mercoledì, settembre 19

Catalogna: oggi al voto per provare a capire quale futuro l’attende 5,5 milioni di catalani oggi chiamati a eleggere 135 deputati del prossimo Parlamento regionale dando indicazioni per il futuro del processo di indipendenza

0

5.553.983 di cittadini catalani (di cui 224.844 registrati all’estero, il 4,04% del totale) oggi sono chiamati a eleggere i 135 deputati del prossimo Parlamento regionale della Catalogna e con il loro voto dare una indicazione su quello che dovrà essere il futuro del processo di indipendenza che ha sconvolto il panorama politico del Paese negli ultimi mesi.

Una quasi viglia di Natale anomala per le elezioni più anomale della storia della Catalogna. Mai lo Stato spagnolo aveva sciolto un Governo regionale ricorrendo all‘articolo 155 della Costituzione. E mai era accaduto che parte dei candidati affrontassero la campagna elettorale da dietro le sbarre, come nel caso di molti dirigenti indipendentisti, o dall’estero come l’ex Presidente regionale Carles Puigdemont. L’affluenza, secondo i sondaggi, sarà altissima, pari a circa l’80%. 3.500 uomini della Guardia Civil dispiegati per garantire la sicurezza del voto.

11 le liste in gara. Le principali quattro sono l’Erc (Esquerra repubblicana) di Oriol Junqueras, e Junts per Catalunya, di Carles Puigdemont, fra i secessionisti, mentre in campo unionista spiccano Ciudadanos, di Ines Arrimada, e Partit dels Socialistes de Catalunya (PSC) di Miquel Iceta.

Per aggiudicarsi il controllo del Parlamento catalano (il ‘Parlament’) servono 68 seggi dei 135 in palio. Secondo i sondaggi sia i secessionisti che gli unionisti dovrebbero rimanere sotto questa soglia.

Due visioni opposte del futuro politico della Catalogna e della Spagna si contrappongono oggi. Da una parte il blocco indipendentista che si presenta con tre liste separate, la Junts per Catalunya, la Esquerra Republicana e la CUP, che rivendica il cammino verso l’indipendenza che potrebbe prevalere in termini assoluti ma perdere la maggioranza dei seggi conquistata alle elezioni del 2015. Dall’altra il blocco costituzionalista, composto dalle forze politiche tradizionali, socialisti e popolari in testa, e che vede una netta prevalenza dei moderati di Ciudadanos, dati per favoriti nei sondaggi.

Le rilevazioni delle ultime ore prevedono un testa a testa tra i centristi di Ciudadanos e la sinistra indipendentista di Esquerra Republicana, con i primi avanti per numero di voti e i secondi in vantaggio per quanto riguarda i seggi. Ma lasciano anche intravedere ipotesi di maggioranze più o meno eterogenee in bilico, con scenari di governabilità molto incerti. Secondo un modello elaborato dal quotidiano ‘El Pais‘ sulla base di alcune decine di sondaggi, Ciudadanos dovrebbe diventare primo partito in termini percentuali con il 23,3% dei consensi, subito davanti a Esquerra Republicana (Erc) che otterrebbe il 22,2%.
Il partito di Carles Puigdemont, Junts per Catalunya, si attesterebbe al 17,7%, i socialisti catalani del Psc al 15,3%, Em Comu’ Podem (la componente catalana di Podemos, partito della sindaca di Barcellona, Ada Colau) all’8%, la sinistra radicale della CUP al 6,2% e infine il Partito Popolare al 5,5%. Se Ciudadanos risulta primo in termini assoluti, le cose cambiano in termini di seggi attribuiti.
La differenza tra voti e seggi è dovuta al metodo d’Hondt che caratterizza il sistema elettorale catalano: Barcellona elegge 85 deputati, Tarragona 18, Girona 17, Lleida 15. I seggi a Girona, Lleida e Tarragona si ottengono con meno voti rispetto a Barcellona e poichè i partiti indipendentisti sono più forti in provincia che nell’area metropolitana, i risultati in termini di seggi attribuiti sono migliori anche in presenza di un numero di voti inferiore.

Sul processo elettorale pesa il timore degli hacker. Il Governo spagnolo ha annunciato una serie di misure per scongiurare la possibilità di interferenze informatiche o altri brogli. Lo spoglio delle schede non sarà elettronico ma manuale e i presidenti di seggio informeranno dei risultati per via telefonica un’azienda privata incaricata dal Governo, che aggiornerà i conteggi in tempo reale; per le 22, due ore dopo al chiusura dei seggi, la percentuale del voto scrutinato dovrebbe aggirarsi attorno all’80%. Gli indipendentisti dispiegheranno oltre 4mila volontari per unriconteggio parallelo’, trasmetteranno l’esito del voto nei singoli seggi (circa 2.700) a un centro dati a Barcellona per assicurarsi che non vi siano discrepanze con i dati ufficiali.
Lo scrutinio ufficiale da parte del Governo inizierà il 24 dicembre e in risultati definitivi dovrebbero essere pubblicati nel giro di tre giorni. Non sono previsti exit poll alla chiusura dei seggi.
Madrid ha organizzato un sistema per tracciare delle potenziali ‘fake news’, secondo fonti vicine al Governo: i media potrebbero essere perseguiti illegalmente in caso di pubblicazione di notizie manifestamente false, mentre i siti web responsabili potrebbero essere bloccati.

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Commenti

Condividi.

Sull'autore