Economia Analisi

Economia: il punto

Bene asta Bce, ma servono riforme

Asta Tltro della Bce sopra le attese, 90mld di prestiti. Per Ocse Pil italiano +0,6%, ma servono riforme

Asta Bce - L'Indro
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I tassi statunitensi torneranno a salire, ma non subito. Questa in sostanza la comunicazione arrivata nella conferenza stampa di ieri sera da Janet Yellen, numero uno della Banca centrale americana. I mercati, tirato un sospiro di sollievo, festeggiano. In pratica la Fed ha aperto la porta ad un rialzo dei tassi, fermi ormai dal lontanto 2006, ma che avverrà con calma, certamente non ad aprile. A giugno chissà.

«Abbiamo tolto la parola pazienza, ma non saremo impazienti» con queste parole la Yellen ha confermato che il costo del denaro resta, anche a marzo, fermo allo 0-0,25%. I tassi torneranno a salire, ma in modo lento e graduale e soprattutto al concretizzarsi di alcune condizioni: un ulteriore miglioramento del mercato del lavoro e ritorno dell’inflazione verso l’obiettivo di medio termine del 2%.

Il tono prudente del comunicato della Fed è stato accolto positivamente dal mercato, spaventato dal possibile rialzo improvviso dei tassi. Wall Street infatti ha accelerato al rialzo mentre il dollaro risulta in calo sull’euro di circa l’1%.

Anche da questa parte dall’Atlantico, le operazioni della Bce hanno spinto in positivo il mercato europeo. Questa mattina si è conclusa positivamente la prima asta del 2015 di Tltro. La complessità di queste aste di rifinanziamento meritano l’apertura di una piccola parentesi. La silga Tltro, sta per Targeted Long Term Refinancing Operation, tradotto: piano di rifinanziamento a lungo termine. In termini più tecnici, si tratta di operazioni di rifinanziamento a lungo termine per le banche europee. La Bce eroga, tramite un’asta, liquidità alle banche che ne fanno richiesta in cambio di collaterale come garanzia, spesso sottoforma di Titoli di Stato.

L’obiettivo di queste operazioni è di arginare il credit crunch ovvero il blocco del credito concesso dalle banche dei vari paesi europei a famiglie e imprese. La Bce ha utilizzato per la prima volta i rifinanziamenti a lungo termine (LTRO) tra il dicembre 2011 e il febbraio 2012, ma con scarsissismi risultati. La maggior parte dei fondi arrivati nelle casse della banche italiane infatti, è stata utilizzata per rifinanziare obbligazioni in scadenza o acquistare Titoli di Stato conseguendo così discreti guadagni, ma ben poco è arrivato nelle tasche delle imprese italiane. Così nel 2014 Mario Draghi ha messo appunto un piano di rifinanziamento mirato per aziende e famiglie, aggiungendo una T alla sigla: non più soltanto Long Term Refinancing Operation, ma anche Targeted, ovvero ‘mirato’. In breve ciò significa che i finanziamenti elargiti dalla Bce verso le banche europee sono vincolati alla concessione obbligatoria verso i clienti: le banche dovranno utilizzare i soldi per erogare prestiti a famiglie e imprese. Se le banche non incrementeranno l’erogazione di prestiti, il denaro ricevuto a tassi super agevolati dalla Bce, dovrà essere restituito entro due anni.

Valeva la pena spiegare il meccanismo alla base della aste di Tltro perchè rappresentano una possibilità importante per dare nuovo slancio al credito nel nostro paese. L’asta di questa mattina infatti, si è conclusa con l’erogazione da parte della Bce di nuova liquidità per 97,8 miliardi di euro a 143 banche europee. Una cifra superiore a quanto stimato dagli analisti, che avevano previsto richieste molto inferiori, comprese tra i 40 e i 60 miliardi di euro. Secondo le prime indiscrezioni, sulla cifra complessiva pesano molto le richieste degli istituti italiani che avrebbero richiesto una cifra intorno ai 30 miliardi di euro. L’obbligo per le banche italiane di ‘girare’ questa liquidità a famiglie e imprese può far ben sperare sul superamento del credit crunch e la ripresa del credito.

Questa mattina il bollettino mensile della Bce è tornato a rivendicare gli effetti positivi del Qe lanciato ufficialmente lunedì scorso da Mario Draghi: «Ha già prodotto un notevole miglioramento delle condizioni finanziarie generali dell’Eurozona».  Ma se da una parte la Bce festeggia per l’impatto positivo del Qe dall’altra non tralascia di lanciare un altro monito verso i Paesi europei: «Le riforme, si legge nel bollettino, sono cruciali per migliorare la crescita potenziale». Ma tenendo come punto fermo la necessità per i governi membri l’attuazione delle riforme strutturali, le previsioni della Bce sono molto positive. Per l’Italia, il bollettino mensile, arriva ad ipotizzare un incremento del Pil del 10% nel lungo periodo. A confermare il trend positivo su cui avanza l’Italia arriva anche l’Ocse. Questa mattina infatti, l’istituto parigino ha rivisto al rialzo, rispetto alle previsioni di ottobre, le stime sul Pil italiano. Nonostante la ‘Guerra dei 7 anni’ come l’ha definita Bankitalia, sia giunta ormai alla fine restano molte le ferite lasciate nell’economia del paese. Ma nonostante le persistenti difficoltà, l’Ocse stima un Pil in crescita dello 0,6% nel 2015, 0,4 punti percentuali in più della precedente stima, e dell’1,3% nel 2016. «L’Italia è passata da uno stallo sulle riforme a un passo ottimale di riforme, e per questo siamo più positivi sulle prospettive future», ha spiegato il capo economista dell’Ocse, Catherine Mann. Per il Paese «ci sono opportunità» anche grazie a un contesto migliore creato principalmente dal Qe della Bce e dal prezzo del petrolio in netto calo.

A proposito di riforme oggi è arrivato dal parlamento italiano l’ok definitivo al prestito vitalizio ipotecario. Si tratta della possibilità, per i proprietari di casa, di ottenere liquidità senza vendere il proprio immobile. Il proprietario di casa, di età superiore ai 60 anni può chiedere presso una banca un finanziamento immediato che consiste in una percentuale del valore dell’immobile se cui si pone, come garanzia, un’ipoteca. In questo caso il cittadino non ha l’obbligo di lasciare la sua proprietà e può concordare con la banca le modalità di rimborso graduale di interessi e spese.

Dopo l’arrivo dell’emendamento del governo sul falso in bilancio, approda in discussione al Senato anche il Ddl anticorruzione. Dal punto di vista strettamente economico, l’importanza di una buona discplina sul tema si racchiude in una stima: la corruzione sottrae alla casse dello Stato italiano 60 miliardi di euro ogni anno. La corruzione, così come l’evasione fiscale, rappresentano una dei principali freni al rilancio economico del nostro paese. Ma sul secondo fronte oggi arrivano dati incoraggianti. La direttrice dell’Agenzia delle Entrate, questa mattina, ha riferito che nel 2014 la lotta all’evasione fiscale ha recuperato 14,2 miliardi, oltre un miliardo in più rispetto al 2013, con un aumento dell’8%. Rossella Orlandi festeggia così «il traguardo più importante raggiunto dall’Agenzia» ammonendo però, che «l’evasione fiscale in Italia resta ancora troppo alta».

Sul fronte azionario, oggi i riflettori di Piazza Affari sono stati puntati su Enel e Pirelli entrambe in netto rialzo a Milano. Il titolo Enel guadagna il 3,15% grazie all’approvazione dei conti positivi del 2014 e del debito inferiore alle attese. In positivo nella seduta di oggi anche il titolo di Pirelli spinto dalle indiscrezioni, pubblicate sul Corriere della Sera, del possibile ingresso di un partner asiatico a cui seguirebbe un’Opa totalitaria per riorganizzare la società. Movimenti importanti anche sul fonte bancario. Oggi Alessandro Profumo, Presidente della banca Monte dei Paschi di Siena ha confermato la sua disponibilità a rimanere al vertice dell’istituto fino al completamento del nuovo aumento di capitale da 3 miliardi di euro che sarà lanciato tra maggio e giugno. Profumo lascerà Mps a luglio per dedicarsi a un progetto imprenditoriale in proprio nel settore finanziario. Aumento di capitale in vista anche per Banca Carige, l’altra banca italiana insieme a Mps ad essere stata bocciata dagli stress test europei dello scorso anno. La Bce questa mattina ha dato il suo via libera all’aumento di capitale da 900 milioni di euro di Banca Carige per superare il deficit.

Per concludere, facciamo il punto sulla situazione in Grecia. Si continua a discutere sull’accordo trovato il 20 febbraio scorso quando i creditori di Atene hanno rimandato alla fine di giugno lo scadere del programma a sostegno dell’economia greca. All’accordo sono legati nuovi aiuti per 7,2 miliardi di euro, purché il governo Tsipras introduca riforme economiche, attualmente in discussione a livello tecnico. Intanto però Tsipras, per rispondere ai bisogni dei cittadini, ha approvato una legge che eroga aiuti umanitari per 300mila nuclei familiari. Il governo di Syriza ha disposto la concessione ai più bisognosi di ticket alimentari, elettricità gratuita, accesso al sistema sanitario, aiuti abitativi e un piano di pagamento dei debiti verso lo Stato dilazionato in cento rate. Ma la commissione europea ha chiesto il ritiro di questo provvedimento in quanto il governo avrebbe agito «in modo unilaterale e in forma parziale», il che è «incompatibile con gli impegni presi».

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