo dell’opposizione il socialista Pedro Sanchez per coordinare le posizioni dopo l’elezione ieri del nuovo presidente indipendentista della Catalogna Quim Torra. Secondo ‘Tv3‘, Rajoy e Sanchez non escludono di ripristinare il commissariamento in caso di illegalità da parte del nuovo Govern.

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