Navigazione: Speciale Indipendenza della Catalogna

Quelli che…l’indipendenza della Catalogna NON la vogliono Ecco le organizzazioni che danno voce a questa 'maggioranza silenziosa'
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Molti catalani contrari all’indipendenza dicono di tacere in pubblico a causa della forte pressione sociale per l’indipendenza. I sondaggi segnalano un’opinione pubblica divisa e, secondo alcuni sondaggi, prevalgono coloro che vogliono rimanere in Spagna. Univoci sono i sondaggi sullo svolgimento del referendum: l’80% della popolazione catalana vuole votare, indipendentemente dal cosa intenda votare.

Quelli che … l’indipendenza della Catalogna la vogliono Chi c’è dietro la mobilitazione per l'indipendenza della Catalogna
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Centrali nel desiderio indipendentista le organizzazioni della società civile: Catalan National Assembly (Assemblea Nazionale Catalana – ANC) e Omnium Cultural. Finanziate da privati, si presentano come organizzazione indipendenti e hanno avuto un ruolo di primo piano nell’organizzare le grandi manifestazioni di questi ultimi anni a Barcellona.

Diada: dalla caduta all’indipendenza La memoria, la Nazione; le identità regionali che si fanno nazionali. Ne parliamo con Alison Ribeiro de Menezes, Direttrice della Scuola di culture e linguaggi moderni dell’Università di Warwick
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L’idea tutta catalana di celebrare la propria festa nazionale nel giorno della sconfitta storica, “un’anomalia” o un modo per ribadire “la volontà di esistere” della comunità. Dal 2012 i colori dell’Estelada, vessillo degli indipendentisti, riempiono i contorni di una ricorrenza antica che i nuovi secessionisti hanno saputo tradurre con successo nel linguaggio della modernità

Catalogna al referendum, chi lo vuole e chi lo osteggia Intervista esclusiva con Victor Solé, Responsabile delle Relazioni Internazionali per il Col-legi del Politòlegs i Sociòlegs de Catalunya
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‘L’indipendenza comporterebbe una sua accettazione come ente, o entità, distinta dentro la Spagna, con la sua conseguente possibilità di poter gestire le proprie competenze fiscali, economiche, finanziarie e culturali, senza alcuna ingerenza da parte dell’amministrazione statale’