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Rischio default e Governo in esilio: la morsa che può strangolare il Venezuela L'insediamento a Washington del Tribunale di Giustizia, composto dai magistrati oppositori del regime, e lo spettro del default finanziario rendono ancora più incerto il futuro del Paese.
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L’economia allo sbando, il rischio di un default sovrano e lo spettro di un Governo in esilio. Queste le maggiori incognite nel futuro del dittatore venezuelano  Nicolas…

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Forum economico eurasiatico: tanta voglia di Russia! Record di presenze per le imprese italiane al summit che si terrà tra oggi e domani a Verona e che molto potrebbe dire sul futuro delle relazioni Italia-Russia
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L’evento molto potrebbe dire sulla direzione che prenderanno i rapporti economici tra Italia e Russia, lo garantisce la firma che il Forum porta, quella di Antonio Fallico, da sempre ‘uomo di cerniera’ tra il Cremlino e i poteri forti economici e politici italiani

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Il falso mito del debito pubblico Il debito pubblico italiano è arrivato a toccare i 2200 miliardi. I governi si affannano per tagliare quanto più possibile dalla spesa pubblica e ridurre così il debito. Ma tutti questi sacrifici sono davvero necessari?
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Da vent’anni a questa parte la questione dell’enorme debito pubblico italiano è tra le priorità dell’agenda dei vari governi che si sono succeduti a Palazzo Chigi. In un periodo così difficile il taglio della spesa pubblica può effettivamente sembrare una misura efficace e credibile per risanare l’economia. Ma è davvero questa la soluzione migliore? Molti economisti vedrebbero di buon’occhio un rovesciamento di prospettiva, in cui gli Stati, anzichè tagliare, investono nella spesa pubblica e nei servizi al cittadino.

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Bitcoin salverà il Venezuela? Per poter superare la crisi economica, hanno pensato di utilizzare la moneta elettronica creata nel 2009 da Nakamoto
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Il fatto che questa moneta non sia sotto il controllo governativo spaventa tutte quelle Nazioni con una forte banca centrale, ma per i Paesi con una valuta in netto declino, i bitcoin sono indispensabili per favorire una rapida ripresa dell’economia

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Sanzioni UE e contro-sanzioni russe: più fumo che arrosto Ecco perchè non hanno fatto troppo male: quelle UE sono a maglie larghe, riguardano settori molto specifici che non colpiscono la Russia dove più potrebbero far male; la Russia ha importato meno da tutti i Paesi partner causa la crisi, non le sanzioni
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Nel 2014 il volume dell’import russo è stato di 9.5 miliardi di euro, nel 2015 è sceso a 7.5 miliardi e poco più di 7 miliardi nel 2016, nel 2015 e 2016 il volume dell’interscambio russo è stato molto più basso anche con Paesi considerati meno ostili come la Cina o la Turchia, l’import russo ha registrato nell’anno di riferimento dati negativi, rispettivamente il 16 e il 23 per cento in meno

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