giovedì, giugno 21

Aquarius, l’incertezza delle regole è assoluta, ma non casuale La responsabilità, non solo politica, italiana c’è, salvo a valutare i casi.

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Il clima di incertezza e di confusione che regna nella faccenda dei migranti, e la martellante propaganda razzista e “sovranista” (qualunque cosa questa sciocchezza voglia significare) di Salvini, Di Maio e Toninelli, aiuta a rendere incomprensibile ai cittadini ciò che accade e crea un odio irrazionale verso lo “straniero” di per sé ostile. Non è una novità: nella storia è sempre stato così, e sempre ne sono nati disastri, sempre, disastri e massacri. Dei quali, poi, compunti, i popoli decenni o anche secoli dopo si “pentono”, ma intanto i morti sono morti.

L’incertezza delle regole è assoluta, ma non casuale. Posso esagerare, e spero ardentemente che sia così, ma il clima che si respira ormai in Italia è tremendamente simile a quello che si è respirato in passato: la stessa violenza (sia pure verbale), la stessa irrazionale ostilità verso mitici complottardi stranieri = nemici. Però anche le stesse reazioni verbose e insulse di anime belle capaci di parlare e divagare, piuttosto che agire e razionalizzare.

Le norme, come dico, ci sono, ma sono confuse e ambigue, scritte più per non dispiacere questo o quello che per affrontare e risolvere un problema, in gran parte creato e ingigantito dalle varie mafie, che sulla sofferenza altrui vivono e prosperano, in nulla ostacolati quando non agevolati di fatto dalle politiche muscolari.

Che l’Italia abbia un accordo con la UE per “accogliere” i migranti “salvati” in mare è un fatto risaputo, voluto dai governi italiani e dichiarato senza alcuna remora dalla Sig.ra Bonino qualche mese fa. Altrettanto noto è che l’Italia ha stipulato un memorandum di intesa con la Libia con cui si impegna a dare soldi e mezzi, in cambio di “trattenimento” di migranti. Come questi migranti siano trattati con i nostri soldi, lo sanno tutti, ma proprio tutti, anche quelli che strillano in strada, perfino Salvini.  

Da ciò sia detto con chiarezza: la responsabilità, non solo politica, italiana c’è, salvo a valutare i casi. E, per di più, trattandosi di accordi internazionali e di norme di diritto internazionale consuetudinario, che sono legge italiana, sono suscettibili di valutazione anche dai giudici italiani! Sorvolo sulla Corte europea dei diritti dell’uomo e sulla Corte Penale internazionale.

Che l’UE abbia deliberato una sorta di redistribuzione dei migranti raccolti in Italia tra tutti i paesi europei è un altro fatto ben noto. Ma ecco un punto importante. Alcuni paesi si rifiutano, altri fanno orecchie da mercanti, altri ancora dicono “abbiamo già dato”. Chi decide, chi ordina cosa fare?

Al solito: l’Europa, la cattiva orrenda, mitica nemica, causa di tutti i mali. L’Europa apparentemente: cioè noi. Ogni singola decisione, ogni singolo atto, ogni singolo sussulto dell’Europa, siamo noi, perché tutto viene deciso da organismi in cui noi ci siamo e ci siamo in qualità di stato e attraverso rappresentanti democraticamente scelti, cioè nella maggior parte dei casi, possiamo impedire le decisioni che non ci piacciono. Una volta prese, però, con chi vogliamo lamentarci? Certo, potremmo anche determinare decisioni che ci piacciono. Se non lo facciamo o non sappiamo farlo è colpa di chi, del mago Merlino?

Ma i nostri sovranisti da operetta (fino a qualche mese fa: ora io ci farei molta attenzione) dicono che dell’Europa non vogliono saperne: dobbiamo decidere noi dei nostri confini e non so che altro. Bravi, e, geniali, si alleano con altri sovranisti, che dicono la stessa cosa e quindi sono i nostri principali avversari perché impediscono proprio la redistribuzione dei migranti.

Tutto ciò perché sovranisti e non sovranisti, hanno allegramente deciso di non dare poteri seri all’Europa. L’Europa, la cattiva orrida Europa, cioè noi, non decide, suggerisce e poi ognuno fa quello che crede e infatti Salvini se ne approfitta. Come se ne sono approfittati gli agricoltori che imbrogliavano sulle quote latte ecc. Ma se non decide, la colpa è dei nostri governi che lo hanno impedito!

Questo è il punto su cui nessuno vuole seriamente discutere: se l’Europa non ha il potere di imporre, che so, all’Ungheria di prendersi dei migranti, l’Ungheria dei migranti nostri se ne frega. E Salvini che fa? Dice: faccio anche io così, non li faccio entrare e li lascio in mezzo al mare … e poi? Gran parte degli italiani, ormai tutti sovranisti della Domenica, è d’accordo. Ma nessuno si chiede quali saranno le conseguenze: li lasciamo in mare? Li lasciamo affogare? No, dice il sovranista, facciamo un accordo con la Libia, che già c’è; solo che la Libia … se ne frega e ci ricatta, dateci più soldi, dateci più motovedette, dateci più armi per continuare le varie guerre interne e dateci più soldi per “ospitare” queste persone e per addestrare qualche terrorista. Noi sappiamo come sono ospitati, ma basta chiudere occhi e orecchie e non ci pensiamo.

Questo “gioco” è pericoloso. Lo scopo, a quanto pare, di Salvini e Di Maio, è di “liberarsi” della UE e illudersi di poter fare tutto da soli. Lo facciano se ne sono capaci e hanno l’onestà di dirlo, però sappiano che non è così. L’Italia da sola non può fare nulla, né per l’economia, né per altro, immigrazione inclusa. Possiamo uscire dall’Europa, non dal Mar Mediterraneo!

Certo possiamo isolarci dal resto di Europa e poi? Non si fa che dire che i migranti sono un “business”; bene, se è così, che si aspetta a perseguire gli autori di questo “business” (chi sa perché, non si può dire affare) a processarli, ecc.? Alcune inchieste clamorosamente pubblicizzate, sono partite, ma non hanno approdato a nulla. E dunque? Sono delinquenti? puniteli. Non lo sono? Organizzatevi per comportarvi, comportarci, da persone civili, che non vuol dire accogliere tutti, ma scegliere: o Bruxelles conta e allora può agire, o non conta ma la colpa è nostra, che però siamo a poche ore di navigazione dal Nord Africa e l’Europa che non conta nulla può fare. Malta? Certo non prendono nessuno, ma sono un’isola di 500.000 abitanti: quindi non prendiamoci in giro.

Il blocco navale? Altra chiacchiera da politici della Domenica? Bene, vediamo: arriva il barcone, la fregata della marina italiana comincia a procedere a zig zag per impedirgli di passare: è già successo e in fondo all’Adriatico ci sono alcune centinaia di cadaveri! Ma gli albanesi hanno continuato a venire, come e più di prima. Il barcone o riesce a passare e affonda o arriva in Italia, o si capovolge subito. I nostri marinai ovviamente cercano di salvare i naufraghi e, dicono i nostri politicanti, li riportano in Libia. Parlare è facile … i libici stanno lì a guardare? I nostri marinai sbarcano i migranti? Ci si rende conto che sarebbe un atto di guerra e ci risponderebbero con le armi … le nostre armi? La genialità di certa politica non ha confini. Ci siamo indignati quando dei gendarmi criminogeni francesi sono entrati in Italia senza chiedere permesso e i libici, ci offrirebbero le pizzette di cuscus?

La verità è una sola. Bisogna negoziare, negoziare, negoziare, e dare poteri veri all’Europa … o uscirne, ma, ripeto, dal Mediterraneo non possiamo uscire. Sia chiaro, l’atto di Salvini l’altro ieri può essere un modo per portare al tavolo di una trattativa seria gli altri paesi: possiamo dargli atto di questa buona intenzione, È vero, l’atto di Salvini ha indotto una reazione scomposta, prova della “coda di paglia” … ma non sulla pelle di 600 poveri disgraziati. Questo è ciò che indigna la coscienza: quelli che ce l’hanno!

Ma per negoziare, ci vuole un’Europa forte e autorevole, che prenda questo problema, come altri, a proprio carico, non l’Europa debole che vogliono Salvini e Di Maio. E non bisogna cadere nella trappola di farsi isolare. Se negoziare si vuole, l’ultima cosa da chiedere è che l’Europa conti meno. Ma questa è roba da politici del Lunedì.

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Sull'autore

Giancarlo Guarino, ordinario, fuori ruolo, di diritto internazionale nell’Università degli Studi di Napoli Federico II, è autore di numerose pubblicazioni su diverse tematiche chiave del diritto internazionale contemporaneo (autodeterminazione, terrorismo, diritti umani, ecc.) indagate partendo dal presupposto che l’Ordinamento internazionale sia un sistema normativo complesso e non una mera sovrastruttura di regimi giuridici gli uni scollegati dagli altri.