mercoledì, gennaio 17

Berlino e l’aeroporto di Tempelhof Lo sviluppo urbanistico della città passa dalla voce dei suoi cittadini

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Berlino – Quando lo scorso Maggio, in contemporanea con le elezioni europee, la cittadinanza berlinese è stata chiamata a votare tramite referendum per decidere sullo sviluppo urbanistico dell’aeroporto di Tempelhof, non è stata la prima volta che i cittadini della Capitale tedesca hanno avuto occasione di esprimere il loro punto di vista in merito al futuro e alle scelte amministrative nella città.

Già un paio di anni fa a Berlino, sempre tramite referendum, per volontà popolare ci fu l’annullamento della parziale privatizzazione della società di gestione dei servizi idrici cittadini. Brevemente: nel 1999 il Comune cedette il 49,9% della proprietà dell’azienda pubblica per la gestione idrica (Berliner Wasserbetriebe) a due società private (RWE e Veolia). La conseguenza fu che le tariffe dell’acqua salirono provocando il disappunto tra i cittadini che si trovarono a pagare le più alte tariffe sui servizi idrici della Germania. Nel 2011 grazie ai movimenti popolari e alla promozione di un referendum, ci fu uno stravolgimento dei piani di gestione e di sviluppo istituzionali e l’acqua berlinese tornò ad essere un bene pubblico.

È già accaduto che la comunità berlinese prendesse parte nei processi di progettazione e di sviluppo cittadino” ci racconta Zuleika Munnizza, responsabile del progetto di ricerca Berlino Explorer.

“Sono tanti i movimenti che dagli anni ‘90, anno effettivo della “Svolta” (Die Wende) provano a respingere la mano forte di alcuni investimenti immobiliari e commerciali cittadini. Dopo la caduta del muro, nel 1989, a Berlino è iniziato un inevitabile processo di trasformazione della città. Nei primi anni ´90 si respira l’aria della libertà ritrovata. Tutta la cittadinanza fa un immenso sforzo nel cercare un’identitá comune, che forse oggi non ha ancora definito” continua Zuleika.

La ferita urbana e sociale post DDR é ancora aperta ma bisogna ammettere che è evidente che all’interno dei processi decisionali del Comune sono subentrati ormai, con un ruolo proattivo e attivo, dei nuovi attori. I nuovi “pionieri urbani” si fanno portavoce della comunitá e dei suoi interessi. Sono normali abitanti della città che con una fitta rete di organizzazioni e associazioni portano avanti lo spirito di quella che fu la prima Berlino post-muro, ovvero un teatro di sperimentazione a cielo aperto dove i ‘brandelli’ metropolitani rimasti venivano riqualificati in modo indipendente.

Prendiamo il caso dell’aeroporto di Tempelhof. L’ex aeroporto di Tempelhof è un importantissimo documento architettonico e storico. L’imponente edificio fa da scenario ad un inconsueto parco urbano che dal 2008, cioè da quando l’aeroporto ha smesso di funzionare, è diventato uno dei più grandi e inusuali parchi urbani d’Europa, con una superficie di 386 ettari e un grande spazio semi-verde che fa da contorno alle piste di atterraggio. Di proprietà del Comune dal 2009, dopo alcune proteste cittadine causate dalla paura di vedere quello spazio venduto alla ‘gentrification’, l’amministrazione pubblica apre ad un dialogo con la cittadinanza per discutere sulle possibili opzioni d’uso dell’area.

Prende così il via il progetto Flughafen Tempelhof’, un progetto strutturato in piú fasi in cui il Comune coinvolge tutti i cittadini interessati a dare la propria opinione sul futuro del parco. Vengono attivate campagne online di marketing orientate ad ottenere una forte partecipazione degli abitanti, specialmente quelli delle zone circostanti l’aeroporto. Si organizzano workshops, eventi, concorsi, mirati a trovare una soluzione che possa salvaguardare tutti gli interessi in gioco: quelli dei cittadini, che vogliono preservare un’ importante zona della città, quelli delle varie associazioni che operano nello spazio tramite iniziative come gli orti urbani, quelli del Comune, che deve ‘fare cassa’, e quelli dei nuovi investitori immobiliari, che vedono in Tempelhof una sicura fonte di profitto.

Più di 10.000 cittadini partecipano attivamente al dialogo con l’amministrazione pubblica, votando online e proponendo idee. Lo scopo principale è quello di mantenere lo sviluppo dell’area su un modello legato anche allo sviluppo del cittadino. Si lavora nell’ottica futura di migliorare l’offerta sportiva e culturale della città. Il risultato è la presentazione di un progetto di riconversione del vecchio scalo in una ‘Smart-City’ che unisce aree residenziali, ricreative e non ultima la localizzazione per la grande biblioteca centrale della città.

Sembra tutto in ordine anche se intorno allo sviluppo concreto del progetto cominciano a diffondersi le prime polemiche. Zuleika, ricercatrice urbana ma anche architetto, aggiunge: “nel 2010 viene indetto un bando di concorso per definire chi avrebbe progettato lo spazio. Vince l’analisi proposta dallo studio d’architettura del paesaggio GROSS.MAX. che prevede la costruzione di tre zone residenziali, unità commerciali, una grande area per la biblioteca di Stato e una nuova stazione del collegamento di superficie (S-Bahn). Si sarebbe trattato di una grossa opera di sviluppo immobiliare all’interno di un parco con qualche colata di cemento di troppo. Nonostante l’amministrazione abbia tentato di promuovere il valore aggiunto del nuovo piano, la cittadinanza non dimostró il suo consenso”.

Cosí la cittadinanza si organizza e facendo riferimento all’associazione ‘100% Tempelhof Feld’ raccoglie le firme per salvaguardare il parco. Lo scorso Maggio la partecipazione massiccia della cittadinanza al referendum ha portato al blocco dei piani di riqualificazione dell’area e alla riapertura del dialogo con le persone. Ora si lavora nuovamente per la definizione di un nuovo progetto.

Il Senatore per lo sviluppo urbano Michael Müller, SPD (Sozialdemokratische Partei Deutschlands) sottolinea «l’importanza di mantenere un processo partecipativo e trasparente per la redazione del piano di sviluppo del vecchio aeroporto».

La partecipazione attiva in questo caso è stata determinante nella definizione del piano di sviluppo di un’area di Berlino con un alto valore sociale, considerando anche se si trova in un quartiere, Neukölln, caratterizzato da un alto tasso di immigrazione. Il parco ospita associazioni di cittadini che operano per i cittadini e che hanno voluto in tutti i modi salvaguardare il diritto degli abitanti di venir coinvolti nelle scelte amministrative e politiche di sviluppo di quelli che sono gli spazi pubblici. Il rischio é quello che i movimenti sociali e urbani producano delle differenziazioni sulla base dei molteplici interessi da tutelare ma è anche vero che le ‘critiche organizzate’ alle azioni istituzionali hanno l’effetto di accrescere la pressione politica e di portare velocemente il problema davanti alla classe dirigente pubblica.

L’aeroporto di Tempelhof è storicamente un simbolo della lotta per la libertà della città di Berlino. I fatti ci dimostrano che continua a rimanere un’ importante testimonianza dei berlinesi che lottano per partecipare alla ricostruzione del loro futuro e, in questo caso, per salvare l’unico parco da cui si può vedere l’orizzonte.

 

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