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California, un business di 4 miliardi di dollari con la marijuana legalizzata

A novembre 76 milioni di americani voteranno per la liberalizzazione della cannabis per uso ricreativo

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Novembre sarà un mese fondamentale per gli statunitensi: non solo saranno chiamati a votare il loro prossimo presidente ma dovranno anche esprimersi su ben 165 referendum locali, che coinvolgeranno 35 Stati ed un totale di più di 200 milioni di elettori.

Il più mediatico di questi referendum è sicuramente quello sulla legalizzazione della marijuana per uso ricreativo.  Già liberalizzata nel 2012 in Colorado e nello Stato di Washington, oggi la marijuana potrebbe diventare legale anche in altri 5 stati, il Maine, il Nevada, il Massachusetts, l’Arizona e soprattutto la California (mentre in Florida, Arkansas e North Dakota si voterà la proposta di legge per la legalizzazione a fini terapeutici).

Se i risultati delle elezioni confermeranno i sondaggi, dal 2017 quasi un quarto della popolazione USA vivrà in uno stato dove il consumo di cannabis è pienamente legale e regolarizzato.

Notevoli anche i possibili impatti economici della legalizzazione: secondo uno studio dell’University of the Pacific di Stockton solo in California si creerebbero almeno ventimila nuovi posti di lavoro riconducibili all’industria della marijuana, che riuscirebbe a generare un fatturato di almeno 4 miliardi di dollari. Naturalmente le stime considerano uno scenario di piena liberalizzazione dell’uso ricreativo della cannabis, e gli stessi ricercatori responsabili dello studio sottolineano che, in caso di limitazioni riguardanti il numero ed il tipo di attività connesse al business della marijuana, i ricavi potrebbero scendere fino a 322 milioni di dollari, con 1600 posti di lavoro generati.

Comunque la si veda, un business mastodontico che sarebbe impensabile lasciare nelle mani della criminalità organizzata.

 

(video tratto dal canale youtube di Wochit Business)

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