venerdì, settembre 22

Birmania, per l’ONU è ‘pulizia etnica’ contro i musulmani Duro il commissario per i diritti umani Zeid Ra'ad al-Hussei

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Per l’ONU è ‘pulizia etnica’ quella che sta avvenendo in Birmania, e di cui sarebbero vittime i musulmani Rohingya del Paese. Zeid Ra’ad al-Hussein, Alto Commissario per i diritti umani alle Nazioni Unite si è esposto duramente condannando le operazioni dell’esercito birmano, definite «crudeli» e «un chiaro esempio di pulizia etnica». «L’anno scorso avevo ammonito che il modello di violazioni dei diritti umani contro i Rohingya suggeriva un attacco diffuso o sistematico contro la comunità, verosimilmente equivalente a crimini contro l’umanità, se così stabilito da un tribunale. Poiché il Myanmar ha rifiutato l’accesso agli esperti di diritti umani, la situazione attuale non può essere ancora pienamente valutata, ma sembra un esempio da libro di testo sulla pulizia etnica», afferma Zeid.

Sono più di 123.000 i musulmani che fuggono dalle violenze perpetrate dalla Polizia birmana nello Stato di Rakhine – provincia costiera del Paese -, e che spesso si vedono chiuse le porte dell’accoglienza verso gli altri Paesi dell’area sud-asiatica. Si tratta della punta dell’iceberg, una storia di difficile convivenza con la popolazione buddista che dura da decenni. Gli scontri settari, culminati durante quest’estate, hanno portato parte della popolazione musulmana a fuggire verso il vicino Bangladesh, piuttosto riluttante ad accogliere il flusso migratorio. Il Consigliere di Stato Aung San Suu Kyi, premio Nobel per la pace e cittadina onoraria di Roma, è stata duramente criticata per aver a lungo minimizzato le criticità della situazione che i musulmani del Paese affrontano quotidianamente.

Video tratto dal canale Youtube ‘The Telegraph’.

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