Navigazione: Speciale CinAfrica

Summit BRICS: l’Africa prima di tutto La guerra commerciale americana contro la Cina potrebbe danneggiare il libero commercio mondiale dei Paesi africani, nel contesto dei quali la Cina, anche nome dei BRICS, punta fondi e sforzi politici enormi
di

Obiettivo: elevare il continente a quarto polo industriale ed economico mondiale, nella consapevolezza che nel prossimo decennio una dura lotta economica, politica e militare verrà giocata in Africa, da una parte Europa e USA, dall’altra Cina e gli altri BRICS

Cina a caccia di affari in Africa: l’Europa è avvertita L'espansione cinese nel continente africano fra opportunità di sviluppo e minaccia del debito
di

L’Africa nelle mire dell’espansione cinese. Espansione a tutto tondo attraverso investimenti mirati, finanziamenti, gestione delle materie prime agricole e industriali e iniziative in campo sociale, quest’ultimo, strumento di soft power di grande importanza. Pechino costituisce quindi un fondamentale concorrente dell’Unione Europea, chiamata ad un ‘ritorno’ economico in Africa non più rinviabile.

Gli immigrati africani? disertori, in un continente destinato a finire Le verità lapalissiane, difficili da dire e ingoiare, sull’immigrazione africana in Europa e sul futuro del Vecchio Continente, nelle parole di una nota attivista della Repubblica Democratica del Congo
di

Chi giunge in Europa dall’Africa? La maggioranza appartiene alla piccola e media borghesia africana. Per fermarli state finanziando Paesi che con i vostri soldi comprono armi con le quali seminano morte nelle vostre città

Caro Renzi, la cooperazione non è la risposta all’immigrazione
La cooperazione negli ultimi 30 ha fallito il suo obiettivo di sviluppo nel Terzo Mondo; l’unico strumento in grado di creare benessere è l’industrializzazione, che stanno portando Cina e Russia, non l'Italia, non l'Europa
di

I flussi migratori diminuiranno entro i prossimi 10 anni, non grazie alla Cooperazione Internazionale, ma all’industrializzazione offerta da Cina e Russia, l’Europa emigrerà in Africa. Fantascienza? No, la verità che né Renzi né la destra vi dirà mai. Wait and see!

Il Dragone Rosso controlla l’Africa?
La rivoluzione industriale promossa dalla Cina, unitamente al progetto della nuova via della seta, assicurerà al Dragone Rosso il controllo dell’Africa, ma salverà l'Africa?
di

Nel prossimo decennio l’Occidente dovrà affrontare una sfida storica, e forse persa in partenza. Un blocco economico e politico sino-africano basato sul Nuovo Ordine Mondiale proposto da Pechino. Alcuni punti deboli non mancano

Africa: One Belt One Road ha scalciato l’economia coloniale
Dopo tre secoli di economia coloniale dell’Occidente, Pechino ha fatto voltare pagina al continente e la rivoluzione industriale africana è decollata
di

Quelle che erano considerate ‘cattedrali nel deserto’, le prime realizzazioni cinesi nel continete, ora verranno inserite nel progetto mondiale di infrastrutture varato dalla Cina, New Silk Road Economic Belt

Ostacoli e sfide lungo la via della seta africana
I conflitti sociali e politici locali scatenati dai progetti OBOR, le difficoltà dei governi africani a sostenere la loro quota di costi, gli equilibrii con l'Occidente: il lato B della promettente via della seta
di

Sulla via della seta africana vi sono in corso 7 conflitti, a breve la Cina sarà costretta abbandonare la sua politica di non interferenza per tentare di risolvere le guerre civili nei Paesi africani collegati ai progetti OBOR

La via africana della seta: la Cina di OBOR si prende il continente
Tre i Paesi africani inclusi nel progetto: Gibuti, Egitto, Kenya, individuati per le loro strategiche posizioni geografiche. Fungeranno da porte che poi si collegheranno con le infrastrutture realizzate o in fase di realizzazione e finanziate con investimenti non collegati OBOR
di

La via della seta africana comprime, in una morsa d’acciaio, le potenze occidentali, e ha creato le condizioni per il Mercato Unico Africano, un progetto politico-economico essenziale al riscatto economico dell’Africa e che ridurrà sensibilmente le materie prime dirette in Occidente