Autore Stefania Severini

Dati minori: Youtube nel mirino L' intervista a Matteo Giacomo Jori, professore di Diritto digitale presso l’Università degli Studi di Bergamo
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Da ieri si parla invece di uno scandalo dati che potrebbe andare a colpire un altro colosso del web, ovvero Google e la piattaforma da questo controllata, YouTube. È partito infatti un esposto di ben 23 associazioni e organizzazioni per la tutela dei diritti digitali e di protezione dell’infanzia alla Federal Trade Commission degli Stati Uniti, contro YouTube e la raccolta che questo fa dei dati dei suoi utenti minorenni.

Il ‘grande ritorno’ di Hamas da Gaza verso Israele Dall’inizio della manifestazione per la 'Giornata della Terra' si contano 6 palestinesi uccisi e la protesta è ancora al suo primo giorno
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Le manifestazioni avranno seguito fino al 15 di maggio, che oltre ad essere – come già ricordato – l’indomani del 70esimo anniversario della fondazione dello Stato di Israele, sarà anche la data in cui verrà inaugurata l’ambasciata statunitense a Gerusalemme

Migranti centroamericani in viacrucis dal Messico agli Stati Uniti Una carovana è partita dal Chiapas alla volta degli Stati Uniti per chiedere condizioni di vita dignitose, la fine della corruzione politica e il diritto all’asilo
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Tanto in America quanto in Europa, ci si ritrova davanti a una crisi umanitaria: persone che svaniscono nel nulla attraversando il Messico, persone che svaniscono nel nulla attraversando il Mediterraneo. Due carovane per spiegare cosa è la migrazione.

Turchia: là dove il pluralismo informativo non è di casa 178 testate, 16 canali televisivi, 24 stazioni radio, 63 quotidiani, 20 riviste e 30 case editrici: questo è il sistema informativo turco all’epoca di Erdogan. Ne parliamo con Alberto Negri, inviato speciale de ‘Il Sole 24 Ore’
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C’è stato poi addirittura un caso, decisamente anomalo, di auto-censura: nel febbraio dello scorso anno un settimanale satirico, ‘Girgir’, ha deciso di chiudere i battenti per volere dei suoi stessi editori, a seguito di una vignetta definita dal portavoce di Erdogan, Ibrahim Kalin, «un fatto immorale che nulla a che fare con la libertà di stampa».