Autore Luciano Lipparini

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Libia, l’immigrazione nel tritacarne della guerra per gli idrocarburi
La falsa emergenza migrazione di volta in volta o paravanto o clava, al centro di tutto vi sono gli interessi energetici e geo-strategici; la Libia è il terreno di battaglia
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Il Governo ha annunciato che saranno stanziati fondi per la cooperazione tesi a creare le condizioni di sviluppo in loco per diminuire l’esodo, fondi che finanzieranno non progetti di cooperazione non nei Paesi origine dell’immigrazione africana in Italia (Nigeria, Senegal, Ghana), ma in Libia… nelle zone dove ci sono i giacimenti petroliferi ancora controllati da ENI

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Libia: ENI tra ricatti libici e offensiva franco-russo-egiziana
La morsa attorno all'Italia si sta stringendo: Francia, Egitto, Russia intenzionati a mettere le mani sugli idrocarburi in Libia ma anche in Sudan. Ecco come
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Parigi, attraverso il Generale Khalifa Haftar, con il sostegno di Egitto e Russia, vuole infliggere un colpo mortale a ENI; Roma al lavoro, intanto ieri il Governo Tobruk ha vietato l’operatività alle imprese italiane in Cirenaica, dove ENI ha i suoi giacimenti

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Perchè l’Italia potrebbe perdere la Libia
Conseguenze regionali dell'intervento militare italiano in Libia, anche in Sudan potremmo pagare pegnoConseguenze regionali dell'intervento militare italiano in Libia, anche in Sudan potremmo pagare pegnoConseguenze regionali dell'intervento militare italiano in Libia, anche in Sudan potremmo pagare pegno
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L’intervento italiano in Libia sta incontrando difficoltà impreviste. Un Governo controllato dal pragmatico, laico Generale Haftar difficilmente concederà spazi all’Italia e all’ENI. A rischio ora anche il ruolo italiano in Sudan

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Caro Renzi, la cooperazione non è la risposta all’immigrazione
La cooperazione negli ultimi 30 ha fallito il suo obiettivo di sviluppo nel Terzo Mondo; l’unico strumento in grado di creare benessere è l’industrializzazione, che stanno portando Cina e Russia, non l'Italia, non l'Europa
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I flussi migratori diminuiranno entro i prossimi 10 anni, non grazie alla Cooperazione Internazionale, ma all’industrializzazione offerta da Cina e Russia, l’Europa emigrerà in Africa. Fantascienza? No, la verità che né Renzi né la destra vi dirà mai. Wait and see!