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Bosnia, è un nazionalista serbo il nuovo sindaco di Srebrenica

Devastata dalle pulizie etniche del 1992, la città divenne un simbolo delle guerre balcaniche

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Era il 12 luglio 1995 quando le truppe serbo-bosniache del generale Ratko Mladic massacrarono in poche ore più di ottomila cittadini musulmani della città di Srebrenica in Bosnia, all’epoca una caratteristica cittadina industriale e turistica e da allora incapace di reagire alla violenza che la investì. Condotta a colpi di vanga sulle nuche con la connivenza (si dice) dei caschi blu olandesi, presenti in loco ma incapaci di offrire una protezione adeguata, la pulizia etnica fu condotta con una violenza ed una metodicità da far spavento, riuscendo in poco più di 10 ore ad uccidere circa 8400 bosniaci di religione islamica, facendo diventare la piccola e misconosciuta città di Srebrenica il simbolo delle guerre balcaniche e della Bosnia stessa.

Undici anni dopo, nelle elezioni comunali della cittadina bosniaca accade un fatto storico: per la prima volta dai tempi delle guerre balcaniche viene eletto un sindaco di etnia serba, Mladen Grujičić, politico locale del partito nazionalista SNSD (Alleanza dei socialdemocratici indipendenti),il cui leader Milorad Dodik ha già fatto parlare di sé, dichiarando a più riprese la volontà di indipendenza della Repubblica Serba di Bosnia ed Erzegovina (la parte a maggioranza serba del paese) dal governo centrale di Sarajevo.

Le elezioni, svolte il 2 ottobre e i cui risultati sono stati comunicati solo la settimana scorsa, hanno lasciato una scia di veleni e recriminazioni: il precedente sindaco, il musulmano Camil Durakovic, ha dichiarato di non riconoscere i risultati e di aver già richiesto al governo centrale un riconteggio delle schede scrutinate (solo 700 i voti di scambio tra i due contendenti), sottolineando di avere prove inconfutabili su possibili brogli.

I risultati delle elezioni, pur avendo di fatto una dimensione locale,  preoccupano sia il governo della Bosnia sia quello jugoslavo di Vucic, impegnato nel richiedere l’ingresso in UE e quindi attento ad evitare strappi nei delicati equilibri che regolano i rapporti tra gli stati dell’area balcanica.

 

(video tratto dal canale youtube di Euronews)

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