mercoledì, luglio 18

Alleanza Solare Internazionale (ISA): una nuova era per le rinnovabili? Un’organizzazione di 121 Stati contro il monopolio dei combustibili fossili: una nuova geopolitica dell’energia? Ne parliamo con l’analista di CommoditiesTrading.com Gabriele Picello

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Il futuro delle risorse energetiche rinnovabili potrebbe chiamarsi ‘Alleanza Solare Internazionale’, ma, nonostante il nome evocativo, Star Trek non c’entra niente. La International Solar Alliance (ISA) – questo il suo nome ufficiale – è un’organizzazione composta da 121 Paesi di tutto il mondo che si propone di coordinare gli Stati i cui confini sono parzialmente o completamente compresi fra i Tropici e, per questa favorevole condizione geografica, sono esposti ai raggi del Sole per la maggior parte dell’anno.

Questa alleanza è stata ideata nel novembre 2015, quando il Presidente indiano Narendra Modi annunciò, dal microfono di Wembley, il leggendario stadio di Londra, l’intenzione di fondare un’organizzazione a difesa dell’ambiente e delle energie rinnovabili. Era in visita in Europa e sempre nel Vecchio Continente, a Parigi, questa alleanza venne fondata, dalle mani congiunte dello stesso Modi e dell’allora Presidente della Repubblica Francese François Hollande, in presenza di Ban Ki Moon, a quei tempi Segretario Generale delle Nazioni Unite. Tuttavia, la sede dell’ISA è in India, a Gurgaon, nello Stato di Haryana.

Ma che cos’è davvero l’ISA e quale scopo si prefigge? Lo abbiamo chiesto a Gabriele Picello, analista e caporedattore di CommoditiesTrading.com. “La ISA si propone non solo di ridurre la dipendenza energetica dal petrolio, ma persegue uno scopo decisamente più ampio, ovvero la lotta agli effetti negativi dei mutamenti climatici tramite l’utilizzo di tecnologie specifiche quali, ad esempio, il fotovoltaico. Le attività della ‘conferenza di fondazione’ sono state avviate nella giornata dell’11 marzo in quel di New Delhi; l’iniziativa, guidata da Francia ed India, è stata recepita con favore da 121 Nazioni, anche se attualmente solamente 56 delle stesse hanno ratificato l’accordo e tra le economie sviluppate, si annoverano solamente Francia ed Australia”.

Lo scopo è dunque quello di implementare le politiche energetiche per il solare, con l’obiettivo di ridurre la dipendenza dalle risorse non rinnovabili, come ad esempio i combustibili fossili. Possiamo tuttavia notare un ruolo di primo piano operato dalla Francia. A che cosa è dovuto? Interviene Picello: “riveste un ruolo primario anche perché l’iniziativa è stata lanciata proprio da Parigi ed India durante la COP21, tenutasi nella capitale francese nel corso del 2015. L’impegno della Francia è notevole e vede schierata in prima linea la AFD (Agenzia Francese di Sviluppo) che sarà il tramite per l’ingresso di capitali aggiuntivi quantificati in circa 700 milioni di euro che giungeranno alla ISA entro il 2022 sotto forma di prestiti e dotazioni in grado di supportare progetti in circa sessanta nazioni aderenti all’iniziativa”. Lo sforzo economico di Parigi è notevole, ci spiega: “Pensiamo, infatti, che la sovvenzione complessiva fornita dalla Nazione che vede il Presidente francese Emmanuel Macron nelle vesti di leader, grazie al contributo aggiuntivo in oggetto, ammonterà ad un totale di 1 miliardo di euro”.

Per diventare membro dell’Alleanza Solare Internazionale (anche chiamata Agenzia Internazionale per le Politiche sul Solare e loro Applicazione – IASPA), occorre sottoscrivere un Accordo Quadro (Framework Agreement) che consta di 14 articoli. Non ci sono vincoli economici o legali, ma esiste una piccola distinzione fra i suoi membri: gli Stati geograficamente situati fra i Tropici sono consideratiStati membria tutti gli effetti, con diritto di voto, quelli situati altrove, ma interessati comunque a favorire lo sviluppo e la diffusione dell’energia solare, sono considerati Stati Partner’ e sono senza diritto di voto. Le organizzazioni internazionali interessate alle attività dell’ISA possono aggiungersi in qualità di ‘Partner organizzatori’, a patto che di esse sia membro almeno uno Stato aderente all’Alleanza Solare Internazionale. L’ONU e i suoi organi possono prendere parte alle attività dell’ISA come ‘Partner strategici’. Chi decide di diventare membro dell’ISA partecipa su base volontaria ai programmi lanciati dall’alleanza e volti a armonizzare e coordinare ogni attività legata al solare: il suo finanziamento, ricerca e sviluppo, l’innovazione, le tecnologie e la costruzione materiale. Gli Stati membri devono sostenersi l’un l’altro per raggiungere gli scopi previsti. La stessa Banca Mondiale ha collaborato alla creazione di uno strumento volto all’individuazione dei luoghi adatti a far sorgere impianti per la trasformazione dell’energia solare.

È organizzata su due livelli: c’è un’Assemblea e una Segreteria. L’Assemblea è composta da tutti gli Stati membri e si riunisce almeno una volta all’anno, per discutere dei piani dell’ISA e della loro applicazione. A queste riunioni possono partecipare anche coloro che, a vario titolo, sono considerati partner, ma, come detto, senza diritto di voto. Le decisioni si prendono per maggioranza semplice dei votanti per le questioni ordinarie, dei 2/3 per le questioni più importanti. La Segreteria, invece, è formata da un Direttore Generale, eletto dall’Assemblea per un mandato di quattro anni rinnovabile una volta sola, e dai suoi collaboratori. Al momento, il Direttore Generale è Upendra Tripathy, Ministro delle Energie Rinnovabili indiano.

Volendo entrare nello specifico, come si concretizza il lavoro dell’ISA?. Gabriele Picello fa chiarezza in merito: “Il compito fondamentale che si prefigge l’iniziativa è di assicurare la fornitura di tecnologia solare in modo semplice ed economicamente conveniente, in modo da aumentare la percentuale di energia solare nel mix energetico globale e incoraggiare lo sviluppo di soluzioni innovative per contrastare i problemi di settore. Ciò non può essere fatto senza assicurare la concessione di fondi adeguati da destinarsi ai progetti che riguardano l’energia solare e sviluppare una vera e propria regolamentazione del settore per velocizzare l’adozione di sistemi e tecnologie basate sull’energia solare”. Il sostegno reciproco è un fattore decisivo dell’alleanza: “Occorre fornire supporto allo sviluppo dei progetti nelle nazioni OECD e assicurare la creazione di un network costituito da centri di eccellenza che siano in grado di valutare le singole esigenze, al fine di assicurare che la politica relativa all’espansione dell’energia solare sia recepita come un fattore di sviluppo in grado di aiutare a raggiungere gli obiettivi di uno sviluppo globale sostenibile e rendere la ISA un’entità di peso ed estremamente professionale”, conclude Picello.

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