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Boko Haram minaccia il Ciad: instaureremo lo Stato Islamico

Minaccia allargata a Benin, Camerun, Niger, Nigeria e Mali
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Abubakar Shekau, leader del gruppo terrorista salafista Boko Haram è apparso in un video inviato alla redazione del quotidiano nigeriano ‘Premiun Times‘ . Il video, dalla durata di 27 minuti, contiene una minaccia diretta contro il Governo ciadiano. Esprimendosi per la prima volta in francese, Shekau lancia un ultimatum invitando il Presidente Idris Deby Itno a imporre la sharia e ad accettare che il suo Paese entri a far parte del Gran Califfato Islamico dell’Africa Occidentale. Sullo sfondo del video, le insegne del Islamic State (IS) conosciuto come ISIL-DAESH.

È lo stesso leader di Boko Haram che conferma la recente alleanza con la potente organizzazione salafista, supportata dall’Arabia Saudita e dal Qatar, attualmente incalzata in Siria e Iraq dalla coalizione anti-terrorismo: Siria, Iraq, Hezbollah, Iran e Russia. Lo stesso ultimatum è stato lanciato al Benin, Camerun, Niger, Nigeria e Mali, i Paesi africani che stanno combattendo la setta islamica dal 2010, riuniti in una coalizione militare regionale dal 2015, supportata da Stati Uniti, Francia e Unione Europea.

La minaccia è stata lanciata tre giorni dopo la comparsa sui social network di un video di Boko Haram dove si ritraeva l’esecuzione di tre pubblici funzionari al nord est della Nigeria. Nel video le tre vittime, vestite con la classica tenuta arancione utilizzata nelle carceri americane di massima sicurezza, vengono orribilmente giustiziate all’arma bianca. Sullo sfondo le bandiere del DAESH. Gli esperti internazionali anti terrorismo, dopo aver attentamente esaminato il video, concordano che gli autori siano agenti speciali del DAESH inviati sul fronte dell’Africa Occidentale per sostenere le azioni militari di Boko Haram. La scenografia, la propaganda utilizzata, i messaggi in codice lanciati e la modalità di esecuzione sono tipiche dei video diffusi dal DAESH, quelli delle esecuzioni di prigionieri avvenute in Libia, Iraq e Siria.

Il Governo di N’Djamena ha risposto alla minaccia di Boko Haram riconfermando il suo fermo impegno a sradicare il terrorismo salafista dalla regione. Il Presidente Idris Deby Itno, durante un discorso pronunciato in occasione di una giornata nazionale per la pace e la preghiera, informa che la coalizione africana contro il terrorismo ha compiuto significanti progressi militari che hanno considerevolmente indebolito la capacità militare di Boko Haram. Invitando la popolazione alla massima allerta, ha rassicurato i cittadini che il Governo raddoppierà gli sforzi e i finanziamenti per lottare contro il terrorismo internazionale.
Il discorso del Presidente Deby è supportato da fatti concreti che rendono credibili le sue promesse di eradicare il terrorismo dal Ciad e dall’Africa Occidentale. Nelle prossimità del Lago Ciad 1.024 terroristi di Boko Haram si sono recentemente arresi dopo duri scontri con gli eserciti ciadiano e nigerino. Ora sono sorvegliati in un campo speciale e soggetti ad un programma di rieducazione ai veri valori del Islam nel tentativo di eradicare dalle loro menti la radicalizzazione salafista indotta dai loro leader e padrini  -le monarchie feudali della Penisola Arabica.
Lo scorso 14 marzo le forze di sicurezza ciadiane hanno intercettato e distrutto una colonna di 22 auto cisterne che trasportavano carburante proveniente dalla Libia, destinato ai reparti di Boko Hamar stazionati tra Nigeria, Camerun e Ciad, infliggendo un colpo mortale alle forze terroristiche che stanno da mesi cercando di resistere all’offensiva militare lanciata dalla forza africana anti terrorismo: Ciad, Cameron, Mali, Niger e Nigeria.
Autori di questo raid sono le forze speciali del Groupement Spécial anti-terrorisme tchadien (GSAT), un corpo d’élite creato nel 2014 e rinforzato dopo l’ondata di attentati registrata a N’Djamena nel giugno 2015. Il GSAT gode del supporto diretto del Pentagono che provvede alla formazione militare, al supporto in comunicazioni radio e localizzazione satellitare, e al supporto logistico.

Boko Haram la scorsa settimana ha sofferto una pesante sconfitta militare inflitta dagli eserciti di Nigeria e Camerun durante un’offensiva lanciata nelle regioni nigeriana di frontiera con il Camerun. Durante l’offensiva militare sono stati liberati 5.000 ostaggi e uccisi 60 terroristi. Boko Haram smentisce la sconfitta e la liberazione degli ostaggi. Una smentita resa poco credibile dalle immagini dei terroristi abbattuti e dei prigionieri liberati trasmesse dalle TV di Stato dei rispettivi Paesi. In risposta alla sconfitta subita, Boko Haram ha lanciato una serie di micidiali attentati suicidi a Maiduguri e un’offensiva militare sulla città di Magumeri nello Stato del Borno, nord est della Nigeria. Offensiva respinta dall’esercito regolare.

In Niger il Procuratore della Repubblica Chaibou Samna ha aperto il processo contro 400 terroristi di Boko Haram catturati nelle operazioni militari compiute dalla forza africana anti terrorismo nel secondo semestre del 2016. Se saranno giudicati colpevoli le pene previste variano dai 10 ai 20 anni di reclusione. Altri 1.200 terroristi sono stati già processati in Niger tra il 2016 e i primi mesi del 2017. Trattandosi di personale di supporto logistico e informatori le pene inflitte sono state dai 3 ai 9 anni di prigione. Il Procuratore della Repubblica assicura che agli indagati è garantita la massima tutela giuridica. A dimostrazione del vero vi sono stati 94 ordini di assoluzione per mancanza di prove.

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