Autore Redazione

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Catalogna: riuscirà Puigdemont a riprendere la guida della Generalitad? Per non rischiare l' arresto, potrebbe delegare un altro deputato a leggere il suo discorso e poi farsi votare oppure leggere lui stesso il discorso, ma in videoconferenza dall' estero.
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In attesa della prima riunione del nuovo parlamento catalano prevista per la prossima settimana, a confermare Carles Puigdemont alla guida della Generalitad, nella notte tra il 9 e il 10 gennaio, come sostenuto dal portavoce dell’ex presidente catalano,  Joan Maria Pique’, i due principali secessionisti catalani, Junts per Catalunya e Esquerra Republicana de Catalunya (Erc).

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Liberia: oggi forse George Weah proclamato Presidente Il pallone d’oro in testa nei primi risultati non ufficiali diramati ieri. Per oggi è attesa la proclamazione ufficiale dei risultati
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Potrebbe vincere con il 70% dei voti; la sua sarà una presidenza tutt’altro che facile, il ‘fenomeno’ della politica locale è un ‘inesperto’ e per nulla gradito ai poteri forti rappresentati dalla Presidente uscente Sirleaf

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Catalogna e la partita 21-D: un risultato che non serve a nessuno In Catalogna tutto è cambiato o forse proprio nulla. E se il vento del cambiamento soffiasse a Madrid?
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Così, dopo mesi di calvario, «di monopolizzazione del dibattito politico, la Catalogna è ancora allo stesso punto», mentre «la Spagna si muove verso un cambiamento politico». Un cambiamento che non viene da sinistra ma dal centro. 

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Catalogna: oggi al voto per provare a capire quale futuro l’attende 5,5 milioni di catalani oggi chiamati a eleggere 135 deputati del prossimo Parlamento regionale dando indicazioni per il futuro del processo di indipendenza
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11 le liste in gara, per aggiudicarsi il controllo del Parlamento catalano (il ‘Parlament’) servono 68 seggi; testa a testa tra i centristi di Ciudadanos e la sinistra indipendentista di Esquerra Republicana

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Il Sudafrica, ‘State capture’, affida la missione impossibile a Cyril Ramaphosa Il nuovo leader di Anc, eletto ieri per un soffio, non avrà vita facile nel suo lavoro per cambiare il partito e il Paese; la Direzione del partito resta in mano al clan Zuma
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In 18 mesi, tanto manca alle presidenziali 2019, il nuovo leader del partito di Mandela dovrebbe ripulire e ricostruire dalle fondamenta il partito e tutti gli apparati dello Stato

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Sudafrica: il successore di Zuma potrebbe condurre l’Anc alla scissione Oggi le migliaia di delegati del partito eleggeranno il successore del contestatissimo Jacob Zuma, dopo mesi di duello interno
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Favoriti: il vice Presidente Cyril Ramaphosa, ex sindacalista oggi ricchissimo uomo di affari, e l’ex moglie di Zuma, Nkosazana Dlamini-Zuma; è una lotta tra la continuità (Dlamini-Zuma) e il rinnovamento (Ramaphosa)

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