mercoledì, gennaio 17

Catalogna: spiccato mandato d’arresto europeo per Puigdemont Anche per gli altri 4 fuggiti in Belgio mandato d’arresto. Notte in galera per gli 8 rimasti a Barcellona

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«Ho appena appreso dal mio cliente che è stato emesso il mandato di arresto per il Presidente», Carles Puigdemont, «e quattro dei suoi Ministri che sono in Belgio», Clara Ponsati, Antoni Comin, Lluis Puig e Meritxell Serret. L’annuncio è stato dato ieri in tarda serata, alla televisione di Stato belga ‘VRT’, da Paul Bekaert, avvocato del Presidente deposto della Catalogna, scappato in Belgio e, di fatto, per il sistema giudiziario spagnolo, irreperibile.
In precedenza fonti spagnole avevano detto che il giudice della Audiencia Nacional, Camern Lamela, che, sempre ieri, ha fatto arrestare 8 ex membri del Governo catalano, avrebbe deciso solo oggi se accogliere o meno la richiesta della procura di spiccare un mandato d’arresto europeo per Puigdemont e per i 4 ex membri del suo Esecutivo regionale scappati con lui in Belgio.
«Puigdemont rimarrà qui e ha detto che collaborerà pienamente con le autorità belghe durante la procedura», ha detto l’avvocato Bekaert.

In Spagna, invece, hanno trascorso la notte in galera -gli uomini a Estremera di Madrid, le donne nella prigione femminile di Alcalà, vicino la capitale- Oriol Junqueras, ex vice-Presidente del Governo autonomo della Catalogna, gli ex-Ministri (‘consejeros’) Jordi Turull, Raúl Romeva, Josep Rull, Dolors Bassa, Meritxell Borrás, Joaquim Forn e Carles Mundó.  Il provvedimento è stato emesso dalla giudice Carmen Lamela, della ‘Audiencia nacional’, l’Alta corte spagnola. Lunedì, era stata la procura di Madrid a chiedere al tribunale l’incriminazione di Puigdemont e degli altri principali responsabiili politici della Generalitat catalana, per ribellione, sedizione e malversazione.
Lamela ha decretato, inoltre, l’arresto dell’ex-Ministro Santi Vila, che si era dimesso poche ore prima della dichiarazione dell’indipendenza da parte del Parlamento, arresto eludibile dietro il pagamento di una cauzione da 50mila euro, che Vila si è rifiutato di pagare per solidarietà verso i suoi ex colleghi di Governo, decidendo di andare in carcere come gli altri 7.

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