martedì, luglio 17

Cade un altro Eurofighter, questa volta in Spagna Nella giornata del Columbus Day o meglio dell'Hispanidad, l'ennesima tragedia dell'aria

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Ieri si è consumato in Spagna il dramma che qualche settimana fa abbiamo vissuto anche in Italia. Un Eurofighter dell’Ejército del Aire è precipitato mentre rientrava alla base di Los Llanos, a sei chilometri da Albacete, dopo aver partecipato, assieme a altri tre caccia uguali, alla parata in occasione della festa nazionale della Hispanidad.
Il velivolo era pilotato dal capitano Borja Aybar García di 34 anni con un’esperienza di 1.238 ore di volo, 681 dei quali a bordo del caccia europeo. Un dispaccio del portavoce del dicastero guidato da María Dolores de Cospedal ha subito comunicato che per l’ufficiale non c’è stato scampo nello schianto, perché non ha avuto il tempo di lanciarsi col paracadute. La notizia era già stata anticipata in un tweet dal Presidente della comunità della Mancia-Castiglia, Emiliano Garcìa-Page e ufficializzata subito dopo. Da fonti governative noi abbiamo appreso che l’aereo è precipitato alle 12,09 nell’area del parco La Pulgosa e naturalmente ancora nessuno si è espresso sulle cause della sciagura.

L’Hispanidad, in un momento così difficile in cui si trova oggi la Spagna con le sue spinte centrifughe, è la comunità formata da tutti popoli e le Nazioni che condividono la sua lingua e la sua cultura. Le 23 Nazioni che ne fanno parte hanno in comune la stessa lingua, con l’eccezione delle Filippine e possono classificarsi in quattro aree geografiche: oltre la parte principale della penisola iberica, l’America Latina e l’Africa ispanofone e l’area del Pacifico che nella giornata del 12 ottobre festeggiano il Columbus Day e la grande scoperta del navigatore genovese che ha portato oro e ricchezza ai Re Cattolici. La comunità è importante: 333 milioni di persone nel mondo hanno come lingua madre lo spagnolo, che si colloca al secondo posto, dopo il cinese, tra le parlate più diffuse del pianeta.

La parata in corso a Madrid era presieduta dal re Felipe IV, in uniforme militare, insieme alla principessa Leonor e l’infanta Sofia. Sulla tribuna di onore erano schierati i presidenti di tutte le comunità autonome, ma oltre a quello della Catalogna, sono rimasti vuoti i posti di Paesi Baschi e Navarra.
Chi sa se almeno per qualche istante le faziosità hanno lasciato posto alla pietà e a un’unità pur così tanto multietnica.

La Spagna ha vissuto un’altra storia tragica con gli Eurofighter nel 2014, che si schiantò mentre tentava di toccare la pista della base aerea di Moron, nei pressi di Siviglia, e anche in quel caso il suo pilota era rimasto ucciso. La base aerea di Morón, val la pena ricordarlo, è condivisa dalla Spagna e dalla forza aerea statunitense, ma solo la Spagna gestisce i jet europei.

Immancabile per il nostro Paese il ricordo di Terracina dove un Eurofighter si è tuffato nella spiaggia antistante il 24 settembre durante un’esibizione molto spinta, senza possibilità di scampo per l’ufficiale che era ai comandi, il cap. Gabriele Orlandi di 36 anni

L’Eurofighter è un velivolo bimotore multiruolo di quarta generazione, con ruolo primario di caccia intercettore e di superiorità aerea. E’ una macchina estremamente agile, progettata per un combattimento aria-aria efficace contro altri aeromobili di pari classe.
Lo scorso anno fu firmato un accordo record dal nostro Paese per la fornitura di 28 caccia Eurofighter al Kuwait, una commessa che per le stime degli analisti è nella parte più alta di unlivello compreso tra 7 ed 8 miliardi di euro.

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