giovedì, maggio 24

Bambini soldato, una piaga ancora troppo diffusa 2.260 sono detenuti in Iraq, metà dei quali sono sospettati di essere stati utilizzati nei combattimenti. Ma anche in Sud Sudan

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«In Iraq un bambino su quattro è povero. Circa 1 milione di bambini hanno bisogno di supporto psicosociale. 2.260 sono detenuti in Iraq, metà dei quali sono sospettati di essere stati utilizzati come bambini soldato. Il 90% dei bambini a Mosul sono ancora traumatizzati per la morte di persone a loro vicine». A dirlo è la ricerca ‘Committing to Change – Securing the Future’ che Unicef e UN-Habitat hanno presentato in occasione della Conferenza internazionale del Kuwait per la ricostruzione dell’Iraq.

Ieri tra l’altro era la giornata internazionale contro l’utilizzo dei bambini soldato. E purtroppo in diversi Paesi del mondo tanti bambini continuano ad imparare come si spara e si uccide. A dirlo è Human Rights Watch, secondo cui uno dei Paesi più colpiti da questa piaga è il Sud Sudan. L’ong newyorchese ha pubblicato un report nel quale si capisce come le forze armate sud sudanesi e i gruppi armati ribelli stiano continuando a reclutare bambini soldato, nonostante i numerosi impegni presi per porre fine a questa pratica.

La relazione evidenzia come finora in Sud Sudan non sia stato possibile perseguire nessun comandante militare responsabile del forzato reclutamento di bambini soldato, mentre il presidente Salva Kiir Mayardit ha promosso alcuni degli ufficiali che hanno costretto moti minori ad arruolarsi.

(video tratto dal canale Youtube di Al Jazeera)

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