giovedì, settembre 21

Allarme terrorismo, paura in Egitto e a Gerusalemme

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Torna il terrore in Egitto. Sei turisti sono stati accoltellati in un resort a Hurghada, sul Mar Rosso. Secondo i media locali, i turisti feriti sarebbero tutte donne e di diverse nazionalità, e l’assalitore sarebbe stato arrestato. Il killer che ha accoltellato a morte due turiste ucraine e ferito altri quattro è arrivato a nuoto sulla spiaggia di Hurghada, per poi entrare nell’hotel per sferrare l’attacco. Il ministro degli Interni egiziano ha poi precisato però che l’assalitore è stato arrestato subito dopo l’attacco.

«Non voglio gli egiziani, non è voi che cerchiamo», avrebbe urlato, in arabo, l’assalitore, secondo quanto ha raccontato un testimone citato dal quotidiano egiziano ‘al Masry al Youm‘.

Paura oggi anche a Gerusalemme, dove tre assalitori palestinesi hanno aperto il fuoco dall’interno della Spianata delle Moschee. Secondo la polizia israeliana l’attacco è avvenuto nei pressi della Porta dei Leoni della Città Vecchia. Due gli agenti feriti, mentre i terroristi sono stati neutralizzati. Secondo la portavoce della polizia Luba Samri «tre terroristi che erano arrivati sul Monte del Tempio (Spianata delle Moschee, ndr) si sono diretti armati verso uno degli ingressi. Hanno notato la presenza di agenti e hanno sparato in loro direzione e quindi hanno cercato riparo all’interno di una moschea». C’è stato un inseguimento e i tre terroristi sono stati eliminati dai poliziotti. La polizia ha chiuso la Spianata delle Moschee, quindi niente preghiere del Venerdì.

Il premier Benyamin Netanyahu riferendosi alle intese per la gestione del luogo sacro ad ebrei e musulmani ha confermato che rimarrà lo status quo: «E’ stata decisa la chiusura per motivi di sicurezza. Saranno condotte ricerche per assicurarsi che non ci siano altre armi sul Monte del Tempio».

A Parigi la sfilata militare del 14 luglio sugli Champs-Elyseés ha visto la partecipazione di Emmanuel Macron e Donald Trump. Circa 150 soldati americani hanno aperto la sfilata per celebrare il centenario dell’entrata degli Stati Uniti nella Grande Guerra. «Le relazioni con la Francia sono più forti che mai», ha scritto su Twitter il presidente americano, il che conferma anche le parole pronunciate ieri in conferenza stampa tra le due parti.

Intanto per Trump sono tempi duri in America. Un giudice federale delle isole Hawaii ha ampliato la lista stilata dall’amministrazione delle relazioni parentali necessarie alle persone che chiedono visti di ingresso negli Stati Uniti da sei Paesi a maggioranza musulmana, per sfuggire al divieto di viaggio. Il giudice ha stabilito che l’esenzione dal divieto di viaggio dovrebbe comprendere nonni, nipoti, zii, zie e altri parenti. Mentre sul fronte riforme, in particolare lo smantellamento dell’ObamaCare, il presidente ha lanciato un appello via social: «Dopo tutti questi anni di sofferenza con l’ObamaCare, i senatori repubblicani devono farcela, come hanno promesso!».

Nuove minacce poi arrivano dalla Corea del Nord, che minaccia ‘misure corrispondenti’ con l’arrivo di ulteriori sanzioni punitive da parte del Consiglio di Sicurezza dell’Onu. A dirlo un portavoce del ministero degli Esteri, secondo cui se dovessero maturare, «la risposta alla risoluzione sarà come un atto di giustizia».

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