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Austria al voto: populisti (Hofer) vs democratici (Van der Bellen)

In Austria, domenica 4 dicembre, si ripeterà il voto per il ballottaggio presidenziale

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Domenica 4 dicembre in Austria si ripeterà il voto per il ballottaggio presidenziale. Circa 6 milioni di elettori terranno l’Europa con il fiato sospeso. La sfida, vista da Bruxelles e dintorni, è tra il populismo estremista di destra e la democrazia. Gli austriaci dovranno scegliere tra Norbert Hofer, del Freedom Party (Fpoe), partito anti-immigrati e anti-europeista e Alexander Van der Bellen, del partito dei Verdi, ecologista, europeista, sostenuto da centrosinistra e verdi.

I sondaggi danno lo stesso risultato dello scorso maggio, quando la corsa fu vinta da Alexander Van der Bellen per appena 31.000 voti: cinquanta percento per lui, il candidato del centrosinistra e dei popolari, cinquanta percento per Norbert Hofer, il candidato della destra. Insomma: sarà un testa a testa al cardiopalma, la differenza la faranno una manciata di voti.
La differenza e’ che se qualche mese fa solo una manciata di consensi divideva i due, oggi lEuropa vive un deciso rafforzamento dei fenomeni di destra. Allora limitati sostanzialmente all’Europa centrorientale, Polonia e Ungheria in testa, adesso estesi non solo alla Francia, dove François Fillon ottiene la candidatura presidenziale strizzando l’occhio all’elettorato del Front National, o al Regno Unito dell’Ukip e della Brexit.
Anche in Germania il comune sentire si è spostato talmente a destra da lasciare ad Angela Merkel il ruolo di paladina dell’Europa liberal, mentre Alternative fuer Deutschland si pone come la forza del futuro. Un futuro antieuropeista e antimmigrati. Soprattutto, tra allora ed adesso anche gli Stati Uniti hanno voltato pagina. Donald Trump e la destra austriaca usano lo stesso slogan, ‘America First’ il primo, ‘Oesterreich zuerst’ la seconda. L’effetto è sempre quello.

La vittoria di Van der Bellen a maggio, che aveva fatto tirare un sospiro di sollievo a tutto il centrosinistra europeo, è stata impugnata da Hofer e dalla sua Fpoe. Complice la colla a scarsa tenuta delle buste dei voti provenienti dall’estero, la Corte Costituzionale austriaca ha ordinato la ripetizione della tornata. Si ricomincia da capo, con Van der Bellen che accusa l’avversario di rappresentare il peggio del Paese, nel presente come nel passato, e Hofer che si presenta come il nuovo pronto a travolgere i vecchi parrucconi legati ai partiti.
Il primo a far capire che in fondo si tratterà di un plebiscito pro o contro il populismo avanzante è lo stesso candidato del centrosinistra, che affida la sua campagna elettorale ad unintervista, postata sul suo sito, in cui una anziana sopravvissuta ad Auschwitz prega i suoi connazionali di non fare salti allindietro.

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