mercoledì, settembre 19

A che punto sta la legge che regolerà la governance dello Spazio in Italia? Ci domandiamo però fino a che punto vi sia una reticenza ad affrettare il passo per portare la governabilità del settore spaziale ad una posizione più dinamica

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Nel ben mezzo dell’estate, il Parlamento del piccolo stato del Lussemburgo ha votato un disegno di legge che permetterà ai privati lo sfruttamento dagli asteroidi e l’estrazione delle risorse minerarie. Ammettiamo pure che un Paese proprio minuscolo potrebbe non fare notizia in un contesto piuttosto globalizzato e oltretutto il Granducato non ha né industrie aerospaziali e università del settore o altre opportunità materiali per raggiungere i sassi vaganti nel sistema solare, così come invece sono gli Stati Uniti dove già esiste lo Space Act normato dell’amministrazione Obama.

L’iniziativa del legislatore però può rappresentare un apripista per un mondo nuovo che verrà e per questo proviamo a raffigurarci lo scenario. Il Lussemburgo con l’iniziativa esposta diventa il primo Paese europeo ad avere una legge in questo settore e secondo il vice Primo Ministro Étienne Schneider si tratta di una serie di strumenti offerti alle aziende che sono intenzionate ad investire nello spazio, consentendo loro di esercitare i diritti sulle risorse che estrarranno dai corpi celesti, sempre che queste ottengano un’opportuna autorizzazione da parte dello Stato a cui deve far seguito uno studio di fattibilità.

Per evitare conflitti al di sopra dei nostri spazi, infatti esiste il Trattato sullo spazio extra-atmosferico siglato nel lontano 1967 in cui fu stabilito di vietare la rivendicazione delle risorse situate nello spazio. L’Outer Space Treaty nacque per vietare il dislocamento di armi nucleari od ogni altro genere di oggetti di distruzione di massa su qualsiasi corpo celeste, Luna e orbite terrestri comprese.

Tornando al Lussemburgo, un portavoce del governo ha dichiarato che uno degli obiettivi delle legge è la promozione della cooperazione internazionale. A questo proposito, c’è l’impegno della spesa di almeno 200 milioni di euro per gli investimenti nello sfruttamento minerario degli asteroidi, in cambio della creazione di uffici sul territorio nazionale.

Uno dei privati interessati è la Planetary Resources, con sede a Seattle e in Europa. L’azienda statunitense ha dichiarato che il regno diretto da Enrico di Nassau-Weilburg, un ramo cadetto agnatico dei Borbone-Parma, sta fornendo una solida base per i progetti riguardanti la futura estrazione di risorse minerarie.

Sarà pur vero che il discorso è stato preso da molto lontano a se torniamo per un istante a casa nostra vediamo che nonostante nel momento in cui si legiferava al riguardo del piccolo stato europeo da noi si sbandierava l’opportunità di una nuova governance per l’aerospazio, dopo sforzi compiuti del legislatore negli ultimi tre anni per realizzare una guida e una visione politica sulle questioni del settore, trasformati in prassi prima con la creazione della cabina di regia e poi in una previsione normativa impostata nel disegno di legge costruita al Senato. Ma poi, nonostante le promesse ancora la Camera Bassa non ha concluso l’iter.

In questo modo sembra non sia del tutto chiaro che il passaggio dalla fase sperimentale a quella realmente parcellizzante si sta drammaticamente rallentando nel nostro Paese. Ora, non sta a noi spiegare tutte le difficoltà che la burocrazia italiana oppone nell’affrontare un nuovo modo di produrre ricchezza. Ci domandiamo però fino a che punto vi sia una reticenza ad affrettare il passo per portare la governabilità del settore spaziale ad una posizione più dinamica, in cui più dicasteri possano entrare nelle definizioni di programmi e di attuazioni.

Non vi sono dubbi che gli argomenti sono spinosi e ci riproponiamo di sorvegliare l’ite legislativo giù approvvato nella Camera alta

Lo faremo con l’esperienza che ci fa scrivere di questi argomenti e con la costanza di voler difendere un patrimonio industriale e scientifico che ci appartiene e che ha nelle sue pieghe potenziali enormi che promettono posti di lavoro, prestigi internazionali e sostanziali ritorni industriali.

Perché lo spazio è una risorsa strategica. Le applicazioni e le ricadute tecnologiche non solo hanno allargato le frontiere della conoscenza e dell’esplorazione scientifica, ma hanno introdotto grandi cambiamenti nella società.

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