giovedì, maggio 24

Armi da fuoco: la stretta della Ue

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Sono tante, troppe, le armi vietate nel Mondo. Nel video vi proponiamo una breve quanto esauriente carrellata, ma in Europa si combattono anche le armi da fuoco ‘semplici’. Il Parlamento europeo ha approvato il 14 marzo 2017 una riforma della direttiva sull’acquisto e la circolazione delle armi da fuoco del 1991. Ora si prevede l’obbligo per gli stati membri di monitorare in maniera più stringente la concessione e il rinnovo delle licenze per il porto d’armi, con controlli medici e psicologici più stringenti sui possessori.

Viene inoltre chiesto di rafforzare i controlli soprattutto sulle armi che sparano a salve e che possono essere trasformate facilmente in armi da fuoco. Finora era possibile acquistarle in alcuni Paesi senza controllo, ma la strage di Charlie Hebdo ha fatto riflettere la Ue che è corsa ai ripari. Per i Paesi europei poi ci sarà l’obbligo di controllare che le armi disattivate lo siano in maniera irreversibile, oltre alla maggiore facilità di tracciabilità delle armi in generale. L’augurio è che si giunga poi ad un database comune europeo.

Ora gli stati membri avranno 15 mesi di tempo per legiferare sull’argomento e 30 mesi per dotarsi di sistemi di raccolta dei dati. Ma sarà così?

Intanto un appello ai Paesi contro il commercio illegale arriva anche dal Vaticano: «Gli Stati non contribuiscano al traffico illegale di armi, ma lo contrastino con forza perché favorisce i conflitti e conseguentemente la piaga del traffico illegale di persone». E all’Onu dice: «Il Consiglio di sicurezza adotti un ruolo più decisivo nella lotta contro la piaga della tratta, prevenendo e ponendo fine ai conflitti armati e favorendo il consolidamento della pace e dello sviluppo».

(video tratto dal canale Youtube TheRichest)

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