martedì, agosto 21

Accadde Oggi: India, un ‘sorriso’ nucleare 18 maggio 1974: con l’operazione ‘Smiling Buddha’, l’India prova la sua atomica

0

Quando il pilota dell’Enola Gay schiacciò il pulsante che sganciò Little Boy, la prima bomba atomica, su Hiroshima, quel 6 agosto del 1945, il mondo entrò irreversibilmente nell’era del terrore nucleare, per non uscirne più. Ancora oggi, le principali minacce per la pace nel mondo provengono proprio da questa arma dalle potenzialità annichilenti. Fino a poco tempo fa, per esempio, la Corea del Nord minacciava i suoi nemici con lanci missilistici convenzionali, non mancando di far sapere che era in atto un processo di costruzione della bomba atomica. Oggi la situazione più complicata è quella dell’Iran, che da anni porta avanti le ricerche per il nucleare, per dichiarati intenti pacifici, ma il pericolo che viene presentato dagli Stati Uniti riguarda un possibile utilizzo per scopi bellici. Insomma, per star al sicuro, sarebbe molto utile sapere ‘How to Dismantle an Atomic Bomb’, (come disinnescare una bomba atomica), per citare un album degli U2 del 2004.

L’anniversario odierno riguarda proprio l’acquisizione della bomba atomica di quella che, a breve giro di posta, è destinata in tempi molto prossimi a diventare una superpotenza mondiale: l’India. Era il 18 maggio 1974 e, con l’operazione chiamata ‘Smiling Buddha’, lo  Stato del subcontinente faceva il suo primo test nucleare: la detonazione riuscì e l’India entrò ufficialmente nel novero dei Paesi possessori dell’arma atomica, insieme a Stati Uniti, Cina, Regno Unito, Francia e Unione Sovietica. La notizia del test fece il giro del mondo e benché l’India presentò l’esplosione come ‘pacifica’, fu accolta con apprensione, specialmente dal vicino Pakistan, con cui l’India non era in buoni rapporti: Zulfikar Alì Bhutto, Presidente pakistano, cancellò degli incontri diplomatici con i vicini indiani. Secondo alcuni, il test indiano spinse il Pakistan a dotarsi, anni dopo, della bomba atomica.

L’India non fece più test nucleari fino al 1998, ma ormai era a tutti gli effetti una potenza nucleare.

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Commenti

Condividi.

Sull'autore