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Burundi: Stato terrorista, obiettivo Rwanda

I terroristi FDLR governano di fatto il Paese. Ecco la ricostruzione della presa del potere

Burundi Rwanda
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Uno Stato terrorista, il Burundi di Pierre NkurunzizaFDLR, il cui obiettivo ultimo è l’annientamento del Rwanda. Per capire cosa sta accadendo bisogna ricostruire le vicende burundesi dal 2014 al dicembre 2015.

Chiamati da Pierre Nkurunziza (all’epoca ancora Presidente legittimo) per aiutare a contenere una eventuale opposizione armata al terzo mandato, i mercenari del gruppo terroristico ruandese Forze Democratiche di Liberazione del Rwanda (FDLR) entrano in Burundi tra il luglio e il settembre 2014. Dopo otto mesi, nel maggio 2015, le FDLR diventano l’ago della bilancia della crisi burundese e l’unica forza in grado di mantenere al potere Nkurunziza, salvandolo da un colpo di Stato. L’importanza dei terroristi ruandesi cresce in maniera potenziale e parallela all’indebolimento del partito di Governo, il CNDD-FDD (Consiglio Nazionale per la difesa della democrazia-Forze per la difesa della democrazia) e dello stesso Nkurunziza.

Tra l’ottobre e il dicembre 2015 le FDLR fanno il salto di qualità. Riescono a prendere il controllo del Paese e a deciderne le sorti. Nkurunziza e il CNDD-FDD diventano attori secondari. Il Presidente illegittimo costretto a nascondersi per sfuggire agli attentati della opposizione armata diventa  ostaggio delle FDLR e l’apparato di partito si trova costretto a giocare un mero ruolo di facciata. L’ascesa al potere delle FDLR cambia lo scenario della crisi burundese e delle sue possibili soluzioni. Anche se la Comunità Internazionale stenta riconoscerlo, d’ora in poi ogni proposta di pace e compromesso avranno come vero interlocutore un gruppo terroristico pericoloso quanto Al Qaeda, Boko Haram e il ISIS-DAESH.
Le FDLR hanno trasformato il Burundi in uno Stato Terrorista su cui grava l’ombra del genocidio. Il primo obiettivo è quello di consolidare il potere in previsione di lanciare il colpo mortale al Rwanda.

Entrando in Burundi, tra il luglio e il settembre 2014, le FDLR si attestano nelle province nord del Paese, ai confini con il Rwanda, i leader politici e militari delle FDLR inizialmente pensano ad un limitato aiuto al regime del CNDD-FDD, azione priva di particolari sforzi. Ben altri sono gli obiettivi. La maggior parte dei terroristi giunti in Burundi servono come onda d’urto per l’invasione del Rwanda. Solo lo stretto necessario rimane presso la capitale, Bujumbura, al fianco di Nkurunziza per coordinare la Polizia e le milizie Imbonerakure, 3.000 persone già addestrate nella provincia del Sud Kivu (Congo) dalle stesse FDLR tra il gennaio e il giugno 2014, sotto gli occhi indifferenti della forza di pace ONU, MONUSCO, con accordo tacito del Governo di Kinshasa.
Tra l’ottobre 2014 e il marzo 2015 le FDLR si concentrano nei preparativi di invasione del Rwanda: studiare i piani d’attacco, rafforzare le cellule terroristiche tramite miliziani infiltrati in Rwanda, raccogliere informazioni sull’Esercito nemico, creare consenso tra le masse rurali hutu. Sforzi che risulteranno ben presto vani. In Rwanda non vi è posto per le FDRL.

I preparativi di invasione progressivamente incontrano le stesse difficoltà riscontrate nei precedenti tentativi attuati dalla frontiera congolese nel 2013 e 2014.  Le cellule terroristiche non riescono inserirsi nel tessuto sociale ruandese. Difficile convincere le masse rurali hutu ad appoggiare i loro piani per rovesciare il regime del presidente Paul Kagame. Una difficoltà che trova origini nel genocidio del 1994. Gli hutu ruandesi delle province del sud adiacenti al Burundi sono stati le vittime preferite dal regime genocidario. Centinaia di migliaia di essi sono stati macellati assieme ai tutsi. Il loro atteggiamento moderato e aperto al dialogo fu etichettato dal regime come una prova di collaborazionismo, divenendo automaticamente i nemici della causa HutuPower. Nessun hutu del sud Rwanda è disposto assecondare coloro che ventidue anni fa massacrarono figli, genitori, parenti accusati di essere filo tutsi.

Contemporaneamente alle difficoltà riscontrare nel piano d’invasione si registra una crescente aggressività da parte del Governo di Kigali. Le FDLR sono l’unico attore che può essere in grado di mettere in causa la stabilità del Governo Kagame. Tra il marzo e l’aprile 2015 l’Esercito ruandese diverse volte valica la frontiera burundese per attaccare le FDLR. Questi raid militari, compiuti da compagnie di commandos, sono stati sempre oggetto di continue accuse da parte dell’allora ancora legittimo Governo di Nkurunziza, ma non saranno mai ammessi da Kigali. Negazione supportata da una evidente omertà dei media internazionali. La stessa omertà che impedisce all’opinione pubblica di apprendere con chiarezza la presenza dei terroristi FDLR in Burundi e il loro ruolo nel dramma. Nel dramma burundese vi è la netta sensazione che molte verità non devono trapelare.

Nel maggio 2015 le FDLR colgono al volo la possibilità di difendere la capitale dal colpo di Stato, tentato da una fazione dell’Esercito contraria a Nkurunziza e fedele ai principi democratici, per abbandonare le postazioni al Nord e attestarsi al Sud e al Centro del Burundi. Si concentreranno prima su Bujumbura per poi espandersi nelle altre due principali città, Gitega e Ngozi. Tra il maggio e l’agosto 2015 i terroristi FDLR sono la punta di diamante per le operazioni di repressione dell’opposizione -popolazione, partiti di opposizione, Società Civile e media indipendenti.

Un lavoro facile e ben organizzato grazie all’esperienza  acquisita dai terroristi ruandesi durante il genocidio del 1994 e in vent’anni di occupazione del est del Congo, costellata da centinaia di massacri di inermi civili.  Le FDLR coordinano gli squadroni della morte, gli attacchi ai quartieri ribelli della capitale, gli omicidi politici. Intervengono anche per far fronte ai primi gruppi armati di opposizione che tentano di organizzarsi a Bujumbura Rural e in altre province del Paese. Giovani male armati e poco esperti a cui si uniscono i primi disertori dell’Esercito. La crudeltà dimostrata sulla popolazione dalle FDLR (compaiono i primi omicidi con rituali di magia nera) e le loro tattiche vigliacche alienano la maggioranza dei soldati rimasti estranei alla disputa politica e una nutrita percentuale di poliziotti.

Quest’ultimi sono usati come carne da cannone dalle FDLR, vengono avanti a ripulire la resistenza armata nei quartieri ribelli per poi intervenire, a pericolo finito, per commettere atrocità e omicidi a sangue freddo. Ciò determina  una emorragia all’interno della Polizia, le diserzioni aumentano vertiginosamente. Eppure il numero degli effettivi della Polizia e dell’Esercito ufficialmente non diminuisce. Le centinaia di disertori vengono sostituiti dai terroristi ruandesi che ora indossano uniformi dell’Esercito e della Polizia.

Durante questo lavoro sporco i dirigenti del gruppo terroristico vengono informati dai comandanti militari operativi in Burundi sulla fragilità del regime burundese e sulla sua inconsistenza militare. Gli Alti Comandi a Goma (Congo) e a Parigi realizzano che prendere il potere in Burundi si tratta di un gioco da ragazzi, essendo le FDLR l’unica forma armata organizzata rimasta nel Paese. Convergenze politiche regionali ed internazionali favoriscono la decisione delle FDLR di prendere il potere in Burundi. La Francia offre al regime di Nkurunziza un supporto occulto per non perdere l’influenza sul Paese. Stesso dicasi del Governo di Kinshasa, che ha inviato a sostegno di Nkurunziza reparti della Guardia Repubblicana e miliziani Mai Mai coordinati dal Generale Delphin Kayimbi. Le FDLR godono di rapporti privilegiati con la Francia che li considera l’unica forza capace di rovesciare il Fronte Patriottico Ruandese (FPR), nemico giurato di Parigi, reo di aver decretato la fine del regime HutuPower fedele alleato della Francia per quasi trent’anni. L’aver commesso un genocidio è sempre stato considerato dalla Francia un errore perdonabile alle FDLR.

Il Generale Sylvestre Mudacumura, uno dei quadri dell’organizzazione del genocidio in Rwanda del 1994, e leader militare delle FDLR a Goma, mantiene ottimi rapporti con i consiglieri militari francesi presenti nel capoluogo del Nord Kivu dal 2013, con il compito di addestrare i terroristi ruandesi e collaborare nei piani di invasione del Rwanda. Anche il Generale Kayimbi, a capo dei mercenari congolesi che collaborano con le FDLR in Burundi nel comune obiettivo di difendere Nkurunziza, è una vecchia conoscenza di Mudacumura. I due criminali sono legati tra loro attraverso una delle organizzazioni che gestisce il commercio illecito di oro e minerali del est del Congo. Un milione di dollari esentasse al mese spartito equamente tra Kabila e FLDR fino al 2013 , ora 70% a Kabila e 30% alle FDLR. Il Generale Kayimbi nell’organizzazione criminale rappresenta gli interessi di Zoe Kabila, il fratello del Presidente Joseph Kabila. Nel 2012-2013 il Generale Kayimbi fu uno dei principali personaggi che convinsero le FDLR a combattere contro la ribellione Banyarwanda del M23. Kayimbi viene considerato come un FDLR per via del suo odio verso i tutsi e le sue simpatie verso il dominio razziale nazista del HutuPower.

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