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Cina a caccia di affari in Africa: l’Europa è avvertita L'espansione cinese nel continente africano fra opportunità di sviluppo e minaccia del debito
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L’Africa nelle mire dell’espansione cinese. Espansione a tutto tondo attraverso investimenti mirati, finanziamenti, gestione delle materie prime agricole e industriali e iniziative in campo sociale, quest’ultimo, strumento di soft power di grande importanza. Pechino costituisce quindi un fondamentale concorrente dell’Unione Europea, chiamata ad un ‘ritorno’ economico in Africa non più rinviabile.

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Gli immigrati africani? disertori, in un continente destinato a finire Le verità lapalissiane, difficili da dire e ingoiare, sull’immigrazione africana in Europa e sul futuro del Vecchio Continente, nelle parole di una nota attivista della Repubblica Democratica del Congo
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Chi giunge in Europa dall’Africa? La maggioranza appartiene alla piccola e media borghesia africana. Per fermarli state finanziando Paesi che con i vostri soldi comprono armi con le quali seminano morte nelle vostre città

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Caro Renzi, la cooperazione non è la risposta all’immigrazione
La cooperazione negli ultimi 30 ha fallito il suo obiettivo di sviluppo nel Terzo Mondo; l’unico strumento in grado di creare benessere è l’industrializzazione, che stanno portando Cina e Russia, non l'Italia, non l'Europa
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I flussi migratori diminuiranno entro i prossimi 10 anni, non grazie alla Cooperazione Internazionale, ma all’industrializzazione offerta da Cina e Russia, l’Europa emigrerà in Africa. Fantascienza? No, la verità che né Renzi né la destra vi dirà mai. Wait and see!

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Il Dragone Rosso controlla l’Africa?
La rivoluzione industriale promossa dalla Cina, unitamente al progetto della nuova via della seta, assicurerà al Dragone Rosso il controllo dell’Africa, ma salverà l'Africa?
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Nel prossimo decennio l’Occidente dovrà affrontare una sfida storica, e forse persa in partenza. Un blocco economico e politico sino-africano basato sul Nuovo Ordine Mondiale proposto da Pechino. Alcuni punti deboli non mancano

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Delocalizzazione cinese in Africa, ed è subito rivoluzione industriale africana
Nel 2016 gli investimenti statali e privati cinesi ammontavano a 130 miliardi di dollari, creati 500.000 nuovi posti di lavoro. La via della seta africana alla radice dello sviluppo industriale del continente
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La delocalizzazione industriale della Cina creerà uno stato di sudditanza economica dei Paesi africani? distruggerà gli imprenditori africani?

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Africa: One Belt One Road ha scalciato l’economia coloniale
Dopo tre secoli di economia coloniale dell’Occidente, Pechino ha fatto voltare pagina al continente e la rivoluzione industriale africana è decollata
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Quelle che erano considerate ‘cattedrali nel deserto’, le prime realizzazioni cinesi nel continete, ora verranno inserite nel progetto mondiale di infrastrutture varato dalla Cina, New Silk Road Economic Belt

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Ostacoli e sfide lungo la via della seta africana
I conflitti sociali e politici locali scatenati dai progetti OBOR, le difficoltà dei governi africani a sostenere la loro quota di costi, gli equilibrii con l'Occidente: il lato B della promettente via della seta
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Sulla via della seta africana vi sono in corso 7 conflitti, a breve la Cina sarà costretta abbandonare la sua politica di non interferenza per tentare di risolvere le guerre civili nei Paesi africani collegati ai progetti OBOR

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La via africana della seta: la Cina di OBOR si prende il continente
Tre i Paesi africani inclusi nel progetto: Gibuti, Egitto, Kenya, individuati per le loro strategiche posizioni geografiche. Fungeranno da porte che poi si collegheranno con le infrastrutture realizzate o in fase di realizzazione e finanziate con investimenti non collegati OBOR
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La via della seta africana comprime, in una morsa d’acciaio, le potenze occidentali, e ha creato le condizioni per il Mercato Unico Africano, un progetto politico-economico essenziale al riscatto economico dell’Africa e che ridurrà sensibilmente le materie prime dirette in Occidente