Politica News

L'annuncio

Burundi: Nkurunziza punta al quarto mandato nel 2020

Tra gli obiettivi quello di assicurarsi il potere e delegittimare gli Accordi di Pace di Arusha

Burundi's President Pierre Nkurunziza
Advertising

Kampala – Mercoledì 4 gennaio, Pierre Nkurunziza (illegalmente al potere dal luglio 2015) ha annunciato alla Radio-TV nazionale la sua intenzione di presentarsi alle elezioni presidenziali del 2020 per ottenere il quarto mandato. «Ho promesso di non candidarmi alle elezioni del 2020 ma la popolazione richiede ad alta voce la mia candidatura. Per accontentare la volontà popolare occorre modificare la Costituzione. Saranno i burundesi a decidere se sia necessario o meno una revisione costituzionale. Io mi limiterò ad accettare le decisioni del popolo».

L’annuncio ha tre obiettivi. Il primo di chiarire alla comunità internazionale che il regime ha il totale controllo del Paese. Il secondo di delegittimare in modo definitivo gli Accordi di Pace di Arusha del 2000 che prevedevano una alternanza al potere delle parti belligeranti. Gli Accordi di Arusha offrirono all’epoca  la soluzione alla guerra civile scoppiata nel 1993 e le basi per un rafforzamento della democrazia nel Paese. Il terzo obiettivo è di imporre alla popolazione una indesiderata presidenza a vita a favore del ex leader guerrigliero HutuPower.

Nel suo discorso Nkurunziza ha fatto intravvedere la possibilità di legittimare il quarto mandato con un referendum ‘pilotato’. Vari osservatori regionali rimangono scettici su questa eventualità. Indire un referendum seppur con esito scontato, sarebbe una pericolosa provocazione difficile da gestire a livello nazionale e internazionale. La riforma costituzionale è necessaria per garantire un minimo di ‘legalità’ al regime ma probabilmente verrà attuata all’interno del Parlamento dove il CNDD-FDD detiene la maggioranza assoluta. L’ipotesi avanzata trova conferma sulla decisione di Nkurunziza di affidare al Consiglio dei Ministri la creazione di un comitato di revisione della Costituzione con il compito di proporre al Parlamento una modifica sul limite di due mandati presidenziali.

L’annuncio del quarto mandato giunge in contemporanea con la decisione di mettere fuori legge la Lega Burundese dei Diritti Umani ITEKA. Decisione presa dal Ministro degli Interni e della Formazione Patriottica Pascal Barandagiye. ITEKA (onore in Kirundi) è stata radiata dalla lista della Associazioni autorizzate nel Paese. «Una doverosa decisione dopo i tentativi di ITEKA di danneggiare l’immagine internazionale del Burundi e seminare odio razziale e divisioni tra la popolazione burundese», afferma spavaldo il Ministro degli Interni.

Il riferimento al rapporto sulla violazione dei diritti umani e sulla imminenza di un genocidio a scala industriale è palese. Il rapporto pubblicato lo scorso novembre da ITEKA in collaborazione con la Federazione Internazionale dei Diritti Umani – FIDH aveva come obiettivo quello di spingere le Nazioni Unite e la comunità internazionale ad intervenire per evitare il genocidio e ristabilire la democrazia in Burundi. Una efficace campagna video ‘Stop This Movie aveva accompagnato la pubblicazione del rapporto trovando consensi e sostegni tra varie star di Hollywood.

Native Advertising

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>