Autore Gianluca Pastori

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Venti di guerra fra Washington e Teheran?
Sslogan a parte, gli Usa potrebbero dover scendere a compromessi
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La visita di Donald Trump a Riyadh lo scorso maggio sembra avere dato una scossa agli equilibri tradizionalmente instabili del Golfo Persico. L’attivismo che da tempo…

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Donald Trump: la partita politica dell’impeachment
La messa in stato d’accusa del Presidente rappresenta solo la punta di un iceberg che taglia trasversalmente gli schieramenti politici
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Nonostante l’acuta polarizzazione della vita politica e le fratture che attraversano i due schieramenti non sembra che oggi questa convergenza di fattori sia destinata a ripetersi come in passato

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Trump, Comey e il Russiagate: forza e debolezza di un Presidente ‘sotto scacco’
Il Presidente ritorna così sotto un pericoloso fuoco incrociato, che ormai da tempo punta alla sua delegittimazione quando non apertamente alla sua messa in stato d’accusa
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Non è il rischio dell’impeachment quello che pesa di più sulla testa di ‘The Donald’. Piuttosto, lo stillicidio di voci sulle sue ‘relazioni pericolose’ rischia di limitarne considerevolmente i margini di azione

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Lasciare o restare? Gli Stati Uniti e il dilemma del COP 21
Le ricadute economiche sono secondarie, si tratta di una scelta politica
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Nel corso della campagna elettorale, Donald Trump ha spesso etichettato il quadro giuridico di Parigi come un impedimento all’esercizio dell’attività d’impresa, annunciando la sua intenzione di procedere a un drastico taglio dei lacci e laccioli da essi imposti.

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Donald Trump, gli Stati Uniti e le debolezze del G7
Senza un impegno diretto di Washington è difficile che il vertice possa condurre a conclusioni significative
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A livello politico, la perdurante assenza della Russia ha intaccato parecchio la sua immagine di ‘direttorio mondiale’. Il timore maggiore è poi che i ‘nuovi’ Usa rinuncino a svolgere la funzione di mediazione sinora svolta

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Donald Trump e l’utopia di una ‘NATO araba’
Dietro a questo obiettivo paventato dal presidente Usa si celano una serie di problemi di non immediata soluzione
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Nella misura in cui la ventilata ‘crociata araba contro il terrorismo’ assume i toni di una crociata anti-iraniana, il rischio è che la ‘NATO araba’ finisca per alimentare l’instabilità regionale anziché limitarla, sostenendo la politica di marginalizzazione che dal 1979 ha concorso a fare dell’Iran un attore antisistemico

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Stati Uniti e Arabia Saudita: un rapporto da rinegoziare?
Diversi elementi spingono a non considerare del tutto scontato l’esito del viaggio di Trump alla corte degli al-Saud
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Al di là delle convergenze, gli interessi divergono su più di una questione, prima fra tutte quello della relazione sciiti-sunniti: dal depotenziamento di questa rivalità che dipende la possibilità di Washington di liberare le risorse necessarie a dirigere la sua azione verso teatri più importanti

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Trump, Comey, Lavrov e il fantasma del Russiagate
Chiusa la parentesi di ritrovato consenso che aveva accompagnato gli interventi in Siria e in Afghanistan e la prova di forza con la Corea del Nord
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Le voci circolate riguardo ad una possibile sostituzione anche del portavoce della Casa Bianca paiono confermare i problemi che Trump e il suo entourage hanno nel presentare all’opinione pubblica una narrazione convincente intorno a un tema che appare destinato a riaffiorare ciclicamente

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Libia: quale ruolo degli Stati Uniti?
Non è facile capire come Trump deciderà di muoversi su questo teatro
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La questione libica è parte di un più generale processo di ridefinizione degli equilibri internazionali, dal cui esito dipenderà, in larga misura, il ruolo che Washington vi giocherà negli anni a venire

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L’Amministrazione Trump e il bilancio dei ‘cento giorni’
Tante difficoltà e cambi di rotta rispetto a quanto detto qualche mese fa
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I cambi di rotta di queste settimane sono, da più punti di vista, il segno di come il Presidente e il suo entourage siano ancora alla ricerca della strada giusta da seguire su vari punti centrali dell’agenda politica

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Tillerson, Trump e il futuro del ‘nuclear deal’: tanto rumore per nulla?
Si è giunti, oggi, al ‘redde rationem’? La nuova postura 'muscolare' di Washington sembrerebbero puntare in questa direzione
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La linea ambigua adottata dai due offre al Presidente iraniano uscente una sponda importante permettendo, nello stesso tempo, a Washington di tenere le mani abbastanza libere in attesa dei risultati del voto del 19 maggio

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L’Iran, le elezioni e la sfida di Trump
Che effetto avrà la nuova postura statunitense sui delicati equilibri con Teheran?
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Le elezioni di prossimo 19 maggio acquistano nuova importanza. Più che mai, esse si propongono come una sorta di referendum sull’operato del Presidente e in questo caso, sulla sua politica estera