sabato, giugno 23

Catalogna: chiesto l’arresto di Carles Puigdemont e dei quattro consiglieri in esilio in Belgio L' udienza, le misure decise dalla Procura spagnola e le reazioni catalane

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Alla giudice della Audiencia Nacional Carmen Lamela, la Procura spagnola ha chiesto di decidere la detenzione preventiva senza cauzione per tutti i membri del Govern catalano accusati di “ribellione”. Dalla lista, verrebbe escluso l’ex ministro Santi Villa il quale aveva presentato le sue dimissioni il giorno prima della dichiarazione di indipendenza.

Peraltro, la giudice Lamela è la stessa che non più di quindici giorni fa aveva ordinato il carcere preventivo per i leader indipendentisti Jordi Sanchez e Jordi Cuixart con l’ accusa di “sedizione” in relazione alle manifestazioni tenutesi a Barcellona il 20 e 21 Settembre.

A disertare la deposizione, Carles Puigdemont, oramai ex Presidente del governo catalano, la cui destituzione è avvenuta non appena Madrid ha attivato l’ articolo 155 della Costituzione spagnola. L’ ex capo della Generalitad, come era stato annunciato dall’ avvocato belga Paul Bekaert, è rimasto in Belgio, dove era arrivato lunedì sera con altri quattro “ministri” – Antoni Comín, Clara Ponsatí, Lluís Puig, Meritxell Serret– affermando di essere ancora parte del “legittimo governo” in esilio. Da Bruxelles, Puigdemont, nella serata di ieri, aveva fortemente criticato il “processo politico” che sta avvenendo in Spagna. 

A giungere per primo all’ Audiencia Nacional, il Vicepresidente catalano destituito, Oriol Junqueras, che ha fatto scena muta.  Stessa linea è stata adottata da sette ex ministri del governo di Barcellona: tra questi, il Ministro dell’Interno Joaquim Forn,  il Portavoce del Governo Regionale Jordi Turull, il Ministro degli Affari Esteri Raul Romeva.

«Torniamo a casa. Grazie a tutti per il lavoro, il sostegno e lo sforzo. Tutto il sostegno ai membri del Consiglio che dichiarano all’ Osservatorio Nazionale» ha twittato la Presidente del Parlamento catalano Carme Forcadell a pochi minuti dall’ uscita dall’ udienza.  A comparire anche cinque componenti della Mesa del Parlament de Catalunya, Ramona Barrufet, Lluís María Corominas, Lluis GuinóJoan Josep Nuet e Anna Simó.

Solamente a Santi Villa è stato concesso il rilascio in libertà condizionata, previa il pagamento di una cauzione di ben 50 mila euro. A motivare questa scelta, il fatto che Villa è stato l’unico a rispondere, per circa quaranta minuti, alle domande postegli in aula. «La giustizia non può essere strumento x per la vendetta politica! Il sostegno ai membri dell’Ufficio di presidenza e del governo oggi affrontano petizioni di 30 anni di carcere» ha scritto in un tweet Ada Colau

Una volta conclusasi l’ udienza, il giudice Pablo Llarena ha ordinato su richiesta della procura la vigilanza di polizia per Forcadell e per altri cinque indagati. Slittata, invece, la deposizione al 9 novembre. Data che è stata definita a causa del rinvio chiesto dai difensori degli imputati per l’ eccessiva esiguità dei tempi concessi per mettere insieme una strategia difensiva in vista degli interrogatori. Pesanti i capi di imputazione: ribellione, sedizionemalversazione di fondi pubblici per la realizzazione del referendum del 1 Ottobre. Il giudice ha fissato una garanzia di 6,2 milioni di euro per tutti i membri del consiglio, che devono pagare entro tre giorni se non vogliono che il sequestro dei propri beni. 

Si è concluso, proprio alle 14.30, l’ingresso di agenti della Guardia Civil nella stazione di polizia del Mossos d’Esquadra de Lleida per chiedere informazioni sulle comunicazioni della polizia catalana relative ai voti del 1 ° ottobre.

L’ufficio del Procuratore ha, dunque, chiesto l’arresto di Puigdemont e dei quattro consiglieri in Belgio. Il procuratore Miguel Ángel Carballo ha chiesto che siano arrestati rifiutando la videoconferenza proposta dai loro avvocati.

L’internazionalizzazione del processo avrà un buon obiettivo nel ruolo di Carles Puigdemont a Bruxelles. Faremo uno specchio alla giustizia spagnola di Bruxelles, affinché la giustizia spagnola si possa vedere come quello che è: un esempio totalmente sottomesso e un braccio esecutivo del potere esecutivo spagnolo “, ha detto Salellas dopo aver partecipato alla riunione convocata da ANC e Òmnium nella Plaza de Sant Jaume di Barcellona

Il procuratore federale belga ha detto di essere in attesa e che “verrà applicata la legge” qualora le autorità giudiziarie spagnole emanino un ordine europeo per la detenzione e la consegna dell’ex presidente della Generalitat della Catalogna, Carles Puigdemont. «Posso solo dire che la legge sarà applicata, se riceveremo questo mandato di arresto. Non possiamo fare ulteriori osservazioni». Il ministero federale di bilancio sarebbe l’autorità belga che dovrebbe ricevere l’ordine di detenzione europeo per conto della giustizia spagnola.

Il giudice della Corte Nazionale di Giustizia Carmen Lamela ha chiesto l’ arresto dell’ex vicepresidente della Generalitat de Catalunya, Oriol Junqueras e sette altri consiglieri dell’Esecutivo autonomo: Meritxell Borrás, Jordi Turull , Raül Romeva , Josep Rull, Carles Mundó , Joaquim Forn e Dolors Bassa. “Il Governo avrebbe utilizzato il Parlamento per approvare leggi apertamente illegali e incostituzionali; con associazioni come ANC e Òmnium che fungevano da braccio civile della Generalitat; e con alcuni Mossos d’Esquadra che avrebbero permesso alle mobilitazioni di sostenere il referendum del 1 ° ottobre” sarebbe la motivazione addotta dalla giudice.

Tra le prime reazioni, quella dell’avvocato spagnolo di Puigdemont, Jaume Alonso-Cuevillas, che ha affermato, via twitter: “Prigione per tutti, sentimento di grande ingiustizia, giornata molto triste per la democrazia“. Sempre su twitter , la stessa insofferenza è stata espressa dal deputato del CUP Mireia Boya Busquets : “Il governo legittimo alla prigione è uno stato fascista, se normalizziamo, annulliamo noi stessi come popolo“. 

L’ Assemblea catalana ha convocato delle manifestazioni alle 19:00 nelle piazze dei consigli comunali della contea e davanti al Parlamento dopo che il giudice ha decretato il carcere incondizionato per Junqueras e l’intero governo ha smesso di meno di Santi Vila.

Alle 19.30 Ada Colau farà una dichiarazione riguardo alla carcerazione incondizionata per tutto il Governo.

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