giovedì, maggio 24

Chicchrichì sul letamaio ‘Galli ‘ncoppa ‘a munnezza’, fieri su quello che loro stessi hanno determinato

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Come ‘i galli ’ncoppa ’a munnezza del detto napoletano (da quelle parti si usa attribuirlo a chi si dà arie senza motivo, supponenti pur non in condizioni da giustificare un simile scostumato comportamento), così i politici italiani strillano il proprio trionfale «Chicchirichì» in piedi sul letamaio che loro stessi hanno orgogliosamente, e con scarse eccezioni, creato.

Il Re è nudo (e non è un bello spettacolo)’ scrivevamo su ‘L’Indro’ il 4 maggio 2018. Il ‘Re’ della politica, che orgogliosamente reca in parata le proprie pudenda scoperte pretendendo che il popolo applauda estasiato il procedere suppostamente vestito di inesistenti abiti dorati. E che si rivela invece in tutta la sua meschina realtà. ‘Il Re è nudo, e non è un bello spettacolo’ è ormai più che una boutade una fotografia di quanto quotidianamente accade, ed è ormai di comune evidenza. E’ proprio la ‘politica’ in quanto tale ad essere un ‘Re nudo’, come nella favolistica ‘I vestiti nuovi dell’imperatore’ di Hans Christian Andersen. La politica vale a dire la forma più alta (teoricamente ed in alcuni sani e rari casi anche praticamente) di impegno per il bene comune e di dedizione agli altri. Una politica, italiana in questo caso, che mostra purtroppo la propria pochezza, anche e specialmente in questi giorni, divenuti ormai mesi, di formazione del nuovo Governo. E allora non c’è da meravigliarsi se il qualunquismo da Osteria (senza alcuna offesa per la meritoria Istituzione), quello di chi ha in tasca soluzioni semplici anzi semplicistiche per problemi complessi quindi irrealistiche e pericolose, quello di chi ritiene che «Tanto sono tutti uguali» prenda il sopravvento. (E quando tira una brutta aria, ma brutta brutta brutta, i cattivi odori si sentono pure sopravvento).

Abbiamo provato a spiegarlo nel dettaglio, affrontando la questione da un’altra ma non troppo dissimile prospettiva, anche in ‘Nasce il Governo voluto da Renzi’ (‘L’Indro’ 14 maggio 2018) riguardo all’attività politica ed ancor più alla personalità dell’ex Presidente del Consiglio. «Dalla battaglia in corso, e dai comportamenti ‘scostumati’ tenuti senza nessun rispetto per nessuno, risulta ancor più evidente come Renzi sia un uomo totalmente pieno di sé stesso. Come ribadisce ad ogni piè sospinto con il suo «Io, io, io, io, io…» e poi (forse) gli altri. E quando non è l’’io’, è il pronome personale ‘me’. «Me, me, me, me…». E’, insomma, pieno di ‘Io’ e ancor più pieno di ‘Me’. Renzi è davvero un uomo di me». Renzi non è un unicum: è solo il più rappresentativo di un’intera schiera e schiatta di ‘politici di me’.

Tanti galli vanno dunque ripetendo il proprio osceno e sconcertante «Chicchirichì» in mezzo al pollaio che loro stessi hanno devastato. Sino a che un ragazzino, ‘il popolo’, ‘la gente’ o magari ‘la ggente’, (vecchie categorie che ben intese e riprese hanno significato forte e sano), più stufa che mai, e già prima non è che fosse molto soddisfatta, si rialzerà di nuovo a dire che il Re è nudo, e il gallo puzza, e che arrancano emettendo peti flatulenti da tutti gli orifizi pretendendo siano venticelli benodoranti. Ne avrebbe, avremmo, tutto il diritto di farlo. Forse, ancor di più, il dovere.

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