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'L'Indro' da rispolverare

Arabia Saudita: in attesa della NATO araba c’è il problema dell’Esercito

Gli USA venderanno al Paese 350 miliardi di dollari nei prossimi anni, intanto i Saud hanno un problema: le milizie a pagamento, che rischia di diventare un rischio enorme
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I funzionari della Casa Bianca la chiamano ‘Arab NATO’, ovvero la NATO araba, e dovrebbe essere la nuova architettura di sicurezza regionale che dovrebbe essere chiamata a guidare la lotta contro il terrorismo e tenere a freno l’Iran. Arab Nato dovrebbe essere annunciata nelle prossime ore, ovvero quando il Presidente USA, Donald Trump, sbarcherà, per il suo primo viaggio all’estero, in Arabia Saudita. E con l’occasione, Trump annuncerà anche una delle più grandi operazioni di vendita di armi della storia. Questo quanto sostiene ‘Washington Post’.

Dietro le quinte, l’Amministrazione Trump e i funzionari sauditi stanno lavorando ai negoziati; Riad, dopo le incomprensioni con Barack Obama, punta sul nuovo Presidente per ampliare la collaborazione e gli affari con gli Stati Uniti. Uno dei maggiori obiettivi è, appunto, la creazione di una coalizione di Paesi, un fronte sunnita che dia vita a una struttura organizzativa simile alla Nato. L’idea di una ‘Nato araba’ non è nuova ed è stata sostenuta dai sauditi, ma finora non aveva mai ottenuto l’appoggio aperto del governo statunitense. Dopo anni di disillusione con l’Amministrazione Obama, la leadership saudita era ansiosa di fare affari. «Erano disposti a fare una scommessa su Trump e sull’America», ha dichiarato un funzionario senior della Casa Bianca. Il piano di Trump si adatterebbe perfettamente al suo ‘America First’, con una leadership statunitense più forte nella regione, lo spostamento del peso finanziario per la sicurezza sugli alleati e la creazione di posti di lavoro negli Stati Uniti, attraverso la massiccia vendita di armi. Al progetto sarebbero già interessati Egitto, Giordania ed Emirati Arabi Uniti, con gli Stati Uniti nel ruolo di sostenitori e organizzatori dell’alleanza.
Per quanto riguarda la vendita di armi all’Arabia Saudita, secondo le fonti del quotidiano americano il pacchetto dovrebbe valere tra i 98 e i 128 miliardi di dollari; nel corso di dieci anni, le vendite totali di armi potrebbero raggiungere il valore di 350 miliardi di dollari.

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L’8 gennaio 2016, ‘L’Indro’ pubblicava ‘Lo strumento militare dell’Arabia Saudita’. Riproponiamo di seguito il servizio.

Da diversi mesi l’attenzione dell’opinione pubblica è puntata sul Medio Oriente dall’Iraq alla Siria agli attacchi da parte dello Stato Islamico (ISIS) allo Yemen, alla Siria.

In Medio Oriente gli interessi che vengono contesi sono innumerevoli e non riguardano solo i giacimenti di petrolio o la lotta per l’egemonia sunnita o sciita, il Medio Oriente è un campo di battaglia e come tale è una calamita per le industrie che si occupano di armamenti. Questo particolare indotto industriale, ha sempre visto con straordinaria lungimiranza la corsa agli armamenti delle petromonarchie moderne. Quando si è multimiliardari non bastano più pietre e qualche fionda, persino le armi devono essere le migliori sul mercato e non basta coprire il numero di bombe necessarie alla guerra, bisogna averne più di quanto versa a radere al suolo gli avversari.

E’ questo il caso dell’Arabia Saudita, Monarchia di stampo sunnita che dal marzo 2015 si è impelagata in diverse guerre da cui stenta ad uscire, lo Yemen è il primo esempio.
Quando il 24 marzo 2015 la monarchia dei Saud sgancia la prima bomba sullo Yemen, auspicandosi di combattere il gruppo terroristico meglio noto come Houti, che rappresenta anche una tribù piuttosto numerosa e che fa capo alla linea politica di Teheran. Teheran non è di certo un nome che viene a galla per caso, Riyadh vuole infatti arginare l’avanzata sciita nel Medio Oriente iniziando una guerra per parti in un terreno neutrale come quello yemenita. Lo scontro dura per settimane e le vittime civili sono quelle maggiormente colpite, gli esperti del settore non si dimostrano sorpresi dell’enorme potenziale bellico dell’Arabia Saudita.

L’Arabia Saudita è il quarto Paese al mondo in termini di investimenti militari, non solo dedicati all’acquisizione di nuovi armamenti, ma anche allo sviluppo di nuove tecnologie.
Le stime parlano di quasi 57 miliardi concessi all’indotto della difesa, ma sono numeri che rimangono aleatori, più un punto di riferimento che un vero dato certo. Un mistero è anche la capacità militare terrestre di questo Paese: le carte lasciano intendere che i Saud sarebbero in grado di schierare una forza terrestre di oltre 234 mila soldati operativi (cioè che possono combattere), oltre 1.000 carri armati e 650 aerei.

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