Autore Roberta Testa

Esteri
G7 Taormina: dialogo o fallimento, bene che vada stasi
A 48 ore dall’apertura del Vertice di Taormina, un’analisi di quello che ci attende con Matteo Villa, ricercatore presso l'ISPI
di

“Il Vertice non sarà un fallimento se i leader sapranno dialogare e si impegneranno a fare qualche passo avanti insieme”, “C’è un effettivo pericolo di stasi”

EsteriEsteri
G7, storia del club dei ‘grandi 7’
Nel '74 solo USA, UK, Francia e Germania ovest ne facevano parte, poi l'ingresso degli altri, e l'espulsione della Russia nel 2014
di

Il G7 non ha mai avuto un segretariato permanente, perciò̀, non può̀ essere considerato un’organizzazione internazionale. Le dichiarazioni non hanno carattere vincolante, ma costituiscono impegni politici al più alto livello. Il G7, però, si è dotato di una struttura flessibile, al cui vertice si trovano i cosiddetti ‘Sherpa’.

EsteriEsteriEsteri
Energia ed acqua: il futuro dell’Africa
'African Utility Week', 7000 politici e 300 aziende per le opportunità di crescita del continente africano
di

Emerge un bisogno di un approccio coerente e bilanciato al mercato energetico, un’attenzione al ruolo dei gestori nella trasmissione e distribuzione nel mercato, alle regole delle operazioni, ad un sistema coerente e ben strutturato di tariffe ed oneri ed una maggiore valorizzazione della sicurezza

EsteriEsteriEsteriItalia
Italia: lo Stato sprovvisto di futuro
In Francia si chiamano 'perspectives', nel mondo 'Futures Studies'; parliamo della lacuna dei Governi italiani con Eleonora Barbieri Masini, voce storica del Club di Roma
di

Indubbiamente c’è stata una scarsa capacità di assorbire questa materia. Tutti i Paesi del Nord Europa adesso hanno gruppi governativi esperti di Futures Studies. Non noi. I partiti forse sono talmente occupati a guardare il proprio presente e a risolvere i propri problemi che non capiscono l’importanza di questa materia. Dovrebbero sapere che risolvere i problemi di oggi non basta. Occorre farlo in funzione del domani.

EsteriEsteriEsteriItaliaEsteri
Germania: l’emigrazione fa crescere l’economia
Come i lavoratori nati in altri Paesi supportano l’innovazione e la crescita in Germania secondo lo studio di Movinga
di

I risultati mostrano che gli Stati tedeschi con una più alta percentuale di persone nate all’estero, hanno i più alti livelli di innovazione e progresso. Viene evidenziato che attrarre più persone da altre realtà, non significa affatto un aumento della disoccupazione

EsteriEsteriEsteriItaliaEsteriEsteri
Ecco la difesa Usa contro la Nord Corea
I punti forti e i punti deboli della difesa missilistica americana secondo il Center for Strategic and International Studies (CSIS)
di

Ci vorrà ancora molto affinché i programmi possano essere descritti come maturi o robusti. Il focus americano ora è un altro: limitare la minaccia missilistica proveniente da Corea del Nord e Iran. Dovrebbero aspettarsi minacce dalle tante sfaccettature e che potrebbero sovvertire il sistema difensivo odierno, incluse intrusioni avanzate cyber, attacchi elettronici e veicoli ipersonici.

EsteriEsteriEsteriItaliaEsteriEsteriEsteri
Africa sub-Sahariana, (in)saldamente ancorata sul sommerso
Secondo l’analisi del Fondo Monetario Internazionale, l ’economia sommersa è una componente chiave della maggior parte degli Stati sub-Sahariani, fornendo tra il 25 ed il 65% del PIL
di

L’Africa sub-Sahariana è una zona dall’immenso potenziale di crescita ma il deterioramento generale riflette un problema di insufficienza nella scelta delle giuste politiche. Bisognerebbe creare più opportunità di migrare dall’area sommersa a quella legalizzata, accrescerebbe la produttività economica generale. L’efficienza del mercato finanziario è fortemente connessa alla riduzione dell’informalità e, quindi, occorre puntare a questo.

EsteriEsteriEsteriItaliaEsteriEsteriEsteriItalia
Nel baratro dell’Eurozona: chi contesta è solo la destra
Intervista con Federico Greco, co-regista del documentario ‘PIIGS-ovvero come imparai a preoccuparmi e a combattere l’austerity’
di

E’ un’Europa che ha completamente sbagliato le politiche economiche e lo ha fatto per gli interessi dell’élite finanziaria. Il problema è che se usciremo da questa unione monetaria con l’estrema destra, non saranno certo questi gli obiettivi

EsteriEsteriEsteriItaliaEsteriEsteriEsteriItaliaEsteri
Il principe Filippo esce di scena: qualche risvolto politico?
Intervista con Justin O. Frosini, docente di diritto costituzionale all'Università Bocconi di Milano e alla Johns Hopkins University di Bologna
di

Dal punto di vista politico non ha mai inciso in nessun modo. Sarebbe stato molto diverso, in tutti questi anni, se la regina, anche nelle sue tante visite di Stato ed impegni vari, non fosse stata accompagnata da Filippo

EsteriEsteriEsteriItaliaEsteriEsteriEsteriItaliaEsteriItalia
Sindacati e partiti in crisi? Guardassero la Chiesa di Papa Francesco
Intervista a Stefano Fait, Trend Analyst & Communication Manager per -skopìa, start up di anticipazione dell’Università di Trento
di

‘Ribadirei l’opportunità di seguire con attenzione l’evoluzione della Chiesa cattolica, perché, se un colosso conservatore come quello può essere efficacemente riformato e magari, così facendo, riscoprire la sua vocazione primigenia, allora non c’è limite a quel che l’umanità è in grado di compiere’

EsteriEsteriEsteriItaliaEsteriEsteriEsteriItaliaEsteriItaliaEsteri
Corea del Nord: deterrenza sempre più pericolosa
Intervista a Stefano Pelaggi, analista di Geopolitica.info, docente presso La Sapienza di Roma e Fellow Researcher al Center for Chinese Studies di Taiwan
di

La posizione di Taiwan è simile a quella degli altri Paesi della regione, tutti sono preoccupati dall’escalation del conflitto in Corea del Nord. La rapida modificazione dei rapporti sino-statunitensi ha colto di sorpresa Taipei e la crisi nordcoreana rappresenta l’ennesimo fattore di instabilità nell’area. La Corea del Nord è l’unico Paese al mondo dove la stampa e gli analisti non hanno un accesso a fonti credibili e certe.

EsteriEsteriEsteriItaliaEsteriEsteriEsteriItaliaEsteriItaliaEsteriEsteri
Usa-Nord Corea: bufale e follia
Intervista ad Axel Berkofsky, ricercatore-presso l’ISPI ed esperto di politica estera dell’area asiatica.
di

“Gli USA non sono in grado di mettere la Corea del Nord sotto pressione perché non sono nemmeno in grado di assicurare che ci sia una comunicazione effettiva con la marina militare. La strategia di Trump non sta funzionando perché non è una strategia. Io credo che Kim si trovi in questa ‘bolla di follia’ che è intorno a lui e non capisca più nulla, o forse, non ha mai capito nulla”.