mercoledì, settembre 19

Abolizione vitalizi: un piccolo passo per un Parlamento, un gigantesco balzo per il Paese Barnum Italia. Leoni, funamboli, ippopotami e pagliacci / 25

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L’abolizione dei vitalizi sancita giovedì notte (12 luglio 2018) dall’Ufficio di Presidenza della Camera dei Deputati rappresenta una svolta nelle iniziative concretamente operative prese per la lotta alla ‘casta’ in questo avvio di legislatura. Al Senato toccherà, stando alle previsioni attuali, fra una decina di giorni (più o meno): a questo punto sembra difficile che la decisione che verrà presa non sia analoga. Intanto si può ben dire che si è trattato di un piccolo passo per il nostro Parlamento (per ora un suo ramo) ma di un ‘gigantesco balzo’ per il Paese. Per l’Italia tutta.

Sono stati i 18 componenti dell’Ufficio di presidenza di Montecitorio a prendere la decisione. Ben in 12 hanno votato a favore, nessuno si è dichiarato contrario (un po’ tartufescamente). I due alleati di Governo, Cinquestelle e Lega, hanno votato per il provvedimento che ricalcola le ‘pensioni’ di tutti gli ex deputati in base ai contributi effettivamente versati, e non appunto ad un vitalizio ‘fuori scala’. Sì anche da PD e Fratelli d’Italia (peraltro i ‘ragazzi’ di Giorgia Meloni sono ‘soci occulti’ dell’Esecutivo). Astenuti o defilati quelli di Forza Italia ed il ridotto drappello di Liberi e Uguali. Moltissimi i malumori, le richieste, gli appelli, le lamentele di ’riduzione in miseria’, sin la denuncia dell’attacco da parte dei poteri forti all’autonomia della politica. (Si segnala, rammaricandocene, l’assenza del complotto demoplutogiudaico e l’abduzione da parte dei marziani).

E’ festa, naturalmente, nel Movimento Cinque Stelle, che aveva fatto di questo tema e risultato un punto cardine della propria politica. Ché, se il risparmio ottenuto è tutto sommato ovviamente marginale rispetto alle esigenze finanziarie dell’Italia, dal punto di vista dell’indicazione che ‘qualcosa sta cambiando’ e che cambiare davvero si può, siamo di fronte ad un ‘punto di svolta’. Con tutte le conseguenze che, a ricaduta, una scelta del genere può avere, avrà, sul Paese. In termine di comportamenti analoghi da avere, ancor di più per re-istituire un rapporto di fiducia tra cittadini ed eletti, magari non la vera e propria ‘connessione sentimentale’ gramsciana, ma almeno il deperimento della ‘sfiducia di pancia’, del rigetto, che è ormai il sentimento dominante verso parlamentari e affini. Come ben si è visto, tra l’altro, nel voto politico nazionale del 4 marzo scorso (2018), e pure nelle successive Regionali in Molise e Friuli-Venezia Giulia.

Un’unica, preoccupata, annotazione finale. Abbiamo istituito un parallelo (ardito) tra la prima discesa dell’uomo sulla luna («Un piccolo passo per un uomo, un gigantesco balzo per l’umanità» disse Neil Armstrong al momento di porre i piedi sul nostro satellite, primo uomo a farlo, il 20 luglio 1969) e l’abolizione dei vitalizi (intanto nella Camera bassa del Parlamento italiano). Però dopo quello storico exploit gli USA tornarono sul nostro satellite con equipaggi umani solo per pochi anni e poche altre volte. Poi, sino ad oggi, più niente.

Vivamente ci auguriamo che non accada qualcosa di simile anche con questo avvio della lotta alla ‘casta’.

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Sull'autore

Giornalista. Editore con ‘La Voce multimedia’