sabato, luglio 21

Accadde Oggi: Hirobumi, il ‘primo’ primo ministro in Giappone 22 dicembre 1885: Ito Hirobumi porta il Paese nell’era moderna

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Quando oggi dobbiamo immaginare un luogo moderno, avanzato tecnologicamente e altamente innovativo, fra i primi cinque posti che ci vengono in mente uno, con ogni probabilità sarà occupato dal Giappone e dalla sua capitale, Tokyo. Questo è probabilmente dovuto al fatto che molte delle aziende dei più efficienti prodotti tecnologici provengono dal Paese del Sol Levante, o magari anche da certi cartoni animati che abbiamo visto in gioventù, con i mega robottoni ipertecnologici che combattevano l’un l’altro per il bene dell’umanità intera. O per le notizie che ogni tanto giungono da quelle terre lontane, dove i dirigenti delle ferrovie si scusano e si licenziano se i treni che gestiscono accumulano qualche minuto di ritardo nel giro di un anno, poiché pensiamo che un’alta efficienza del genere sia dovuta a chissà quali ritrovati innovativi (mentre è dovuta semplicemente a grande sapere organizzativo).

Fa strano dunque pensare che, fino alla fine del XIX secolo il Giappone, in virtù del proprio tradizionale isolazionismo, che limitava al massimo e scoraggiava il contatto con il mondo esterno, fosse uno Stato molto lontano da quel che noi potremmo considerare ‘moderno’: la società era suddivisa in classi, gerarchicamente disposte con la classe dei samurai a comando sulle altre, l’imperatore aveva un ruolo tendenzialmente formale mentre il potere era suddiviso fra i vari shogun, signori della guerra. Una situazione che aveva più di qualche somiglianza con le società dell’Alto Medioevo europeo.

Fu merito di persone come Ito Hirobumi, che avevano girato e conosciuto il mondo, se il Giappone si è dotato di istituzioni moderne: il 22 dicembre 1885, Ito Hirobumi, appartenente alla classe dei samurai divenne il primo Primo Ministro del Giappone, sotto l’impero di Meiji, grazie al quale il Giappone si staccò nettamente dalla sua impostazione medievaleggiante per entrare nella modernità, fino a divenirne uno dei Paesi portabandiera.

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