Autore Mauro Bomba

I guai dell’ oro nero: la Nigeria trascina l’ Eni in tribunale L'azienda italiana citata in giudizio per inquinamento del Delta del Niger e per una maxi-tangente pagata a politici nigeriani per ottenere la concessione sul giacimento. Tra gli imputati anche l'Ad Descalzi ed il suo predecessore Scaroni. L'Eni rischia la revoca della concessione ed una sanzione multimilionaria.
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Il giacimento di petrolio più ricco di tutta l'Africa rischia di trascinare a fondo tutto lo stato maggiore dell'Eni. Inquinamento e corruzione internazionale le accuse. Due processi al Tribunale di Milano stabiliranno le responsabilità della Società italiana. Tra i banchi degli imputati dirigenti, manager e intermediari. Alcuni di loro avrebbero intascato mazzette dal pagamento della concessione di estrazione sul giacimento. Ne parliamo con Luca Manes di Re:common, l'organizzazione che per prima ha presentato alla procura di Milano dubbi sulla legalità di quell'operazione economica.

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Calano gli aiuti internazionali allo sviluppo. 10 milioni di persone restano senza cure mediche La denuncia di Oxfam: “Solo cinque Paesi al mondo hanno mantenuto gli impegni presi”. Ne parliamo con Francesco Petrelli, Responsabile delle relazioni istituzionali di Oxfam Italia
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A fronte di questi dati c’è però una certezza: l’ONU stima che nel 2018 saranno 128 milioni di persone avranno bisogno di assistenza umanitaria e protezione internazionale. E per non fargliele mancare ci sarà sicuramente da rimboccarsi le maniche.

La ricetta del Portogallo per uscire dalla crisi: più sinistra, meno austerity Sette anni fa era in bancarotta, oggi cresce al doppio dell’Italia. Merito di un Governo capace di aumentare stipendi e pensioni e insieme ridurre il deficit
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2011: il Portogallo in bancarotta accetta un prestito dal FMI e dalla BCE di 78 miliardi di euro. Il costo di quest’operazione saranno anni di austerity. Con l’arrivo al Governo di un’inedita coalizione di Sinistra guidata da Antonio Costa avviene la svolta

Sul femminismo e l’ Islam Viaggio a fianco delle donne musulmane che combattono l’islamofobia e il sessismo.
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In occidente il dibattito sull’Islam e la questione di genere è piuttosto confuso e frammentato. Spesso si generalizza e semplifica il ruolo della donna all’interno delle comunità musulmane nella subalternità dalle figure maschili. una donna musulmana profondamente differente dall’immagine che ne abbiamo noi Europei. Meno subalterna, più emancipata e cosciente delle proprie potenzialità e che porta avanti istanze e rivendicazioni anche organizzate e collettive e combatte gli stereotipi occidentali e riscrive l’interpretazione maschilista del Corano.
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‘Case di cartone’, la soluzione per le emergenze abitative del futuro? Il cartone, uno dei materiali più diffusi ed economici della terra, potrebbe essere il centro dell’edilizia dei prossimi anni. Una Possibilità che promette di dare una risposta rapida ed efficace alle situazioni di crisi abitativa
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Nel 2025 più di 440 milioni di famiglie, 1,7 miliardi di esseri umani, vivranno in emergenza abitativa. Una condizione che in Italia colpisce già 1 più di un milione di famiglie. La risposta però potrebbe essere già in cantiere. Moduli abitativi in cartone corrugato. Economici, sostenibili e adattabili ad ogni tipo di contesto. Tra quanto potremmo testarne le potenzialità?

Welcome back: 121 aziende tornano in Italia. E’ il fenomeno del Back Reshoring Potrebbe non essere soltanto una moda. Dopo anni passati a delocalizzare, le aziende italiane decidono di riportare le produzioni in Italia. Il richiamo del Made in Italy è più conveniente della manodopera a basso costo
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Maggiore qualità della manodopera, effetto Made in, meno costi legati a trasporti e logistica e più controlli su tutta la filiera. Caratteristiche che spingono le imprese italiane a tornare. Un'inversione di tendenze di cui l'Italia detiene il primato in Europa ed è seconda al mondo dietro solo agli Stati Uniti. Sono 121 le aziende italiane che, secondo il report 2016 dell'UniClub More BackReshoring, pool di ricerca universitario che dal '97 si occupa di quantificare e analizzare il fenomeno del reshoring, hanno deciso di riportare a casa le proprie produzioni. Sono soprattutto il settore della moda e le produzioni extralusso a beneficiarne.Un dato che però va preso con le dovute precauzioni. Certo è che: abbiamo ancora qualcosa da offrire.
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United colors of Patagonia In Argentina è guerra tra la Benetton e la popolazione indigena dei Mapuche per il controllo della Patagonia. Dura la repressione argentina e, tra la sparizione di Santiago Maldonado e l'arresto di Facundo Jones, spuntano vecchi fantasmi.
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Nel 1991 il Governo argentino cede alla famiglia Benetton 900mila ettari di terreni in Patagonia, la maggior parte dei quali abitati dalle popolazioni indigene Mapuche restii ad abbandonare case e terre dei propri antenati. Inizia così una feroce campagna di repressione nei confronti degli indigeni. Sfollati, emarginati e confinati, i Mapuche si organizzano e rispondono iniziando ad occupare i terreni della Benetton. L’arrivo alla Presidenza di Mauricio Macrì renderà però ancora più dura la risposta dello stato. Tra violenze, sparizioni ed omicidi in Argentina torna prepotentemente l’incubo dei Desaparecidos.

Le opportunità dietro la crisi del petrolio messicano Dal 2013 gli investimenti nel petrolio sono raddoppiati. Ma la corsa ai ricchi giacimenti viene minacciata dall'isolazionismo di Trump e dalle elezioni del 2018
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Grazie ad un regime fiscale e ad una legislazione accomodante il Messico è riuscito a cedere parte dei suoi giacimenti petrolifero a grandi capitali stranieri, ricevendo in cambio accordi di partnership economica e tecnologica per la Pemex. Ma il contesto messicano resta pieno di contraddizioni e difficoltà

Il falso mito del debito pubblico Il debito pubblico italiano è arrivato a toccare i 2200 miliardi. I governi si affannano per tagliare quanto più possibile dalla spesa pubblica e ridurre così il debito. Ma tutti questi sacrifici sono davvero necessari?
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Da vent’anni a questa parte la questione dell’enorme debito pubblico italiano è tra le priorità dell’agenda dei vari governi che si sono succeduti a Palazzo Chigi. In un periodo così difficile il taglio della spesa pubblica può effettivamente sembrare una misura efficace e credibile per risanare l’economia. Ma è davvero questa la soluzione migliore? Molti economisti vedrebbero di buon’occhio un rovesciamento di prospettiva, in cui gli Stati, anzichè tagliare, investono nella spesa pubblica e nei servizi al cittadino.