giovedì, giugno 21

Amministrative e Governo: Salvini sì, Di Maio no Regge il PD, ma contro il vertice romano-toscano. Berlusconi si barcamena

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Hanno ulteriormente sfondato Salvini e la Lega. Forza Italia perde ancora, ma almeno al sud in qualche modo riesce a barcamenarsi. Il Partito Democratico e quel tanto di centrosinistra che attorno a lui si aggrega, specie a livello locale, regge e in qualche caso si rafforza. Ma con candidati spesso affermatisi attraverso le primarie contro il vertice romano-toscano, o comunque ‘non allineati’. Il Movimento Cinque Stelle ‘incassa’ la sconfitta annunciata, ma più dura del previsto. Specie registrando l’esclusione dal ballottaggio nei due Municipi romani in cui si tornava al voto causa decadenza dei ‘Minisindaci’ Cinquestelle. Marginali gli altri. Questo l’esito del voto alle Amministrative (Comunali e Municipali) di domenica 10 giugno 2018. Terzo appuntamento elettorale post voto politico nazionale del 4 marzo, dopo le Regionali in Molise (22 aprile) e Friuli-Venezia Giulia (29 aprile).

Il Matteo vincente, nel giustificato entusiasmo per i risultati definiti «straordinari» della sua Neolega, afferma pure che «sono stati riconosciuti i primi giorni da Ministro». Il responsabile dell’Interno, che ha giocato senza remore la carta dell’immigrazione anche nei giorni del silenzio elettorale, si gode il successo: un’affermazione che certamente peserà sugli equilibri della maggioranza gialloverde di Governo. Il Partito più ‘antico’ presente in Parlamento si ingrandisce ancora nel Nordest prendendosi Treviso e Vicenza, trascinando un centrodestra ormai quasi egemonizzato, ma si radica sempre più anche al centro, con il caso eclatante di Pisa. Nella città toscana tradizionalmente progressista Michele Conti va al ballottaggio contro il centrosinistra di Andrea Serfogli.

L’astensione dal voto questa volta é meno accentuato al Sud rispetto al Nord, a paragone di altre tornate, nota l’Istituto Cattaneo. Che certifica la crescita impetuosa del centrodestra a trazione leghista, la tenuta complessiva di PD e alleati, le difficoltà locali del M5S. Gli elettori del MoVimento rispetto alle politiche fanno scelte opposte in due città cruciali come Brescia a Vicenza: nella prima vanno con il centrosinistra, nell’altra con il centrodestra. Ma oltre il 50% di loro si astiene. Un possibile fattore è la delusione, specie per quelli provenienti da sinistra, per il ‘contratto’ con la Lega e la linea durissima sui migranti. I pentastellati pagano non solo la cronica carenza di quadri a livello locale, ma forse anche un Luigi Di Maio costretto a inseguire la turbopolitica di Salvini. Ma secondo il ‘Capo politico’ e vicepremier «Davide continua a vincere contro Golia» e la rappresentazione dei media è falsata. Il PD vanta la riconferma di Emilio Del Bono a Brescia, terra ostica. Di fronte all’ascesa dei salviniani il centrosinistra tiene qua e là, facendo dire a Paolo Gentiloni, ex Premier Democratico, che il Partito «non è morto». Il Segretario reggente Maurizio Martina parla di «Risultati incoraggianti» per una nuova stagione. Il centrosinistra approda al secondo turno tra l’altro ad Ancona, unico capoluogo di regione al voto, ed Avellino. Prosegue però inesorabile l’erosione delle roccaforti rosse.

A Siena il Pd rischia il municipio al ballottaggio. Sia i Democratici che Forza Italia subiscono il fenomeno dilagante delle liste civiche, ma ancora secondo il Cattaneo «a livello locale il bipolarismo regge». Quanto a FI, al Nord paga un forte tributo alla Lega ma ‘tiene’ in certe zone del sud, come in Sicilia o ad Afragola (Napoli). A Imperia è l’ora, ancora una volta, di Claudio Scajola: l’ex Ministro ‘a sua insaputa’ ed ex potente ‘azzurro’ va al ballottaggio da solo contro il centrodestra di Luca Lanteri. Con il Partito di Berlusconi che non presenta, volutamente, il proprio simbolo. Significativo il risultato del Lazio, dove il M5S perde alcuni Comuni, ma a Pomezia riesce ad escludere lo ‘scomunicato’ Fabio Fucci dal ballottaggio. Nella Capitale il MoVimento non va, clamorosamente, al ballottaggio nei due Municipi, il III e l’VIII, chiamati al voto anticipato causa la doppia caduta dei ‘Minisindaci’, peraltro espressione dello stesso M5S. Un avviso, e forse più che un avviso, al Sindaco Virginia Raggi.

Da notare che l’affluenza alle urne continua a calare, e pesantemente. Attestandosi attorno al 61% (61,19) domenica, e in Sicilia al 56% (56,44). Alle precedenti analoghe elezioni, e sempre parametrando unicamente i medesimi comuni chiamati ora al voto, la percentuale era stata di oltre il 67% (67,24). Una disaffezione che si proietta sui prossimi appuntamenti elettorali, e sul cruciale passaggio delle Elezioni Europee che si terranno nei 27 Stati attualmente membri dell’Unione (per la nona volta) nel maggio 2019, da giovedì 23 a domenica 26.

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