giovedì, settembre 21

Assange, la procura svedese archivia le indagini

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«Sono stato detenuto per 7 anni senza un’accusa mentre i mie figli crescevano e il mio nome veniva diffamato. Non perdono ne’ dimentico». A dirlo è Julian Assange, che ha commentato così la notizia che la procura svedese ha archiviato le indagini sulle accuse di stupro e il mandato d’arresto europeo nei suoi confronti.

La procura ha motivato la decisione con il fatto che non c’è la possibilità di arrestarlo «per l’immediato futuro». Il processo, aggiunge la procura, potrebbe essere riaperto qualora il fondatore di Wikileaks tornasse in Svezia prima che il reato cada in prescrizione, cioè entro il 2020. Il procuratore svedese Marianne Ny ha spiegato che con la decisione di archiviare il caso Assange «non viene dato nessun giudizio di colpevolezza ne’ di innocenza».

«E’ una vittoria importante per me», ha detto affacciandosi al balcone dell’ambasciata dell’Ecuador a Londra il fondatore di Wikileaks, che ha bollato l’inchiesta contro di lui come «politicamente motivata». Però le autorità britanniche sono pronte ad arrestarlo se uscirà dall’ambasciata, per questo Assange ha ribadito: «La vera guerra è appena cominciata». Infatti il timore è che si arrivi poi all’estradizione negli Stati Uniti per aver rivelato segreti militari e diplomatici di Washington. Scotland Yard infatti non molla e fa sapere di essere obbligata a rispettare il mandato di cattura emesso dalla Westminster Magistrates’ Court nei confronti di Assange se il fondatore di Wikileaks dovesse uscire dall’ambasciata.

Intanto proprio oggi WikiLeaks ha pubblicato documenti che provano l’esistenza del progetto ‘Athena’ della Cia, in grado di attaccare i computer con il nuovo sistema operativo di Microsoft, Windows 10, e rubare i dati.

Ancora un raid sbagliato miete vittime tra i soldati siriani. A compierlo gli Usa, vicino al confine con la Giordania. Ieri la Coalizione anti-Isis a guida americana aveva affermato di avere colpito «forze filo-regime che stavano avanzando dentro un’area di de-escalation» vicino al valico frontaliero di Tanf, tra Siria e Giordania. Ma l’Osservatorio nazionale per i diritti umani (Ondus) ha affermato che gli 8, morti sono tutti appartenenti a milizie alleate del regime. Secondo la stessa fonte, è stato bombardato un convoglio che trasportava forze governative e milizie loro alleate e almeno quattro veicoli sono stati distrutti. Immediato il commento della Russia, che parla di attacco inaccettabile e che viola «la sovranità del Paese».

Passiamo in Irlanda, dove Leo Varadkar, 38 anni, è sceso in lizza per subentrare all’attuale premier, il 66enne Enda Kenny, dimessosi dopo 15 anni da leader del Fine Gael. Medico dal sangue indiano, gay, sembra essere il candidato che rompe gli schemi. Al momento a sfidarlo ci sarà Simon Coveney. Entrambi hanno partecipato al governo Kenny: titolare degli Affari Sociali l’uno, dell’Edilizia l’altro.

Urne aperte invece in Iran per l’elezione del nuovo presidente. A sfidarsi quello uscente, Hassan Rohani, e il conservatore Ebrahim Raisi. Le elezioni presidenziali si svolgono simultaneamente con le elezioni dei Consigli islamici di città e villaggi.

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