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Cronaca che diventa fiction

Ciak: poliziotti dalla penna allo schermo

Intervista a Chiara Tedone giornalista Laureata in Sociologia delle comunicazioni

montalbano
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‘Montalbano sono’

‘Minchia. Che giornata di merda’

Questo potrebbe essere l’ipotetico e alquanto surreale dialogo tra il Commissario Montalbano, nato dalla penna di Andrea Camilleri e L’Ispettore Coliandro, partorito dalla mente dello scrittore Carlo Lucarelli.

Questi ovviamente sono solo due dei poliziotti letterario-cinematografici più noti ma, da decenni, la televisione italiana è fitta di divise. Tra poco andranno in onda i nuovi episodi del Commissario Montalbano senior (quello con Luca Zingaretti) su Rai Uno, dopo aver registrato record di ascolti con la seconda stagione di Montalbano junior (con Michele Riondino), ma non solo, canale 5 ha vantato un buon numero di telespettatori con la fiction ‘I misteri di Laura’ con il ritorno di Carlotta Natoli, ex psicologa di Distretto di Polizia dal quale è nato lo spin-off Squadra Mobile. Per aumentare la confusione, una delle protagoniste di Squadra Mobile era Marta Zoffoli nonché giudice della fiction, sempre TaoDue ‘Squadra Antimafia’.

La confusione regna sovrana, se si guarda la pubblicità sbadatamente è facile confondersi, specie un pubblico poco attento che potrebbe scambiare fiction e trama ma, calma, è tutto molto più semplice del previsto, gli attori si riciclano (è il loro lavoro in fin dei conti) i telespettatori si adeguano anche perché, se così non fosse, non sarebbe possibile spiegare il fenomeno delle divise che spopolano su tutti i canali.

Poliziotti, carabinieri, a volte la marina e poche fiamme gialle. Come mai? Gli scrittori non sono interessati agli affari tributari dello stato? La cronaca nera fa più gola e più audience? Probabilmente si visto che oggi il ‘turismo-macrabo’ (ovvero l’andare in vacanza dove si è registrata una tragedia, una calamità naturale) è la moda del momento. La cronaca nera regala la storia, la trama per gli scrittori, poliziotti, commissari, anzi, vice questori aggiunti, spopolano e le tragedie permettono di creare film e fiction.

Per capire meglio questo fenomeno mediatico abbiamo intervistato Chiara Tedone Laureata in Sociologia delle comunicazioni presso l’università “La Sapienza”, Giornalista pubblicista e ideatrice del blog ‘mammachebello.it’

 

Dottoressa perché in televisione spopolano i commissari o comunque i poliziotti?

Il successo delle fiction poliziesche si deve principalmente al fatto che queste risvegliano passioni, formano identità, creano divi o meglio eroi del piccoli schermo. Poliziotti, carabinieri, militari sono addestrati per essere eroi e difensori del bene. Sono i fedeli servitori della legge. Sono modelli di riferimento dell’onestà, del bene e della lealtà, ideali ormai rari nella società odierna. I poliziotti, i carabinieri rispondono al desiderio di riscoprire il bene, l’onestà, rispondono al bisogno di legalità che tanto manca al nostro Paese. Quello che nella realtà non si riesce a trovare (lealtà, onestà, dedizione, passione), lo si ricerca nelle storie della fiction dove i moderni eroi comuni lottano contro i mali della società. Ma non sono più eroi singoli, ma eroi “corali”, il commissariato diventa il protagonista, con un certo numero di poliziotti impegnati nelle indagini e nella soluzione delle vicende professionali ma ancora private, come uomini comuni. I protagonisti della fiction sono figure sociali classiche, paterne e rassicuranti.

Polizia, Carabinieri, reparti speciali. Pochissime le serie tv che hanno come protagonisti uomini e donne delle fiamme gialle. Secondo lei perché?

La Guardia di Finanza è vittima di uno stereotipo sociale che la raffigura soltanto in imprese che sono poco “gradite” al cittadino medio e che sono percepite come negative, non certo come eroiche: verifiche fiscali oppure verbali per mancata emissione degli scontrini. Questo sicuramente non aiuta la realizzazione di fiction con personaggi delle fiamme gialle, anche se in passato ci sono state alcune fiction che hanno avuto l’obiettivo di rafforzare il senso di sicurezza nei cittadini.

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Un commento su “Ciak: poliziotti dalla penna allo schermo”

  1. patrizio pierozzi scrive:

    … finalmente in programma qualcosa per cui meriti il pagamento del canone tv. naturalmente,secondo i miei gusti….

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