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Flat tax? No grazie. E perché mai dovremmo copiare dagli ultimi della classe? La flat tax è utilizzata in molti Paesi considerati paradisi fiscali, in alcuni Paesi dell’Europa dell’Est e in Russia, dove evasione ed economia sommersa raggiungono livelli inquietanti.
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Se concentriamo l’attenzione sui Paesi che più ci interessano e cioè i Paesi europei e la Russia, notiamo che i Paesi che hanno adottato la tassazione flat sicuramente non sono i più virtuosi.

Dazi: tra i due litiganti, USA e Cina, l’Italia potrà godere? L’export italiano ci guadagnerà dai dazi americani alla Cina e da quelli cinesi agli USA? Come?Gli effetti saranno duraturi? Ne parliamo con Romeo Orlandi, Vicepresidente di Osservatorio Asia e Stefano Da Empoli, Presidente e Fondatore del think tank I-Com
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“In Cina esistono grandi opportunità per il Made in Italy, ma bisogna uscire da una logica di eccessiva attesa”, qualche opportunità anche per la meccanica strumentale e i beni strumentali in generale”

Competizione fiscale: un gioco a somma zero Chi vince e chi perde dalla corsa generalizzata all'abbassamento delle tasse
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Il Tcja, con misure quali il taglio radicale della corporate tax e l’esenzione dei dividendi e delle plusvalenze sulle cessioni di partecipazioni, va ad allargare la frattura tra Stati Uniti ed Unione Europea proprio nel momento in cui gli Usa appaiono sempre meno inclini a sostenere i costi impliciti (come la Nato) della propria supremazia geopolitica

La Thailandia ha perso terreno in competitività: ora corre ai ripari Le leggi thailandesi molto restrittive nei confronti dei prodotti e delle imprenditorie straniere finora si sono rivelate un boomerang negativo per l’Economia thailandese
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La Thailandia ha da lungo tempo leggi molto restrittive nei confronti nei prodotti importati, soprattutto dall’Occidente e nei confronti della imprenditoria mondiale interessata ad investire in territorio thailandese.

La ricetta del Portogallo per uscire dalla crisi: più sinistra, meno austerity Sette anni fa era in bancarotta, oggi cresce al doppio dell’Italia. Merito di un Governo capace di aumentare stipendi e pensioni e insieme ridurre il deficit
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2011: il Portogallo in bancarotta accetta un prestito dal FMI e dalla BCE di 78 miliardi di euro. Il costo di quest’operazione saranno anni di austerity. Con l’arrivo al Governo di un’inedita coalizione di Sinistra guidata da Antonio Costa avviene la svolta