Autore Massimo Spinelli

Flat tax? No grazie. E perché mai dovremmo copiare dagli ultimi della classe? La flat tax è utilizzata in molti Paesi considerati paradisi fiscali, in alcuni Paesi dell’Europa dell’Est e in Russia, dove evasione ed economia sommersa raggiungono livelli inquietanti.
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Se concentriamo l’attenzione sui Paesi che più ci interessano e cioè i Paesi europei e la Russia, notiamo che i Paesi che hanno adottato la tassazione flat sicuramente non sono i più virtuosi.

La musica che in Uzbekistan non ha più futuro Nel Paese dell’Asia centrale i cantanti hanno bisogno di una licenza per esibirsi che adesso può essere ritirata anche per un solo tatuaggio fuori posto o per una frase non gradita alle autorità
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Una delle ultime perle del governo uzbeko, del nuovo corso Mirziyaev, è il provvedimento che obbliga i cantanti, durante le esibizioni o nei video promozionali, a non diffondere elementi contrari alla cultura e alle tradizioni dell’Uzbekistan.

In Bielorussia non ci sono più parassiti Il presidente Lukashenko ha firmato qualche giorno fa un decreto che ha abrogato definitivamente la legge che obbligava i disoccupati a pagare un multa
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Nel 2015 il Governo decise di ripristinare una vecchia legge già in vigore nell’Unione Sovietica e ripropose la tassa sui disoccupati, con la quale venivano multati tutti coloro non iscritti agli uffici del lavoro e senza lavoro per almeno 6 mesi. Il provvedimento, dapprima sospeso lo scorso anno, è stato comunque definitivamente abrogato nel gennaio 2018

La Russia non è un Paese per piccole (e medie aziende) Grosse corporation ed oligopoli fagocitano e spingono fuori dalla competizione le piccole aziende rendendo quasi impossibile lo sviluppo del piccolo e medio business
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Se in Europa la libera iniziativa economica è ancora centrale e nonostante il potere delle multinazionali, un piccolo imprenditore può ancora ritagliarsi il proprio spazio nel mercato, in Russia sono invece le corporation e gli oligopoli, orizzontali e verticali, pubblici e privati, a governare il mercato

La Trabant, la fossetta occipitale ed il ritardo del Sud Italia La “ripresina” del Sud Italia alla luce dell’ultimo Rapporto Svimez. Un’analisi storica comparata con i lander orientali dell’ex DDR dopo la caduta del Muro.
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Negli ultimi mesi due eventi hanno toccato la narrazione che solitamente viene fatta del Sud Italia: il Rapporto Svimez sull’Economia che ha confermato il divario tra il Sud ed il Nord del Paese e i referendum per l’autonomia di Veneto e Lombardia che hanno ribadito quanto quelle differenze non siano temi di grande interesse nazionale.

Calcio: Russia do svidaniya, l’Italia non vedrà Mosca Niente mondiali per la nazionale ed i tifosi italiani, che così non avranno l’opportunità di vedere la nuova capitale russa
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Viali alberati e nuovi percorsi pedonali, ma anche esodo forzato di migliaia di moscoviti. Infatti dopo la decisione del sindaco Sobyanin di proseguire con la demolizione dei khrushchyovki, palazzi costruiti negli anni ’60 in pieno sviluppo urbanistico, saranno tantissimi i russi obbligati a traslocare