lunedì, luglio 23

Avanti il governo dei furbi! Paolo Savona e Matteo Salvini: ecco gli esempi

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Abbiamo il governo dei furbi. Il primo è Paolo Savona. Quando lo hanno bastonato al tempo delle sue dichiarazioni di uscita dall’euro, ha fatto prontamente marcia indietro solo per sperare di tornare a sedersi sullo scranno di qualche ministero. E c’è riuscito. Ma non è altrettanto riuscito a trattenere quella che è una sua ferma volontà (utile a chi, non italiano, cavalca la sua volontà), ossia di riproporre in qualche modo l’uscita dall’euro. Questa volta paventando la responsabilità di entità non ben definite che spingerebbero l’Italia fuori dall’Europa. Così, Savona, l’economista furbo, deve ora spiegare un paio di cose: 1^, se qualcuno spinge l’Italia fuori dall’euro, vuol dire che il governo in carica sta sbagliando tutte le possibili scelte economiche e finanziarie, tanto da indurre i misteriosi soggetti a liberarsi dell’Italia prima che essa trascini gli altri Paesi dell’euro alla catastrofe. In questo caso, gli italiani sapranno chi rincorre col forcone in mano chi ha così tanto sbagliato. 2^, come mai economisti ben più quotati di Savona (ma il dubbio che una casalinga qualsiasi sia già più competente di Savona in merito ai bilanci è ormai certezza)  confermano, dati alla mano, che uscire dall’Europa porterà povertà e perdita di potere d’acquisto, mentre Savona ignora questi dati? A questo punto, siamo a un bivio: o abbiamo un ministro scemo o Savona risponde a un progetto astuto che ha al centro la fine dell’euro che sarebbe fine dell’Europa. Siccome non possiamo credere alla prima ipotesi, resta in pista la seconda. Ma il piano si complica: a chi risponde Savona? Chi ha interesse che l’Italia esca dall’euro che sarebbe un modo, visto il peso economico che ha l’Italia, per far cadere l’Europa?  Possiamo credere che realtà europee e gruppi di potere europeo vogliano la fine di se stessi? Francamente, pare impossibile crederlo. Ma non sappiamo ancora  a chi risponda Savona, ministro furbo.

Un altro furbo, anzi furbissimo, è Matteo Salvini, vice primo ministro. Sono due mesi che, al governo, parla solo di migranti. Parla di una realtà che rappresenta l’1,9% della popolazione europea e lo 0,9,% di quella italiana. Rappresenta lo 0,1% dei rischi che Salvini e altri razzisti come lui continuano a minacciare.  Perché il furbissimo Salvini cerca di mimetizzare il suo razzismo con frasi tipo “le donne e i bambini non saranno espulsi” , ma se poi blocca le navi le une e gli altri neanche entrano…. Anche qui, possibile che sia pure Salvini scemo? Possibile che quei numeri siano tali da rappresentare la super minaccia per l’Europa e l’Italia?  Francamente, nessuno può essere così scemo da credere una roba del genere. Però il migrante fa consenso, quello più selvaggio perché irrazionale e assetato di vendetta e se lo riscaldi e mobiliti, in Italia come in Europa con gli altri xenofobi, ecco che chiudi il cerchio: da una parte l’uscita dall’euro, dall’altra la diffusione della violenza razzista, ecco che l’Europa entra in crisi. Ma, anche in questo caso, chi vuole l’Europa e chi ha potere in Europa, non sarebbe in grado di reagire contro la sua dissoluzione? Non è in grado perché quando piloti la massa e la scaldi sino a portarla in piazza (o sulle spiagge, con quegli idioti assoluti che vestiti di nero vogliono far ordine in spiaggia… ) si apre il conflitto. Che non è viene dall’Europa. L’Europa è il campo aperto per far esplodere il conflitto e riscrivere i confini economici e finanziari del mondo.  

Ma allora, questo governo è il governo quale Paese?

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