Autore Roberta Testa

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Partnership assicurativa ed emergenza clima: una questione di vita o di morte Clima: ufficializzato a Bonn il fondo per prevenire i danni ed aiutare i Paesi più fragili
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L’emergenza climatica è qualcosa che va affrontato ora. La partnership assicurativa ne deve far parte. «Fallire nel pianificare l’impatto climatico è un rischio enorme», ha evidenziato parlando della disabitata Barbuda dopo e della siccità nella regione africana del Sahel che contribuisce all’emergenza migratoria verso l’Europa. «E’ nel nostro interesse costruire delle società capaci di resistervi».

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Ecco cosa resta dell’attentato a New York Le parole di Trump ed il racconto di quella sera direttamente dagli occhi del giornalista Luca Marfé
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Una linea di condotta e soprattutto di comunicazione mai casuale che contiene, sì, degli evidenti elementi propagandistici, ma che non ci si può limitare a bollare come tali e basta. Il presidente non fa soltanto il suo gioco, ma dà voce ad un’America stanca dei toni cauti, pacati e quasi remissivi di Barack Obama, accusato di aver tenuto nel corso del suo ottennato un atteggiamento più da segretario generale delle Nazioni Unite che non da vertice politico-militare della superpotenza mondiale per eccellenza.

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Contro il terrorismo e la radicalizzazione: prevenzione, tecnologia e collaborazione Festival della Diplomazia: gli strumenti per affrontare l’emergenza secondo Giovanni Soccodato di Leonardo
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«Il fenomeno dei simpatizzanti rende inefficace lo strumento repressivo se non c’è anche uno strumento preventivo». Creare una nuova logica che consenta di avere una visione a 360 gradi del problema. Una logica di intervento diversa che sia condivisa da tutti i Paesi e che prevenga e non solo reprima il fenomeno terroristico; che si imponga di coglierne le sfumature e si preoccupi di debellarne le cause profonde e non solo quelle superficiali. Una logica che sia capace di pensare ai giusti strumenti a breve, ma anche a lungo termine.

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Nessuna ‘buona volontà’ per Robert Mugabe: ecco tutti i perché Il Direttore della OMS ritira la nomina ad ambasciatore del Presidente dello Zimbabwe, Robert Mugabe
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Mugabe non è adatto a questo ruolo secondo la maggior parte degli attori della comunità globale. Perché? Perché il Presidente gode di una «lunga lista di violazioni di diritti umanitari». Per questo, nominarlo ambasciatore per la OMS, ha scatenato gli animi di mezzo mondo. Ma non solo per questo.

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I Jordi: la vera anima dell’indipendentismo della Catalogna Chi sono Jordi Sanchez e di Jordi Cuixart: cosa potrebbe significare l’arresto dei due ‘padri della patria’ catalana
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I due Jordi sono agli occhi di tutti, il fattore di traino della forza indipendentista e della rivendicazione di autonomia. Sono forse essi stessi la forza, la propulsione che viene dal popolo, dalla società civile, che con la politica ha sempre meno a che fare. Se si comprende questo, si comprende chiaramente che al centro di tutto, non c’è Puigdemont, ma ci sono proprio loro.

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La diplomazia nella complessità del mondo liquido Parliamo di diplomazia con Giampiero Massolo, Presidente del Comitato Scientifico del Festival, nonché, già Segretario generale del Ministero degli Affari Esteri
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Non esiste più lo spazio, non esiste più il tempo e tutto si verifica contemporaneamente in ogni luogo. In tutti questi c’è bisogno di qualcuno che veda la complessità dei fenomeni e che riesca anche a farne la sintesi, che riesca a mettere in comunicazione e a fare da tramite, ad unire i puntini.

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Festival della Diplomazia: una finestra sul mondo Si apre oggi la VIII edizione del Festival della Diplomazia che si terrà a Roma dal 19 al 27 Ottobre
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Il Festival ha la pretesa di far discutere su come il nostro mondo possa trovare attraverso i negoziati e la diplomazia, soluzioni che siano il più possibile condivise ed eque. A noi servirebbe per uscire da quella situazione di una crescente incapacità di capire il mondo, un mondo che non si esaurisce nei programmi tv di intrattenimento o nei social.

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Rosatellum all’estero: il solito paradosso italiano L’emendamento che introduce la candidabilità dei residenti in Italia all’estero secondo il giornalista Luca Marfé e l’ex Sottosegretario al Ministero degli Affari Esteri Franco Danieli
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“Resta infine l’errore di fondo, rilevato da illustri esponenti bipartisan della nostra democrazia, di aver blindato tutto questo attraverso il meccanismo della fiducia. La sensazione è che la politica in Italia si stia intestardendo nel rifuggire dal giudizio degli elettori che, di punto in bianco, nel silenzio delle urne, potrebbero dare vita ad una sorpresa destinata a rimanere impressa nella storia del nostro Paese”

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Migranti e terrorismo: gli italiani pronti alla forza? Insicurezza ed instabilità giustificherebbero l’uso della forza per più del 30% degli italiani: gli incubi dell’Italia di oggi secondo il sondaggio di IAI e LAPS
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La nostra società appare sempre più intimorita e la maggiore severità di giudizio ne è probabilmente una conseguenza naturale. Nulla è più importante della sicurezza e della stabilità della Nazione. proprio questa continua instabilità va ad intaccare l’opinione che gli italiani hanno nei confronti della politica estera.

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Ecco come salvare l’Amazzonia Sfamare il mondo, tutelare l’ambiente e usare l’arte: questa la soluzione che salverà l’Amazzonia
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La potenziale positività di nuove forme di collaborazione e di metodi alternativi che coinvolgano soprattutto i giovani dell’Amazzonia, potente fonte di trasformazione e di traino. Collaborazione, uno dei temi principali. Se infatti, le ONG, i Governi e le stesse industrie alimentari stanno iniziando a lavorare insieme per mettere fine alla deforestazione e a tutto ciò che sta causando, non lo si sta facendo però abbastanza in fretta.

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Brasile: ecco perché l’Amazzonia va a fuoco Settembre è stato il mese record per gli incendi registrati nell’area della foresta: la denuncia del National Institute of Space Research
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Il numero complessivo degli incendi dall’inizio dell’anno è salito a 196.000. Tutti o quasi in Amazzonia. Se le cose non riusciranno a migliorare, il 2017 probabilmente batterà per numeri anche il 2004, finora l’anno più dannoso in termini di fuochi (questi furono, infatti, 270.000)

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