lunedì, gennaio 22

Amazon & co: home delivery, e-commerce, ecco il miracolo della logicista distributiva Intervista agli esperti Andrea Campagna, Fabrizio Dallari, Riccardo Panebianco e Antonio Pratelli

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Andrea Campagna, ingegnere e collaboratore del Centro di ricerca per il Trasporto e la Logistica (CTL) della Sapienza di Roma, ci spiega che “il fenomeno che sta creando scompiglio è la cosiddetta, home delivery, cioè la consegna a casa. Le esigenze del cliente stanno mutando, si va verso una logistica distributiva che segue le esigenze di un utente che vuole avere la merce sempre più vicino alla sua vita quotidiana (quindi luogo di lavoro o di residenza) e in maniera veloce. Amazon, ad esempio, ha già la consegna nello stesso giorno dall’ordine della merce, ma l’estremo sarà la consegna in un’ora, per altro già presente a Milano”.

Amazon, ha un magazzino di 100 mila metri quadrati (pari a 14 campi da calcio) a Castel San Giovanni (Piacenza) e un altro all’interno di Milano, nel quale gestisce con numero minore diverse tipologie di prodotti, “che sono quelli, statisticamente, più richiesti dalle persone e che  Amazon punta a consegnare in un’ora”.

Ma anche il concetto di magazzino, cioè di stoccaggio merci è cambiato: “Oggi in magazzino si tengono pochi pezzi, 3 o 4 perché poi, arriva il rifornimento, contrariamente a un tipo di vecchia logistica in cui si teneva 20 pezzi perché li si vendeva in 3 mesi”.

Com’è cambiata la logistica fino a oggi? Campagna prosegue: “Il fenomeno di accelerazione è avere tantissime possibilità di acquisto, senza scomodarsi, ed è quello su cui sta puntando l’e-commerce. Questa è una tendenza in atto, senza punto di ritorno. Amazon, ad esempio, sta entrando in campi non tradizionali come quello del cibo, proprio perché vuole arrivare a dare un’offerta totale alle esigenze dei clienti. Però Amazon riesce ad avere, date le grandi quantità che muove, un costo di acquisto dei prodotti molto più basso (spesso del 15%) rispetto al mercato. La qualità è dettata dai prodotti stessi, Amazon ha un forte controllo sulle vendite, cioè controlla i feedback che vengono dati a coloro che vendono sul proprio portale. Se il servizio al cliente finale, è scadente, viene praticamente chiuso il negozio. C’è una politica molto rigida, volta a garantire la qualità del servizio. Ma non solo, Amazon, oltre a vendere i propri prodotti, dà anche la possibilità agli esercenti di vendere attraverso il proprio portale, in pratica vende degli spazi di magazzino. Questo servizio si chiama Fulfillment by Amazon (FBA)”.

Il guadagno di Amazon qual è? “Chiaramente prende una percentuale. Inoltre, aumenta il volume di merci gestite”. Aspetto fondamentale dei grandi players come Amazon, Zalando, Yoox sono i corrieri. Campagna ci fa l’esempio di Amazon e ci spiega che quest’azienda si serve di tutti i corrieri, mettendoli tutti in concorrenza, conoscendo di tutti la capacità, la rete distributiva, la qualità delle consegne, e “chiaramente riesce a soddisfare i trasportatori e ottenere dei costi di trasporto al minimo sindacale“.

A tal proposito interviene il professor Antonio Pratelli del dipartimento di ingegneria civile e industriale dell’Università di Pisa: “L’e-commerce ha rivoluzionato tutto il mondo degli integratori, ossia i corrieri express. Io so che Bartolini e anche Ups stanno rifiutando commesse per Amazon, per il semplice motivo che non riescono più a tenere certi ritmi. La cosa che davvero è cambiata è che, mentre prima erano i corrieri a gestire la catena, adesso è il destinatario il vero decision maker, è lui a dettare i tempi”. Sostanzialmente, il cliente ordina l’oggetto desiderato su Zalando e stringe un patto di consegna, ma questa decisione è presa all’insaputa del corriere, il quale entra in gioco solo alla fine ed è costretto ad accettare il calendario stabilito, altrimenti il cliente si rivolgerà ad un’altra azienda corrieristica. Pratelli specifica che in alcuni casi, con determinati contratti, se il gestore non rispetterà i patti, avrà anche delle penali.

La rete corrieristica è, chiaramente, più costosa rispetto a chi distribuisce merci, facendo logistica urbana, però ha delle caratteristiche particolari come il riscontro di consegna. Quando il cliente riceve il pacco a casa, il più delle volte firma un terminale, che immediatamente viene trasferito all’azienda.

Il vero business di un’azienda come Amazon, e anche il maggior stress, è fare contento il cliente, massimizzando tutte le prestazioni che fanno parte della catena distributiva e di trasporto” afferma Campagna.

Il tempo è una delle variabili fondamentali della logistica, lo si misura in ore e non più in giorni. Fabrizio Dallari, Direttore del Centro sulle Operations, la Logistica e il Supply Chain Management della LIUC Business School, Università Carlo Cattaneo di Castellanza (Varese), dichiara “in realtà qualsiasi sito di e-commerce promette dei tempi che non sono i più brevi possibili, ma sono i tempi che, consentono a loro, nel 97% dei casi, di soddisfare una certa domanda. Per tutti coloro che vogliono la consegna nel minor tempo possibile, ecco che scatta il marketing, e viene chiesto loro di pagare un sovrapprezzo. A questo punto bisogna pensare all’incidenza del costo della logistica sul valore delle merci che noi compriamo. Possiamo dire che i clienti che vogliono la consegna in tempi stretti, vanno a compensare le perdite dell’operatore logistico dell’e-commerce con le consegne standard”.

Quindi, la famosa consegna gratuita in realtà è stata assorbita nel prezzo dell’oggetto? Assolutamente si”, prosegue Dallari, “gli operatori dell’e-commerce non hanno il costo del negozio, che ha un’incidenza pazzesca. Quindi niente costo dell’affitto, del riscaldamento, della luce, del personale. L’unico vero costo è il sito ma tutti sanno che, oggi, con 10.000€ lo si può fare”.

Chiaramente, questo porta sempre più persone, quindi non solo i grandi players, ma anche piccoli imprenditori o negozianti a vendere online a prezzi minori. Riccardo Panebianco, titolare della Express Agency s.r.l, nonchè agente di Ups,  aggiunge che ci sono delle associazioni specifiche, “in Italia, la più importante è la AICEL (Associazione Italiana Commercio Elettronico) che aiuta e favorisce questo tipo di sviluppo”.

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