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Gli scenari

Burundi: l’inganno ugandese

Museveni al lavoro su mediazione non imparziale e temporanei sotterfugi a favore del regime

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Kampala – Il Presidente ugandese Yoweri Museveni lo scorso ottobre è stato nominato dalla Unione Africana e dalla Comunità Africana mediatore per la risoluzione della crisi in Burundi con il mandato di portare le parti in conflitto al tavolo della pace, organizzando una serie di incontri con sede a Kampala. Dalla sua nomina pressoché nulla è stato attuato per rendere gli incontri di Kampala una realtà. Mentre lo scontro politico in Burundi scivola a tappe forzata nel genocidio (seguendo una precisa e cinica strategia di Pierre Nkurunziza e dei terroristi ruandesi FDLR) il Governo ugandese non ha promosso nessuna iniziativa per convincere le parti belligeranti ad iniziare i colloqui di pace.
Dopo una prima visita del Ministro della Difesa ugandese a Bujumbura, lo scorso ottobre, l’agenda dei colloqui è letteralmente scomparsa. Museveni è stato impegnato nell’organizzare la visita di Papa Francesco, abilmente trasformata in campagna elettorale a suo favore. Ora, ad un mese dalle elezioni presidenziali, Museveni e il partito al potere, il National Revolutionary Mouvement, sono impegnati negli ultimi comizi elettorali. La vittoria è garantita causa la debolezza della opposizione, frammentata e priva di un programma politico alternativo.

I colloqui di pace burundesi a Kampala molto probabilmente saranno rinviati a dopo le elezioni del gennaio 2016. Il Governo ugandese prudentemente non fornisce alcuna data precisa per l’avvio dei colloqui, che potrebbero anche slittare a febbraio o marzo 2016. Tutto dipende se dopo le elezioni presidenziali il Governo dovrà gestire o meno un’ondata di manifestazioni indette dalla opposizione, come fu il caso per le elezioni del 2011 che trasformarono la capitale, Kampala, in teatro di violente manifestazioni e di-smisurata repressione da parte delle forze dell’ordine.

La lista dei rappresentanti della opposizione burundese redatta dal Governo ugandese rappresenta il secondo ostacolo alla realizzazione dei colloqui di pace. La lista, composta da 23 delegati, vede la presenza di falsi rappresentanti della opposizione, in realtà tutti membri del regime razziale nazista burundese. Dallo scorso giugno il regime ha costretto con la violenza i leader della opposizione e della società civile a scegliere la via del esilio per salvarsi la vita. Gli oppositori che sono rimasti nel Paese sono stati, per la maggioranza, abbattuti dalle squadre della morte. I sopravvissuti si nascondono o si sono uniti alla resistenza armata. Il vuoto creato nel Paese è stato riempito da finti rappresentanti dell’opposizione e della società civile tutti membri del partito al potere CNDD-FDD, delle milizie genocidarie Imbonerakure e alcuni leader politici ruandesi delle FDLR, poco conosciuti alla comunità internazionale, e che hanno ricevuto la cittadinanza burundese. La finta opposizione creata dal regime razial nazista di Nkurunziza è stata il motivo principale della presa di distanza della Chiesa Cattolica, inizialmente attiva nel processo di pace e di riconciliazione promosso dal regime sotto pressione internazionale.

Nella lista della opposizione burundese proposta da Museveni ci sono solo due delegati riconosciuti come reali oppositori del regime: Jean Minani e Pierre Claver Mbonimpa, entrambi in esilio. I due leader non si sono ancora pronunciati sulla partecipazione dei colloqui, consapevoli che la loro partecipazione a Kampala li costringerebbe ad assumere il ruolo di presenze giustificative di trattative indette esclusivamente all’interno del regime tra militanti del CNDD-FDD che indossano le vesti della delegazione governativa e militanti del CNDD-FDD nelle vesti della finta opposizione.
La lista proposta dal Governo ugandese è stata ritenuta inaccettabile dall’Unione Africana (UA) che ha chiesto a Museveni di sostituire i falsi oppositori con i reali rappresentanti del popolo burundese: la società civile e il CNARED. La richiesta ricevuta dalla UA sembra al momento non presa seriamente in considerazione dal mediatore Museveni, che sta assecondando la decisione del regime razial nazista di non confrontarsi che la vera opposizione burundese bollata come Terroristi e Agenti del Rwanda.

A seguito della disponibilità della Unione Europea di finanziare i colloqui di pace a Kampala il Presidente Museveni a preso l’occasione al volo presentando un irrealistico e salatissimo conto al Parlamento europeo: 2,5 milioni di dollari americani. Questo sarebbe il costo delle trattative di pace burundesi a Kampala che si dovrebbero sviluppare su un lasso di tempo minimo di quatto, cinque mesi dalla data della prima seduta di apertura. Vari diplomatici occidentali hanno considerato l’irrealistico bilancio per i colloqui un vero e proprio tentativo di estorcere denaro alla Unione Europea attuato dal Presidente Museveni.

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