mercoledì, dicembre 13

Italia – Qatar: vendita di navi da guerra per 5 miliardi di euro

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È oramai stato annunciato dalla Farnesina e confermato da più testate arabe- ‘Middle East Eye‘, ‘Al-Jazeera‘, ‘Middle East Online‘, ‘AlArabyya‘- che l’Italia, a seguito della visita del Ministro degli Esteri italiano, Angelino Alfano, di ieri 2 agosto, ha stabilito un accordo con il Qatar, chiamato ‘accordo Corvette’ – secondo quanto comunicato dalla Farnesina- concernente la fornitura da parte del nostro Paese di sette unità navali destinate alla Marina militare qatariota.

Il contratto avviato riguarderebbe, secondo i giornali e il comunicato della Farnesina, un importo di 5 miliardi di euro – 5,9 miliardi di dollari.  

Il Ministro Alfano a Doha, oltre ad aver trattato di questioni internazionali importanti, come la stessa crisi del Golfo, la crisi in Libia e in Siria, ha nel frattempo ben affrontato le relazioni strettamente bilaterali tra Italia e Qatar.

Il risultato ottenuto è un impegno reciproco alla cooperazione multidimensionale, dalla cultura alla logistica.

La Fincantieri, azienda pubblica italiana, nonché uno dei più importanti complessi cantieristici navali d’Europa e del mondo, fornirà al Qatar sette unità navali destinate alla marina militare. Tutte le navi saranno costruite nei cantieri navali italiani e avrà inizio a partire dal 2018, secondo quanto affermato dal Ministro Mohammed bin Abdulrahman al-Than.

Oltre ciò, secondo quanto riporta ‘Middle East Eye‘, la società di difesa italiana Leonardo fornirà sistemi elettronici e armi per le navi e riceverà circa un terzo del valore dell’operazione, ha dichiarato un funzionario della società. L’accordo raggiunto ieri risale a un contratto preliminare che risale al giugno del 2016, secondo il quale il gruppo italiano Finacantieri si sarebbe impegnato a costruire 4 corvette da 3000 tonnellate, due vascelli di pattuglia da 700 tonnellate e una piattaforma anfibia di attracco presso il molo, oltre a servizi di assistenza per il Qatar nei 15 anni successivi alla consegna. Oltre ciò, a marzo i vertici del Governo qatariota e gli ufficiali delle navette italiane hanno formazione dei marinai locali prima della consegna delle navi da guerra.

Secondo l’accordo di formazione, numerosi qatarioti verranno iscritti nei centri di formazione navale italiana. È previsto inoltre l’imbarco di ufficiali di qatarioti sulle navi da guerra italiane e l’invio di ufficiali di collegamento navale italiano presso la sede navale di Doha. Segno di un’evidente cooperazione navale tra i due Paesi è stato, poi, dato ulteriormente dalla visita della fregata Carabiniere della Marina Militare italiana a Doha il 27 aprile dello stesso mese.  

L’incontro di ieri ha poi visto il Ministro degli Esteri qatariota, Sheikh Mohammed bin Abdulrahman Al Thani, annunciare la firma di due ulteriori accordi bilaterali tra i due Paesi, i quali indicano un incremento relativo alla consultazione politica e agli investimenti economici congiunti. L’omologo italiano, Angelino Alfano, durante la conferenza stampa post-incontro ha ribadito e confermato gli eccellenti legami con il Qatar, secondo quanto riportato da ‘Middle East Eye‘, aggiungendo inoltre che rientra nell’interesse e negli obiettivi italiani sostenere i piani di Qatar in ambito internazionale.  

Il contratto ‘Corvette’ non fa solo parte di un accordo tra i due Paesi, volto alla cooperazione militare, ma potrebbe rappresentare una scelta strategica italiana sempre più ‘aperta’, che potrebbe avere dei risvolti geopolitici non indifferenti. La visita di ieri potrebbe quindi rappresentare non solo un incontro volto alla cooperazione, ma una vera e propria mossa strategica in termini di politica estera italiana, le cui ripercussioni vanno inevitabilmente a influenzare gli equilibri di forza e alleanze reginali nel contesto attuale della crisi del Golfo.  

Oltre ciò, l’accordo permetterebbe un notevole incremento e modernizzazione delle capacità navali qatariote, che colmerebbero, parzialmente, il gap con le capacità navali dei rispettivi Pasi del Golfo, incluse anche le potenze regionali principali quali Iran e Arabia.

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