martedì, agosto 21

‘Avanti donne’ con Mario Pappagallo Mario Pappagallo, ‘l’uomo delle cose giuste’. Romanzo biografico e quasi autobiografico / 5

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«Se non ora, quando!

Avanti donne, su dateve da fa’, oggi ce sono domani nun se sa. Di questi tempi de mejo nun ce sta, sono un campione de mascolinità. Non sono certamente un fusto, ma son maturo al punto giusto. Avanti donne, venite pure qua, vi accolgo tutte fino a una certa età, io mi concedo con generosità, c’è chi lo pensa chi invece già lo sa. Qualcuna ha l’acquolina in bocca, non si potrebbe ma mi tocca.

Sono il meglio fico del bigonzo, chi mi critica è uno stronzo, parla per l’invidia che lo rode, sono disinvolto e micidiale e del tutto originale non c’è un altro come me, non c’è un altro come me, non c’è un altro come me.

Avanti donne, non fateve pregà, c’ho tutta roba de prima qualità. Con il permesso non dico di papà, ma della mamma che certo ve lo dà. Perché è sicuro che comprende il fuoco che con me si accende. Sono un uomo che si lascia amare, forse l’ultimo esemplare di una razza che si sta estinguendo. Che si prenda al volo l’occasione, un po’ volpe e un po’ un leone, non c’è un altro come me, non c’è un altro come me, non c’è un altro come me.

Avanti donne senza perplessità, lasciarmi andare sarebbe assurdità, e chi mi sceglie non se ne pentirà, insegno pure all’Università. Mi manifestano interesse belle colleghe e studentesse.

Sono il meglio fico del bigonzo, chi mi critica è uno stronzo, parla per l’invidia che lo rode, sono disinvolto e micidiale e del tutto originale non c’è un altro come me, non c’è un altro come me, non c’è un altro come me».

Avanti donne’ di Mario Pappagallo.

Così, antiretorico ed irridente, sarcastico e beffardo come e più di sempre, Mario Pappagallo affrontava, affronta, anche i tabù della ‘sua’ sinistra, e della retorica femminile e parafemminista. Esordisce in questo suo ‘Avanti donne’, sorta di ‘Manifesto reazionante’ dell’autocompiaciuto orgoglio maschile, con uno spiazzante ‘Se non ora, quando!’ che fa il verso al ‘Se non ora, quando?’ del Movimento neofemminista di inizio decennio 2010. (Ispirato nel nome al profondo e drammatico romanzo omonimo di Primo Levi, ‘Se non ora, quando?’ appunto, del 1982, ambientato nei due ultimi drammatici anni della Seconda Guerra Mondiale). Ma, come nota Boris Sollazzo, Mario Pappagallo cambia ed inverte la prospettiva, irridendo anche qui la retorica delle serissime e a volte seriose ‘neofemmine’, prendendo «in giro femminismo e machismo, al di là del politicamente corretto».

E la battaglia alla retorica del ‘politicamente corretto’ è un fil rouge che attraversa tutta la sua attività e produzione, musicale ma non solo. Da giornalista e da uomo impegnato nel sociale e nella costruzione di piccoligrandi strumenti di operatività ed intervento. Una chiave di interpretazione preziosa, che invertendo il punto di vista abituale ridà senso alle cose e ‘rimette a posto’, in tutti i sensi e in tutti i sensi di tutti i sensi, chi è strutturalmente abituato a prendersi troppo sul serio. Umile e consapevole al tempo stesso, spiazzante sino a dire che «non c’è un altro come me». Per scherzo. O magari anche no.

5 / (continua)

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