lunedì, ottobre 23

Amstel – Heineken: la birra che finanzia il regime in Burundi I sconvolgenti risultati dell'inchiesta Heineken in AfriKa: 'Nkurunziza ha 40% della Brarudi'

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Kampala – Nella vita dei burundesi (definiti i polacchi d’Africa) la birra occupa uno tra i primi posti nella scala delle priorità, spesso prima della famiglia. Il recente studio della Banca Africana per lo Sviluppo dimostra che di media i burundesi consacrano il 17% del loro salario in birra e sigarette, mentre spendono il 1% nella educazione e nell’abbigliamento. Il presidente Micombero negli anni Sessanta affermò che i coloni belgi fecero una sola azione decente durante il periodo di occupazione: aprire la fabbrica di birra Brarudi, controllata dalla Heineken. Le cifre di produzione e vendita sono impressionanti. 682.000 bottiglie prodotte e vendute nel Paese ogni giorno. Prezzo di fabbrica variante dai 0,52 ai 0,84 centesimi di euro. Sotto la marca Amstel, la Brarudi produce una birra bionda in bottiglie da 33 e 75 cl e la Amstel Bock, birra bruna simile alla Guinness.

Durante la prima guerra civile (1993 – 2004) la consumazione di Amstel identificava l’orientamento politico del cliente. Chi consumava la Amstel 33 cl (bottiglia piccola) era considerato pro hutu. L’Amstel 75 cl (bottiglia grande) identificava i pro tutsi. Durante l’attuale guerra civile, iniziata nel maggio 2015, numerose sono state le vittime uccise dalle rispettive fazioni nei bar mentre bevevano birra nonostante il pericolo evidente. Il burundese medio inizia a bere verso le due del pomeriggio fino alle nove di sera o fino all’alba nei giorni di festa. La birra è sempre consumata in compagnia nei bar, pub e discoteche. Rare sono le bevute solitarie domestiche. Il concetto di ‘social drinking’ è la versione moderna della tradizione di bere il latte di mucca insieme agli amici. Il bere in compagnia rende l’individuo più forte e favorisce la socializzazione.

In Burundi i bevitori di birra sono divisi in categorie. Il Abidagadura, colui che beve in compagnia ma moderatamente. Il Abashingantaha, colui che propone sempre al gruppo di bere ‘la derniere pour la route’ (l’ultima prima di rientrare a casa). Il Abasamanje, rientrante nella categoria dei professionisti. L’Abasamanje, definito anche SM – Sans Manger (senza mangiare) consuma una notevole quantità di birra a stomaco vuoto. Il Abatayekodi, colui che dimentica anche la famiglia per il bere. L’ultima categoria è rappresentata dal Abasafu, colui che consuma birra e qualsiasi prodotto alcolico senza mangiare. Associato all’ultimo stadio dell’alcolismo, il Abasafu ha dinnanzi a lui qualche anno prima di morire di cirrosi epatica.

La fabbrica Brarudi non è stata mai sfiorata nemmeno da un proiettile durante la guerra civile del 1993. I combattimenti, anche quelli più cruenti, si interrompevano nei giorni fissati per l’uscita dalla fabbrica dei camion addetti alla distribuzione della sacra bevanda. Durante l’attuale conflitto nessun esperto birraio della Brarudi viene molestato dal regime indipendentemente dalla sua origine sociale e orientamento politico. I Mastri Birrai godono di una immunità superiore a quella del clero cattolico e protestante. Sono in realtà i moderni Druidi africani. Divinità sacre intoccabili.

Un libro inchiesta scritto dal giornalista olandese Olivier Van Beemen rivela le attività illegali della multinazionale olandese nel Continente. Heineken in AfriKa descrive nei dettagli la politica della multinazionale che difende con tutti i mezzi il mercato africano, responsabile del 38% dei suoi guadagni annuali. La Heineken per assicurarsi posizioni predominanti nei vari mercati africani non esita a favorire, la corruzione, l’evasione fiscale, la frode, il sostegno di regimi totalitari. Creando il mito dell’uomo di successo che beve birra, la Heineken contribuisce alla diffusione dell’alcolismo ideando campagne pubblicitarie che promuovono l’abuso di alcool.

I clienti africani pagano i prodotti della Heineken allo stesso prezzo dei clienti europei anche se i costi di produzione della birra in Africa non raggiungono il 42% dei costi in Europa. Van Beemen infrange il tabù Heineken creatosi tra la classe politica olandese convinta che la multinazionale giochi un ruolo positivo nella economia e nello sviluppo sociale del Continente Africano. La Heineken è considerata il migliore esempio di commercio equo sia dal Primo Ministro liberale che dal Ministro social democratico del Commercio e Cooperazione. Heineken in AfriKa rappresenta l’unica inchiesta indipendente sulla multinazionale della birra. In Olanda le informazioni relative alle attività commerciali in Africa vengono quasi esclusivamente fornite dal Dipartimento Comunicazioni della multinazionale.

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